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Oltre il carcere, per una giustizia riparativa

«Entrare in un carcere  è come scendere nelle catacombe di una città dove persone e storie sono allontanate dalla vista per fare finta che non esistano. Significa rimuoverle dall’inconscio sociale» Il mondo delle carceri fa paura e inquieta perché è una parte del volto triste e sfigurato della società a cui apparteniamo. Ma davvero sono solo le persone detenute ad avere sbagliato? La proposta di una giustizia riparativa nell’intervista a padre Francesco Occhetta sj
Carcere Regina Coeli, Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

Capovolgere la giustizia per renderla effettiva. Francesco Occhetta, padre gesuita. Coordina dal 2009 il cammino di formazione alla politica “Connessioni” e insegna alla Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi. Tra i suoi impegni dedica un serio e duraturo impegno al mondo delle carceri promuovendo una visione integrale della persona nel segno della giustizia riparativa.

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