I migranti e l’illusione del millennio

Le istallazioni dell’artista fiorentino Giovanni De Gara ci ricordano che ogni individuo, anche se migrante, ha gli stessi diritti e gli stessi doveri. La distinzione tra “migranti economici” e “migranti profughi politici” è perversa dalle fondamenta.

Durante questa settimana, sui portali di alcune chiese di Genova sono state esposte le istallazioni dell’artista fiorentino Giovanni De Gara, che sta girando l’Italia con un suo interessante progetto chiamato Eldorato – Nascita di una nazione.

Il progetto vuole raccontare l’illusione di questo millennio: l’idea di una terra dell’oro, al di là del mare, dove ci sono benessere e futuro e si immaginano meraviglie; ma spesso, se non quasi sempre, è solo un’illusione che luccica, come quella coperta che salva i migranti dal freddo, ma tolta la quale è difficile ritrovare uno scintillio nella vita che li attende. Forse, a ben vedere, è proprio questa prima accoglienza l’unica luce che a molti di loro riserva l’Occidente tanto agognato.

Nella città della Lanterna le installazioni sono visibili sui portali della chiesa anglicana, della chiesa evangelica battista, della Sala Lutero per la chiesa evangelica luterana, e di due chiese valdesi. Anche don Paolo Farinella, prete di frontiera conosciuto per le sue forti prese di posizione a favore dei poveri, dei migranti e degli abbandonati, ha voluto aderire a questa forma di sensibilizzazione. Così la sua chiesa di San Torpete, nei carruggi di fronte al porto antico, pone sul portale questa installazione.

Migrante«Si tratta di una copertura dell’intero portale fatta con le coperte termiche che la Guardia Costiera distribuisce ai migranti salvati da sicuro naufragio nel Mediterraneo – spiega don Farinella –. Le coperte sembrano “dorate”. È un modo per affermare che non si può essere cristiani da processione, non si può accedere a Dio se prima non si cammina sulle acque della morte per offrire salvezza a chi è in pericolo». Chi s’imbatte in uno di questi portali “dorati”, certamente si trova di fronte a un’immagine inconsueta. Tutto ciò vuole ricordare «la transumanza di popoli, dall’Africa, dai Balcani, dal Sud. Ci costringe a riflettere senza scappatoie e sentimentalismi. La porta della chiesa è scaldata dal bisogno dei poveri, dallo sguardo di speranza di chi, per diritto innato, cerca una vita migliore, una vita benigna per sé e i propri figli».

Don Paolo affonda il dito nella piaga e spiega che «la distinzione che gli ingiusti fanno tra “migranti economici” e “migranti profughi politici” è perversa dalle fondamenta, perché non tiene conto che la povertà, specialmente dell’Africa, è conseguenza dell’opulenza dell’Occidente che da almeno quattro secoli depreda il Continente Nero di ogni ricchezza, materie prime, legname, risorse energetiche naturali fino allo schiavismo. Lo fa “a casa loro”, senza chiedere il permesso».

Don Farinella insiste affinché la Chiesa prenda posizione chiedendo un atto di consapevolezza a chi si dichiara cristiano. «Chi entra per la porta d’oro di San Torpete in Genova deve sapere che entra attraverso la Porta della Verità e della Giustizia. Deve decidersi da che parte stare, perché sappiamo da che parte sta il Dio in cui diciamo di credere. Chi entra deve essere cosciente che ogni individuo ha gli stessi diritti e gli stessi doveri; che “prima gli italiani” è pura blasfemia, come lo fu la discriminazione degli ebrei durante il nazismo e il fascismo, che portò a sei e più milioni di morti nei forni crematori. Oggi – spiega don Paolo –, siamo inorriditi, ma stiamo tornando a quelle orrende condizioni. Chi entra deve dichiarare pubblicamente di non essere razzista, xenofobo, antisemita».

William Jourdan, pastore della chiesa valdese, afferma che questo tema deve riguardare tutti i cristiani. Ricorda che anche a Genova sono state accolte una ventina di persone attraverso i corridoi umanitari avviati nei campi profughi del Libano, in collaborazione sia con la Comunità di Sant’Egidio, che con la federazione delle chiese evangeliche nel progetto Mediterranean Hope. Hanno finora accolto centinaia di migranti in tutta Italia a cura della Diaconia Valdese, la struttura di servizio sociale della Chiesa. Le chiese protestanti a Genova – oltre ai valdesi, i luterani, i metodisti, gli evangelici –, sono impegnate a vario titolo sul tema delle migrazioni, attraverso la loro azione diaconale o in collaborazione con altri organismi solidali.

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