Luigi Strangis, anima rock e fragile, vince Amici 2022

Il giovane è originario di Lamezia Terme, dove vive con i genitori e un fratello, polistrumentista e autodidatta, Strangis ha vinito l'ultima edizione del programma Amici e il 3 giugno uscirà il suo primo Ep.  
Foto LaPresse/ Gian Mattia D'Alberto 09-02-2017 Sanremo (IM) spettacolo 67mo festival della canzone italiana Terza serata nella foto: Maria De Filippi Photo LaPresse/ Gian Mattia D'Alberto 09-02-2017 Sanremo (IM) 67th festival of Italian songs In the picture: Maria De Filippi

«Grazie alla mia famiglia. Sono loro che mi hanno spinto a venire qui». Queste le prime parole di Luigi Strangis, vincitore dell’edizione di Amici 2021, ventunesima edizione del programma ideato e condotto da Maria De Filippi. Un profilo mite e riservato, quello del cantautore di Lamezia Terme, che nel corso dei nove mesi nella trasmissione di Canale 5 ha regalato al pubblico un crescendo di emozioni, spaziando tra generi diversi, dimostrando una personalità musicale eclettica e padronanza della scena, riproponendo pezzi evergreen della musica leggera italiana e internazionale, da “Come together” a “Sex bond”, dai Beatles ad Elvis, da Donatella Rettore a Loredana Bertè.

Un’anima “rock e fragile” che, man mano che il percorso di “Amici” si avvicinava al traguardo, ha svelato alcuni lati della sua personalità e della sua storia che lo hanno reso vicino a tante ragazze e tanti ragazzi della sua generazione. Pochi giorni fa, nel corso dell’appuntamento pomeridiano, Luigi ha parlato con Elisa Calzetti, membro del direttivo del Coordinamento tra le Associazioni Italiane Giovani con Diabete, che ha ringraziato il giovane artista per aver mostrato a migliaia di ragazzi in tutta Italia che è possibile parlare di una patologia cronica come il diabete giovanile – che riguarda quasi 25mila giovani in tutta Italia – con determinazione, garbo e leggerezza. Senza nessun vittimismo ma con una forte consapevolezza: la stessa che ha mostrato ad “Amici”, in particolare nel serale, in cui è emerso tutto il suo carattere e la sua capacità di “prendersi” fisicamente e artisticamente il palcoscenico di volta in volta, a prescindere dai generi musicali e dagli strumenti suonati.

Perché – come ha detto Luigi a Maria De Filippi in uno dei colloqui nella “casetta” – il diabete ti porta «a dover controllare le emozioni», a non adirarti e a non sfogare rabbia e disagio. Ma questo per Luigi non è un limite: è capacità di “volare alto”, di staccarsi da tante dinamiche spiacevoli della vita di ogni giorno con quello stesso scatto “tutto suo” con cui concludeva le performance con la sua inseperabile chitarra.

Nato e cresciuto in una zona periferica di Lamezia Terme, Luigi Strangis inizia a suonare la chitarra a sei anni, lasciandosi coinvolgere dal papà Giovanni ad ascoltare la musica statunitense. Polistrumentista e autodidatta, ha frequentato il liceo musicale “Tommaso Campanella” a Lamezia Terme e già negli anni liceali inizia a suonare nei locali a Lamezia e in varie parti della Calabria, a collaborare con diverse realtà musicali, dall’orchestra del liceo Campanella fino alla corale diocesana della Diocesi lametina. Ha collaborato con uno studio di registrazione, arrangiando brani per altri artisti. Entrato nella scuola di “Amici” a settembre con l’inedito “Vivo”, ha poi pubblicato i brani “Muro” e “Partirò Da Zero” con Michele Canova, “Tondo” con Katoo (brano che affronta il tema del bullismo), “Tienimi stanotte” prodotto da Luigi e Gabriele Cannarozzo con il quale ieri sera si è aggiudicato anche il premio delle radio.

Una città in tripudio dalle prime ore del pomeriggio, sul Corso principale di Lamezia Terme, ha seguito sul maxischermo la diretta della finale per poi esultare, poco prima dell’1 di notte, per una nuova stella che, dal Sud dell’Italia, lancia a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi di questa generazione, la generazione che ha rinunciato alla vita sociale e ricreative negli ultimi, il messaggio che tutto è possibile, che le fragilità possono diventare forza. Basta crederci. Con una chitarra in mano e quello “scatto” che fa volare alto.

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