Mattarella all’Europa: serve solidarietà, nessuno resti indietro

Per il capo dello Stato: «Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa». La commovente preghiera di papa Francesco in piazza San Pietro: «Ci siamo trovati spaventati e smarriti». Come gli apostoli «ti imploriamo: “Svegliati, Signore!”»

Papa Francesco e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno parlato questa sera a pochi minuti l’uno dall’altro: due autorità morali e politiche, autorevoli e sagge, che hanno fatto sentire la loro voce rassicurante in quest’ennesima giornata segnata dal coronavirus, un’emergenza che ha provocato decine di migliaia di morti nel mondo e 9.134 vittime in Italia, con 10.950 persone guarite, 66.414 positive al virus e 86.498 casi totali. Entrambi hanno sottolineato la necessità di collaborare, di andare avanti insieme, di guardare avanti, di avere fiducia.

In una piazza San Pietro spettrale, bagnata dalla pioggia e deserta, prima di fermarsi a pregare davanti al Crocifisso miracoloso di San Marcello e all’icona della Madonna col Bambino Salus populi romani e di impartire la benedizione Urbi et Orbi, papa Francesco ha affermato: «Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio… Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti“», anche noi ci siamo accorti che «non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme». E come loro anche noi oggi «ti imploriamo: “Svegliati, Signore!”».

Pochi minuti dopo, con un videomessaggio, è tornato a parlare alla nazione il presidente Mattarella.

Il primo pensiero del capo dello Stato è stato per le «persone che hanno perso la vita a causa di questa epidemia e ai loro familiari. Il dolore del distacco è stato ingigantito dalla sofferenza di non poter essere loro vicini e dalla tristezza dell’impossibilità di celebrare, come dovuto, il commiato dalle comunità di cui erano parte. Comunità che sono duramente impoverite dalla loro scomparsa. Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia. Abbiamo visto immagini che sarà impossibile dimenticare. Alcuni territori – e in particolare la generazione più anziana – stanno pagando un prezzo altissimo».

Ma accanto alle parole di vicinanza per la gente, Mattarella ne ha riservate altre, più dure, per quei capi di Stato dei Paesi dell’Unione europea, riuniti nel Consiglio europeo presieduto da Charles Michel, che non hanno ancora capito la portata della pandemia da Coronavirus.«Nell’Unione Europea la Banca Centrale e la Commissione, nei giorni scorsi, hanno assunto importanti e positive decisioni finanziarie ed economiche, sostenute dal Parlamento Europeo. Non lo ha ancora fatto – ha sottolineato Mattarella – il Consiglio dei capi dei governi nazionali. Ci si attende che questo avvenga concretamente nei prossimi giorni. Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse».

il-presidente-del-consiglio-europeo-charles-michel-foto-apPoche parole, ben ponderate, per ricordare, come ha fatto anche il papa, che siamo sulla stessa barca. Non basta prevedere prestiti con condizioni stritolanti per Paesi più in difficoltà per salvarci e per rendere salda l’Unione.

Mattarella ha anche parlato delle «misure molto rigorose, ma indispensabili», decise dal governo e sottoposte all’approvazione del Parlamento, ringraziando gli italiani per averle in larga parte accettate.

«Sono stati approntati – e sono in corso di esame parlamentare – provvedimenti di sostegno per i tanti settori della vita sociale ed economica colpiti. Altri provvedimenti sono preannunciati. Conosco – e comprendo bene – la profonda preoccupazione che molte persone provano per l’incertezza sul futuro del proprio lavoro. Dobbiamo compiere ogni sforzo perché nessuno sia lasciato indietro». Unità e coesione sociale, ha sottolineato il presidente, sono indispensabili in questa condizione.

Mattarella ha espresso anche «rinnovata riconoscenza nei confronti di chi, per tutti noi, sta fronteggiando la malattia con instancabile abnegazione»: medici, infermieri, il personale sanitario, «cui occorre, in ogni modo, assicurare tutto il materiale necessario». Ha anche ringraziato farmacisti, Forze dell’ordine, coloro che mantengono in funzione le linee alimentari, i servizi e le attività essenziali, coloro che trasportano i prodotti necessari, le forze armate.

«A tutti loro – ha spiegato Mattarella – va la riconoscenza della Repubblica, così come va agli scienziati, ai ricercatori che lavorano per trovare terapie e vaccini contro il virus, ai tanti volontari impegnati per alleviare le difficoltà delle persone più fragili, alla Protezione Civile che lavora senza soste e al Commissario nominato dal Governo, alle imprese che hanno riconvertito la loro produzione in beni necessari per l’emergenza, agli insegnanti che mantengono il dialogo con i loro studenti, a coloro che stanno assistendo i nostri connazionali all’estero. A quanti, in ogni modo e in ogni ruolo, sono impegnati su questo fronte giorno per giorno».

Il reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale Poliambulanza di Brescia, foto di Claudio Furlan/Lapresse
Il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Poliambulanza di Brescia, foto di Claudio Furlan/Lapresse

La scelta di tanti medici di lavorare negli ospedali più sotto pressione, per Mattarella è un ennesimo segno della generosa solidarietà che sta attraversando l’Italia.

«Il senso di responsabilità dei cittadini – ha continuato Mattarella – è la risorsa più importante su cui può contare uno Stato democratico in momenti come quello che stiamo vivendo. La risposta collettiva che il popolo italiano sta dando all’emergenza è oggetto di ammirazione anche all’estero… molti Capi di Stato hanno espresso la loro vicinanza all’Italia. Da diversi dei loro Stati sono giunti sostegni concreti. Tutti mi hanno detto che i loro Paesi hanno preso decisioni seguendo le scelte fatte in Italia in questa emergenza».

Prima di terminare il suo intervento, Mattarella ha invitato tutti a «iniziare a pensare al dopo emergenza: alle iniziative e alle modalità per rilanciare, gradualmente, ma con determinazione la nostra vita sociale e la nostra economia. Nella ricostruzione il nostro popolo ha sempre saputo esprimere il meglio di sé. Le prospettive del futuro sono – ancora una volta – alla nostra portata. Abbiamo altre volte superato periodi difficili e drammatici. Vi riusciremo certamente – insieme – anche questa volta».

Per un errore tecnico, dopo il messaggio è stato diffuso anche un simpatico video con le prove del discorso del presidente Mattarella. Invitato dallo staff ad aggiustare i capelli, ha sottolineato con un sorriso che, come tutti gli italiani, «non vado dal barbiere neanche io».

 

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