Obiettivo minimo? Venticinque medaglie!

Alla scoperta degli italiani che ai Giochi di Rio possono ambire a salire sul podio a cinque cerchi. Siamo tra le prime dieci potenze dello sport mondiale. Quest'anno le previsioni non sono rosee, ma le sorprese sono dietro l'angolo
Elisa Longo Borghini

Quante volte sentiremo suonare l’inno di Mameli durante le prossime Olimpiadi? Quante volte gli azzurri riusciranno a salire sul podio? Partiamo da un dato certo. Dopo l’edizione di Barcellona del 1992, in cui i nostri rappresentanti non andarono oltre le 19 medaglie complessive ed il dodicesimo posto nel medagliere finale, il tricolore ai Giochi estivi si è sempre ben comportato. Ad Atlanta, nel 1996, arrivammo addirittura sesti, con un bottino di ben 35 medaglie (di cui 13 d’oro), solo una in meno del nostro record assoluto a cinque cerchi (36 piazzamenti sul podio ottenuti nell’edizione di Los Angeles del 1932 ed in quella di Roma del 1960).

 

Da lì in avanti ci siamo poi sempre confermati tra le prime dieci potenze dello sport mondiale: settimi a Sydney 2000 (con 34 medaglie vinte), ottavi ad Atene 2004 (32 podi), noni a Pechino 2008 (dove scendemmo però a 27 medaglie), e infine ottavi a Londra 2012 (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi, per un totale di 28 piazzamenti sul podio). Come andrà questa volta a Rio? Gli “exit-poll” ci vedono messi maluccio … Secondo la società di statistiche sportive Gracenote, ad esempio, l’Italia dovrebbe piazzarsi al diciannovesimo posto finale, con solo diciotto medaglie (6 ori, 2 argenti e 10 bronzi). Se così fosse, la nostra spedizione sarebbe un mezzo fallimento. In realtà, il nostro comitato olimpico nazionale punta ad almeno 25 medaglie.

 

Ambizioni in rosa – Dei 309 atleti italiani che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra, la rappresentanza femminile è di oltre il 45 per cento. Tra le donne ci sarà innanzitutto da seguire la nostra portabandiera, Federica Pellegrini, la stella del nuoto di casa nostra che nei 200 stile libero dovrà però confrontarsi con avversarie davvero agguerrite come la statunitense Katie Ledecki, la svedese Sarah Sjostrom, e l’australiana Emma McKeon. Nella scherma, russe permettendo, partono con i favori del pronostico le fiorettiste Elisa Di Francisca e Arianna Errigo (rispettivamente oro e argento quattro anni fa a Londra), ma può fare molto bene anche la campionessa mondiale in carica di sciabola Rossella Fiamingo. Altre atlete azzurre con grandi ambizioni sono Petra Zublasing, specialista del tiro a segno, e le nostre ragazze del tiro a volo (Diana Bacosi e Chiara Cainero nello skeet, e la campionessa olimpica uscente Jessica Rossi, se ritroverà lo smalto perso da un po’ di tempo a questa parte, nel trap), senza dimenticare però Giulia Conti e Francesca Clapcich che nella vela, classe 49er FX, arrivano a Rio dopo un quadriennio ricco di soddisfazioni.Grande attesa anche per la prova della tuffatriceTania Cagnotto, che dal trampolino, sia nella prova individuale sia in quella dei tuffi sincronizzati (in questo caso in coppia con Francesca Dallapè) tenterà di “riscattare” i due amari quarti posti di Londra 2012.

 

Sempre rimanendo in campo femminile, ambiscono ad un piazzamento importante anche le ragazze del ciclismoimpegnate nella prova su strada (su tutte Elisa Longo Borghini), e le “farfalle” della ginnastica ritmica (anche se la squadra azzurra nelle ultime uscite non ha convinto del tutto). Poi, occhio anche a Rachele Bruni (nuoto di fondo), alle judoka Odette Giuffrida e Edwige Gwend, alle schermitrici impegnate nella sciabola (Rossella Gregorio, Loreta Gulotta e Irene Vecchi – cui si aggiungerà per la prova a squadre anche Ilaria Bianco),alle ragazze del tiro con l’arco e, perché no, anche a Valentina Truppa, azzurra degli sport equestri che gareggerà nel dressage. Inoltre, sono da seguire con molta curiosità anche le prove delle nostre tre marciatrici Eleonora Giorgi, Elisa Rigaudo e Antonella Palmisano, e, sempre rimanendo all’atletica leggera, quelle di Alessia Trost e Desirée Rossit, che se azzeccheranno la giornata giusta possono fare molto bene nel salto in alto. E ancora: il doppio di tennis formato da Sara Errani e Roberta Vinci; la coppia di beach volley formata da Viktoria Orsi Toth e Marta Menegatti (ma la partecipazione della coppia azzurra e sub judice per la sospensione in via cautelare della Orsi Toth risultata positiva ad un anabolizzante), ormai da un paio d’anni stabilmente tra le migliori al mondo in questa specialità; Stefanie Horn nella canoa slalom; Vanessa Ferrari,Erika Fasana e Carlotta Ferlito nella ginnastica artistica.

