Liguria, viabilità sotto inchiesta e lavori in corso

Gravi i danni e le inadempienze sotto inchiesta della magistratura, dopo la tragedia del ponte Morandi. Avviate le opere di risanamento
AP Photo/Antonio Calanni

Pino, prima di salire in auto, si fa un ampio segno di croce poi si lascia sedere accanto all’autista. Lo guardo incuriosito e, prima che gli domandi il perché di cotanta devozione, dice: “non si sa mai”. Lo so di non essere un bravo pilota ma al punto da invocare la protezione divina mi pare eccessivo.

Pino mi spiega che la data del crollo del Viadotto Morandi – era il 14 agosto del 2018 – ha segnato, per le strade liguri, una serie di incidenti. Allora, prima di mettersi in viaggio, conviene invocare il padreterno.

Forse il crollo del Morandi con le 43 vittime, non ha segnato l’inizio di una serie di incidenti, certo anche, ma ha evidenziato in tutta la sua tragicità l’abbandono e la trascuratezza con cui le autostrade liguri erano tenute.

Non vogliamo qui accusare, puntare il dito, colpevolizzare ma semplicemente domandarci se quanto avviene è degno di un Paese civile e se chi è preposto alla manutenzione e al controllo dei lavori di manutenzione è cosciente del proprio dovere.

Se sa che su di lui ricadono responsabilità riguardo la vita di migliaia di persone che quotidianamente percorrono le autostrade in questione e che hanno tutto il diritto di viaggiare sicuri. Cosa che, a quanto pare, non è proprio così.

Dopo il crollo di un pilastro sulla A6 e del relativo tratto di strada, è arrivata la chiusura per alcuni giorni della A26 per pericolo di crollo di altri due viadotti. Ora dal soffitto delle gallerie cade l’intonaco, e sulla A 10 erano crollati 2 tonnellate di detriti dalla volta della galleria Bertè sulla A 26.

Sono addirittura 48 i tunnel, gestiti da Autostrade per l’Italia in Liguria, non a norma in base alla normativa europea sulle quali il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso il proprio parere e le proprie prescrizioni.

Un parere piuttosto duro e acquisito, insieme alla lista delle opere, dalla Guardia di Finanza nell’ambito del distacco di una parte della volta della galleria Berté, sulla A26, lo scorso 30 dicembre.

Sono 48 le gallerie, di cui 43 in provincia di Genova tutte, lunghe oltre 500 metri, che presentano situazioni di pericolo. Di queste alcune sono prive di impermeabilizzazione, altre di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, di videosorveglianza, sensori di rilevamento dei fumi e sistemi di allarme antincendio, luci di guida in caso di evacuazione, stanze a tenuta stagna. Senza, inoltre, un responsabile di riferimento in grado di monitorarle.

In questo lungo elenco troviamo la galleria Bertè, finita al centro di un’indagine per crollo colposo. Su questo fatto stanno indagando i magistrati del pool che indaga già sul crollo del  ponte Morandi, sui falsi report degli altri viadotti e sulle barriere antirumore “pericolanti”.

Naturalmente il procuratore capo, Francesco Cozzi, ha ripetuto che «la Procura non è un organo di prevenzione. Noi interveniamo quando c’è un fatto, quando c’è un reato. La prevenzione spetta al ministero. Vedremo cosa emergerà dalle carte, ma noi al momento ci occupiamo solo di quanto successo dentro la galleria Bertè».

La Guardia di Finanza sta acquisendo dalla Direzione di tronco di Genova di Autostrade la documentazione degli interventi sulle gallerie di competenza dell’ufficio genovese. Adeguamenti che dovrebbero consistere nell’installazione di sistemi idrici, nella realizzazione di canali di scolo a bordo carreggiata, nell’illuminazione di aree di evacuazione, nell’implementazione di canali radio.

Sulle 48 gallerie in Liguria secondo fonti vicine ad Aspi per sei strutture sono in corso le gare di aggiudicazione dei lavori della fase 2 di adeguamento alle norme Ue, mentre nelle restanti 42 gallerie i lavori sono già in corso. 

Su alcune gallerie il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha prescritto di limitare la velocità, aumentare la distanza minima tra i veicoli, vietare il sorpasso, il transito per i mezzi che trasportano merci pericolose, infiammabili e tossici. Si prescrive, inoltre, di connetterle con un centro di controllo e dotarle di approvvigionamento idrico a sufficienza per far fronte ad eventuali incendi. Provvedimenti che devono far partire i lavori il prima possibile perché la Liguria continua ad essere penalizzata sotto troppi punti di vista.

E, con una viabilità carente, l’intera economia rischia un collasso disastroso.     

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