Pace e guerre: «Nessuno si salva da solo»

Leader religiosi a Roma, in Campidoglio, per ribadire la preghiera comune e la cooperazione per il bene comune più grande del pianeta: la pace.

25 scenari di guerra. Elencati in ordine alfabetico, dall’Afghanistan allo Yemen, passando per il Messico, l’India e la Bielorussia e senza dimenticare i dieci anni in Siria o l’ultima nel Nagorno-Karabakh. È il “risiko” della “terza guerra mondiale a pezzi”. Una lunga scia di guerre, violenze, odio, terrorismo che dilania il nostro pianeta. L’ Italia non è deflagrata da conflitti, ma ci sono 231 fabbriche di armi e una sola per i respiratori, i ventilatori polmonari cruciali per salvare la vita dei pazienti con forme più gravi di Covid-19.

È lo scenario, insieme alla pandemia, in cui si colloca la 34esima edizione dell’Incontro di preghiera per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio che raccoglie l’eredità dell’intuizione di san Giovanni Paolo II quando, nel 1986 ad Assisi, radunò i leader delle principali religioni del mondo per pregare insieme per la pace. Fino ad allora, si era sì pregato, ma l’uno contro l’altro, per avallare, benedire e giustificare le guerre, sante o giuste.

nessuno-piazzaRoma per un giorno si è trasformata nella “capitale della pace” con l’incontro internazionale dal titolo “Nessuno si salva da solo-Fraternità e Pace” per rilanciare un forte messaggio per il bene più grande: la pace.

Per questo impressiona l’assenza dell’evento sulla carta stampata. Strategia o causalità? Una didascalia sul Corriere della Sera, nulla su La Repubblica e La Stampa, mentre non mancano le notizie dedicate agli scandali vaticani. Fa sempre più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Eppure l’evento era importante tanto da andare in onda in diretta su Rai1. Il progresso del dialogo tra le religioni è un dato significativo del nostro tempo, uno dei segni più tangibili della fraternità. L’odio, la violenze, le guerre, sono state ormai separate in modo indissolubile da ogni idea di Dio. Non si potrà mai più dire: “Dio lo vuole!” per giustificare una guerra.

L’Incontro di preghiera è stato suddiviso in due parti. In un primo momento ognuna delle religioni ha pregato in un suo tempio, la preghiera dei cristiani nella Basilica dell’Aracoeli, quella degli ebrei in Sinagoga, i musulmani, i buddisti e rappresentanti delle religioni Orientali hanno pregato in distinti locali presso i Musei Capitolini.

nessuno-omeliaNella sua bellissima omelia papa Francesco spiega la logica di Dio, la kenosi, l’annullamento totale pur di salvarci e renderci fratelli. È la logica opposta al culto dell’io, al salvare se stessi. «Ci ha salvati svuotando sé stesso (cfr Fil 2,7), facendosi altro: da Dio uomo, da spirito carne, da re servo». Tutte le guerre nascono dal cuore dell’uomo e si cerca Dio solo per risolvere i nostri problemi che possono essere sciolti solo abbracciando la logica del dono, del saper amare.

«Dio non viene tanto a liberarci dai problemi, che sempre si ripresentano, ma per salvarci dal vero problema, che è la mancanza di amore. È questa la causa profonda dei nostri mali personali, sociali, internazionali, ambientali. Pensare solo a sé è il padre di tutti i mali». Sul Calvario è avvenuta la battaglia decisiva, un «grande duello tra Dio venuto a salvarci e l’uomo che vuole salvare sé stesso; tra la fede in Dio e il culto dell’io; tra l’uomo che accusa e Dio che scusa. Ed è arrivata la vittoria di Dio, la sua misericordia è scesa sul mondo. Dalla croce è sgorgato il perdono, è rinata la fraternità». Le braccia aperte di Gesù sulla croce sono l’icona del cristianesimo «perché Dio non punta il dito contro qualcuno, ma abbraccia ciascuno. Perché solo l’amore spegne l’odio, solo l’amore vince fino in fondo l’ingiustizia. Solo l’amore fa posto all’altro. Solo l’amore è la via per la piena comunione tra di noi».

La seconda parte dell’Incontro di preghiera per la pace si è svolto nella piazza del Campidoglio sotto il cielo terso nessuno-palcodi Roma, come segno di apertura al mondo, alla società, al contributo che le religioni vogliono dare per la pace. Il presidente Sergio Mattarella ha accolto alla fine della scalinata della Basilica di Aracoeli papa Francesco e Bartolomeo I. Su un palco si sono radunati tutti i leader delle religioni insieme e il presidente della Repubblica ha dato il suo benvenuto sottolineato tra l’altro «l’importanza fondamentale che le religioni hanno e possono dispiegare nel contribuire a un avvenire di sviluppo e di eguaglianza fra le persone e fra i popoli».

In questa seconda parte del programma papa Francesco ha sferrato il colpo più diretto. «Come uscire da conflitti bloccati e incancreniti? Come sciogliere i nodi aggrovigliati di tante lotte armate? Come prevenire i conflitti? Come pacificare i signori della guerra o quanti confidano nella forza delle armi? Nessun popolo, nessun gruppo sociale potrà conseguire da solo la pace, il bene, la sicurezza e la felicità. Nessuno». Stessi concetti ripetuti durante la pandemia, a partire dalla veglia di preghiera del 27 marzo e nell’Enciclica Fratelli tutti e di come possa cambiare la cultura della classe dirigente perché «la pace è priorità di ogni politica» e che «Dio chiederà conto a chi non ha cercato la pace o ha fomentato le tensioni e i conflitti di tutti i giorni, i mesi, gli anni di guerra che hanno colpito i popoli».

nessuno-imanIn generale si notano grandi passi avanti, cementati da solida amicizie personali del papa con Bartolomeo I e il grande imam Ahmad al-Tayyeb. Proprio la relazione con loro è stata fonte di ispirazione per le ultime due Encicliche. Bartolomeo I per Laudato sì’ e il grande imam Ahmad al-Tayyeb per Fratelli tutti. Il rettore dell’Università di al-Azhar nel suo messaggio, letto da un suo rappresentante ha voluto condannare «l’orrendo omicidio di Parigi», perché l’odio e il terrorismo non hanno nulla a che fare con l’islam.

Sono intervenuti anche Haïm Korsia, rabbino capo di Parigi, Karmaljit Singh Dillon, esponente della comunità sikh, Shoten Minegishi, rappresentante buddista e il patriarca Bartolomeo che ha sottolineato come «l’umanità può riprendere il suo ruolo di custode ed economa del creato: non c’è più posto per fondamentalismi, ingiustizie sociali ed economiche, edonismo, egoismo, smania di dominio e tutto il creato parteciperà nuovamente al bene mondiale. Nella Casa comune, fraternità e pace non sono elementi di integrismo religioso o culturale, ma vera libertà che ci fa comprendere in questa ora buia della terra che “Nessuno si salva da solo”».

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