Obiezione allo scudo fiscale

La Banca d'Italia esprime perplessità, mentre l'opposizione di Banca Etica fa emergere il disagio di molti operatori del sistema finanziario
Banche
Anche un accattivante motivo di Paolo Conte viene utilizzato da una delle principali banche italiane per attirare i clienti interessati allo scudo fiscale. Si tratta di servizi dotati di alto riserbo e provata professionalità offerti dal settore “private banking” di ogni istituto di credito, cioè da quei servizi finanziari e bancari rivolti ad una clientela specializzata che può disporre di elevate disponibilità di denaro. Almeno mezzo milione di euro. Esistono banche, conosciute solo dagli addetti ai lavori, che fanno della gestione di tali patrimoni la loro attività principale.

 

Secondo la stampa specializzata, il target in Italia è molto esteso: si tratta di intercettare 728 mila famiglie (erano 646 mila nel 2004) che hanno un patrimonio complessivo di 870 miliardi;sembra, che solo la metà si sia finora rivolta a questi servizi specializzati nella gestione dei loro patrimoni. 

Le stime fornite, sulla base di dati Ocse, da Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate,che parlano di 300 miliardi di euro in rientro, attratti dal pagamento agevolato previsto dallo scudo fiscale. Appare,perciò,del tutto evidente l’importanza della competizione tra i gestori dei grandi capitali.

D’altra parte, come afferma Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, lo scudo «non è una cosa bella dal punto di vista etico e morale, ma, di fatto, in qualche modo è utile al Paese. Quindi non possiamo che dare un giudizio positivo». Con lo stesso realismo, un imprenditore come Mario Moretti Polegato della Geox lo ha definito un «male necessario».

Perplessità dimostra invece la Banca d’Italia: nell’audizione parlamentare del 15 ottobre, il suo direttore generale, Fabrizio Saccomanni, ha fatto notare che negli altri Paesi, quali Stati Uniti e Gran Bretagna, «l’emersione dei capitali comporta il pagamento dell’intero ammontare delle imposte dovute e non versate, inclusi gli interessi ; e talvolta, una sanzione». Mentre in Italia l’emersione richiede «un costo relativamente modesto, ed è previsto l’anonimato», senza considerare gli effetti negativi sull’orientamento dei contribuenti a pagare le tasse in futuro. Altre criticità sono state rilevate da Corte dei Conti e dal Cnel.

Fuori da ogni compromesso si pone l’obiezione di Banca Etica che ha diramato un comunicato essenziale quanto esplicito: «Banca Etica ed Etica Sgr non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo scudo fiscale e di conseguenza non predisporranno alcuna misura commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne il rientro».

Commentando questa scelta il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato, dichiara di essere indignato dal vedere «l’etica trasformata nella foglia di fico di banche, imprenditori e politici». Come possiamo accettare,continua Salviato, che un anno dedicato a disquisire dell’etica necessaria in tempi di crisi «partorisca questo scudo fiscale che è un incitamento a delinquere?».

 

La posizione di Banca Etica giunge a fare riferimento ad «un’amnesia del patto sociale e della giustizia economica», ricordando come nel 2003 il rientro agevolato di capitali dall’estero abbia portato a “drogare” larghi settori del mercato, tra cui quello immobiliare che ha assorbito il 40 per cento dei capitali rientrati.  Molti lavoratori del sistema bancario hanno manifestato «sostegno, condivisione, e tanta sofferenza- afferma Paolo Ferrara, responsabile comunicazione della stessa banca – perché nei loro istituti bancari non solo non c’è possibilità di rifiutare l’operazione, ma sono attive già le task force di manager a caccia di quei capitali». Salviato pone, infine, una domanda diretta a quel mondo cattolico che è tra i sostenitori della finanza etica: «Quante sono le realtà legate alla Chiesa che si sono interrogate sull’utilizzo del denaro come riportato nell’ultima enciclica? Quante hanno fatto o stanno facendo scelte conseguenti?».

 

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