Notiziabilità

Che cosa fa sì che un fatto qualsiasi diventi notizia? Bisogna che esca dalla normalià e dall'ordinarietà. Il papa è un maestro nel farlo, per i poveri non per i potenti
Notiziabilità © Michele Zanzucchi 2007
Ogni giorno sui media di ogni genere appaiono centinaia, migliaia di notizie che diventano in qualche modo la materializzazione comunicativa della realtà. Nel mondo accadono miliardi e miliardi di eventi d'ogni genere, ma solo un'infima parte di questi fatti diventano notizia. Un fatto di per sé non è notizia. Che una mamma o un papà accompagnino i figli a scuola la mattina non è una notizia, ma un fatto certamente sì. Per diventare notizia tale fatto deve uscire dalla cosiddetta "normalità". Così se nell'andare in auto la macchina si rompe, accade qualcosa che si avvicina alla notiziabilità, perché esce dalla norma.

 

Ma non basta, perché accanto alla "non normalità" del fatto bisogna aggiungere la "straordinarietà" del fatto stesso. Cioè, non solo il fatto deve uscire dalla normalità, ma deve diventare "non ordinario". Che differenza passa tra "non normale" e "non ordinario"? Normale è la quotidianità ripetuta ad libitum, è quel che rientra nella norma, cioè nelle regole di comportamento usuali; ordinario è invece quel che rientra nell'ordine, cioè nella sistemazione razionale e armonica della realtà. Se accompagnando a scuola i bambini la macchina si rompe e la sosta improvvisa provoca un tamponamento di varie auto, ecco che l'ordinarietà viene infranta e il fatto merita di diventare notizia. Magari solo in un quotidiano locale di secondo rango, ma diventa notizia.

 

Perché dico questo? Perché rispettando le regole tradizionali della notiziabilità l'arrivo di profughi a Lampedusa o Lesbos è notizia fintantoché esce dalla norma e dall'ordine. Allorché diventasse una normalità e un'ordinarietà, persino la morte di centinaia o decine di migranti nel Mediterraneo cesserebbe di essere notizia.

 

Proprio per combattere quanto è accaduto e rompere il cerchio perverso della notiziabilità, papa Francesco con il patriarca Bartolomeo e con l'arcivescovo ortodosso di Atene ha rotto la normalità (quando mai si era visto un papa e un patriarca ecumenico insieme in un campo profughi?) e l'ordinarietà (razionalità e armonicità sociale avrebbero spinto il papa a imitare i comportamenti dei governanti europei che in quei campi non ci si recano, lasciando ai loro subalterni il compito di farlo). La notiziabilità richiede rottura della norma e dell'ordine… Il papa è un maestro nel farlo, a servizio dei poveri e non dei potenti, come accade di solito, a servizio degli ultimi e non dei primi

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