Lo stato dell’UE secondo Ursula von der Leyen

Nel suo tradizionale discorso sullo stato dell’Unione europea, la presidente della Commissione europea ha parlato di un’Europa in ripresa dalla crisi generata dal Covid-19, in modo sostenibile e trasformativo, che la ponga all’avanguardia nell’economia, nell’ambiente e nello spazio geopolitico.
Ursula von der Leyen (Olivier Hoslet, Pool via AP)

Come da prassi, all’inizio del mese di settembre la presidente della Commissione europea tiene il suo discorso sullo stato dell’Unione europea (UE). Nel suo primo discorso dall’inizio del mandato, Ursula von der Leyen ha messo in primo piano la risposta al coronavirus e la protezione della salute dell’Europa nel futuro, delineando un continente all’avanguardia nel mondo nell’ambito di una nuova economia più vicina alle persone e al pianeta, attento all’ambiente e in grado di trovare il proprio ruolo in uno scenario geopolitico in continua evoluzione. Un discorso pragmatico, con qualche slancio ideale, e l’affermazione che «il futuro sarà quello che costruiremo e l’Europa sarà quello che vorremo essa sia».

La presidente von der Leyen ha chiesto che si traggano lezioni dalla pandemia e dalla sua gestione, chiarendo che l’Europa deve costruire un’unione sanitaria europea più forte, con il programma EU4Health ben configurato e adeguatamente finanziato, rafforzando l’Agenzia europea per i medicinali e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Ella si è anche impegnata a costruire una nuova Agenzia europea per la ricerca e lo sviluppo avanzato biomedico, con il fine di migliorare la capacità dell’Europa di rispondere alle minacce transfrontaliere. La presidente ha chiesto un dibattito sulle nuove competenze UE nel campo della salute, nell’ambito della prossima Conferenza sul futuro dell’Europa. Inoltre, la presidente ha ricordato che l’Italia sarà alla guida del G20 nel 2021 e organizzerà una conferenza sulle questioni sanitarie.

La presidente von der Leyen ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’economia sociale di mercato dell’Europa e di proteggere i lavoratori e le imprese dagli shock esterni. Ha promesso di presentare un quadro giuridico per fissare un salario minimo, sottolineando che «il salario minimo funziona ed è lavoro a tempo pagato». Da qui l’impegno a promuovere il mercato unico, rafforzare l’Unione economica e sociale, ripristinare il pieno funzionamento dello spazio Schengen, aggiornare la strategia industriale dell’UE e adattare il suo quadro di concorrenza.

Nel quadro del Green Deal europeo, la Commissione europea propone di aumentare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 dal 40% al 55% per il 2030. Ciò porrà l’UE sulla buona strada per la neutralità climatica entro il 2050 e per adempiere ai suoi obblighi dell’accordo di Parigi. Il meccanismo di Carbon Border Adjustment contribuirà a garantire che altri seguiranno l’esempio dell’Europa. Entro la prossima estate la Commissione rivedrà tutta la legislazione UE in materia di clima ed energia per renderla in linea con gli obiettivi.

La presidente ha inoltre annunciato che il 30% del budget di 750 miliardi di euro di #NextGenerationEU verrà raccolto tramite obbligazioni verdi, mentre il 37% del finanziamento sarà investito negli obiettivi del Green Deal europeo, compresi i progetti europei più importanti nell’ambito dell’idrogeno, la bioedilizia e un milione di punti di ricarica elettrica.

La presidente ha parlato di un nuovo “Bauhaus europeo” come piattaforma di co-creazione per architetti, ingegneri e designer, per lanciare lo stile architettonico dei nostri tempi, riflettendo le nostre aspirazioni a fare dell’Europa il primo continente climaticamente neutro. La presidente von der Leyen ha parlato del decennio digitale dell’Europa, chiedendo un piano comune per l’Europa digitale con obiettivi chiaramente definiti per il 2030, come la connettività, le competenze e i servizi pubblici digitali. Ha inoltre annunciato che l’UE investirà il 20% del budget di NextGenerationEU nel digitale.

Per quanto riguarda gli aspetti geopolitici, la presidente ha chiesto la rivitalizzazione e la riforma del sistema multilaterale internazionale, comprese le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha promesso che la Commissione europea presenterà un atto europeo Magnitsky e ha esortato gli Stati membri ad accettare il voto a maggioranza qualificata sulle relazioni esterne «almeno sui diritti umani e sull’attuazione delle sanzioni», questione particolarmente sensibile per gli Stati membri.

Riferendosi a «nuovi inizi con vecchi amici», la presidente ha affermato che l’Europa è pronta a costruire una nuova agenda transatlantica con gli Stati Uniti e a raggiungere un accordo con il Regno Unito nell’ambito della Brexit, a condizione che onori l’accordo di recesso, «una questione di diritto, fiducia e buona fede» sulla quale «non torneremo mai indietro», mentre il Premier britannico, Boris Johnson, vuole mettere in discussione quanto concordato finora.

La presidente ha promesso un pacchetto di ripresa economica per i Balcani occidentali e ha sottolineato l’importanza delle relazioni dell’Europa con l’Africa, della quale siamo «non solo vicini … ma partner naturali».

Infine, la presidente von der Leyen si impegna a utilizzare la «forza diplomatica e il potere economico dell’Europa per mediare accordi che fanno la differenza» su questioni etiche, dei diritti umani e ambientali. Ha chiarito che l’UE vuole un accordo globale sulla tassazione digitale, ma lo farà da sola se ciò non può essere raggiunto altrimenti, affinché «l’Europa sia un sostenitore globale dell’equità».

Per quanto riguarda la questione migratoria, la presidente ha rivelato che la prossima settimana la Commissione europea presenterà il suo Nuovo Patto sulla Migrazione, con un approccio umanitario e solidale, ma definendo una «netta distinzione tra chi ha diritto di restare e chi no». Del resto gli Stati membri devono fare la propria parte, considerando che «la migrazione è una sfida europea e tutta l’Europa deve fare la sua parte».

La presidente ha rivelato che la Commissione europea adotterà entro la fine di settembre la sua prima relazione annuale sullo stato di diritto che riguarderà tutti gli Stati membri, impegnandosi a garantire che i fondi dell’UE siano spesi rispettando lo stato di diritto garantito dai trattati.

Infine, per quanto riguarda l’antirazzismo e la lotta ai crimini ispirati dall’odio e alla discriminazione, la presidente ha annunciato che la Commissione europea presenterà un piano d’azione europeo contro il razzismo, rafforzerà le norme sull’uguaglianza razziale ed estenderà l’elenco dei crimini a livello europeo a tutte le forme di crimini ispirati dall’odio e discorsi d’odio, basati su razza, religione, genere o sessualità. La Commissione europea nominerà anche il suo primo Coordinatore contro il razzismo, presenterà una strategia per rafforzare i diritti delle minoranze di genere e spingerà per il riconoscimento reciproco delle relazioni familiari nell’UE.

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