 

Speranze al maschile – Anche per quanto riguarda il settore maschile non mancano gli atleti che in questi Giochi possono raggiungere il gradino più alto del podio. Possono riuscirci, in particolare, i nostri “soliti” schermidori, dai fiorettisti Andrea Cassarà, Giorgio Avola eDaniele Garozzo (che oltre a disputare la gara individuale punteranno alla vittoria anche nella prova a squadre insieme a Stefano Baldini), dagli sciabolatori Aldo Montano (in recupero da un infortunio) e Diego Occhiuzzi (già sul podio a Londra 2012), fino agli spadisti Paolo Pizzo, Enrico Garozzo eMarco Fichera (che con Andrea Santarelli gareggeranno anche nella prova a squadre). Scherma a parte, partono con grandi possibilità il tiratore a segno Niccolò Campriani, vero asso della carabina ma che ultimamente sta soffrendo il nuovo format di gara introdotto dopo i Giochi di Londra, e tutti i nostri rappresentanti del tiro a volo, sport dove gli azzurri sono, come spesso accade, tra gli atleti da battere sia nel trap (in gara Massimo Fabbrizi e Giovanni Pellielo), sia nel double trap (Antonino BarillàeMarco Innocenti), sia nello skeet (Gabriele RossettieLuigi Lodde). La medaglia d’oro, inutile nasconderlo, è l’obiettivo anche del nuotatore Gregorio Paltrinieri (quest’anno il migliore al mondo nei 1.500 metri stile libero), dei ciclisti Vincenzo Nibalie Fabio Aru (in gara nella prova in linea), e Elia Viviani (nell’omnium su pista), e infine dell’italo-cubano Frank Chamizo, campione del mondo in carica dei -65 kg di lotta libera.

 

Ma sono tanti altri gli italiani che in questa trentunesima edizione dei Giochi a cinque cerchi ambiscono a conquistare una medaglia (di qualunque colore essa sia). Nell’atletica leggera (situazione di Alex Schwazer a parte) citiamo Daniele Meucci (maratona), ma per vederlo salire sul podio servirà francamente la “gara della vita”. Per quanto riguarda il canottaggio, occhio in particolare al 4 senza campione del mondo (anche se la Gran Bretagna appare leggermente favorita), mentre nel judo saranno al via tre giovani molto ambiziosi (Elios Manzi, Fabio Basile eMatteo Marconcini). Nel nuoto, poi, può davvero stupire il nostro Gabriele Detti (sia nei 400 che nei 1500 metri stile libero), mentre nel tiro a segno non vanno sottovalutate le possibilità di Marco De Nicolo e Giuseppe Giordano. E ancora: i nuotatori di fondo Simone Ruffini eFederico Vanelli; i rappresentanti del tiro con l’arco (siamo i campioni olimpici a squadre uscenti); i pugili, da Clemente Russo aValentino Manfredonia,da Vincenzo Mangiacapre aGuido Vianello; i canoisti Giovanni De Gennaro (slalom), Manfredi Rizza e Carlo Tacchini (sprint); le coppie di beach volley formate da Daniele Lupo e Paolo Nicolaie da Alex Ranghieri e Adrian Carambula.

 

Possibili sorprese – Quelli che abbiamo citato sembrano gli atleti italiani maggiormente accreditati per salire sul podio a cinque cerchi nei prossimi giorni, senza dimenticare però la coppia mista formata da Vittorio Bissaro e Silvia Sicourinella classe Nacra17 di vela, e senza dimenticare gli sport di squadra (siamo presenti con diverse ambizioni nella pallanuoto e nella pallavolo, sia al maschile che al femminile). Ma le sorprese nello sport sono sempre possibili. Volete un altro nome? dellagiovanissima Irma Testa, prima donna italiana a partecipare ad una Olimpiade nel pugilato.Insomma, le premesse per fare bene ci sono tutte. Riusciremo alla fine, però, a conquistare il numero di medaglie (soprattutto del metallo più pregiato) necessario per confermarci tra le prime dieci nazioni sportive del mondo? Difficile dirlo, ma già al termine della prima settimana di gare (quella tradizionalmente a noi più favorevole) ne sapremo certamente di più. Per ora possiamo solo incrociare le dita e accomodarci in poltrona davanti alla tv a tifare per i nostri ragazzi che per sedici giorni, con le loro imprese, magari ci faranno sentire un po’ più orgogliosi di essere italiani (per il dettaglio completo delle competizioni cfr. il programma di gara).

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