LibRibelli, dove si legge gratis

Una libreria libera e ribelle, dove i libri non si comprano e non si vendono ma si prendono gratuitamente, è questa l’idea di partenza di Giorgio Cescutti che a Trieste, nella sua piccola bottega delle riparazioni, ha aperto nel dicembre 2016 la libreria LibRibelli

Trasformare una piccola bottega di 20mq, destinata al restauro, in una libreria molto particolare: Giorgio Cescutti, romano di origini, c’è riuscito e nel dicembre 2016 ha aperto a Trieste (Via Risorta 12/a) LibRibelli, la quarta libreria libera al mondo. Libri belli o libri ribelli, ognuno può interpretare il nome scelto come preferisce, la novità è che in questo piccolo spazio i libri diventano liberi, non si comprano e non si vendono ma si prendono gratuitamente. Chi vuole può portare dei libri che non legge più ma non c’è obbligo di scambio e neanche di restituzione come nelle biblioteche, chi entra può prendere un libro, curiosare, o semplicemente fare due chiacchiere davanti ad un caffè.

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Lo spunto arriva leggendo un’intervista rilasciata da Anna Hilbe, proprietaria della libreria Libri Liberi a Bologna. «Navigando su Internet – ci racconta Giorgio –, sono venuto a conoscenza di questa iniziativa, ho contattato subito Anna e mi sono fatto dare qualche consiglio, il passo successivo è stato trasformare la bottega dove mi divertivo a realizzare semplici restauri in uno spazio dedicato ai libri».

I primi volumi arrivano dagli amici ma gli scaffali si sono riempiti molto velocemente grazie alla generosità di chi ha scoperto, anche per caso, la libreria che oggi raccoglie oltre 5 mila volumi. I libri non sono catalogati ma sistemati in ordine alfabetico per autore, «mi piace pensare alla libreria come un luogo di incontro, i ragazzi entrano e passano ore tra gli scaffali a cercare».

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Tutte le spese sono a carico di Giorgio, non ci sono finanziamenti, chi vuole può lasciare un contributo spontaneo e le offerte vengono devolute all’associazione “Gli Amici di C.A.T.J.A”, che si occupa di accogliere i bambini abbandonati della costa orientale del Madagascar. Ad occuparsi della libreria, aperta tutti i giorni, c’è un gruppo di volontari: Francesca, Melchisa, Giorgia, Marco, Priscilla, Maria Alessandra, Aldo, Agostino e Giovanni, alcuni di loro sono ex librai che hanno perso il lavoro, c’è chi si occupa dei disegni per bambini, ma anche un’aspirante scrittrice.

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Il clima è familiare: «Se voglio andare a prendermi un caffè –scherza il proprietario –, lascio la porta aperta, al massimo trovo qualche libro in meno». Ma la forza del progetto è la sua semplicità: «Mi piace immaginare i libri in viaggio per il mondo. La cosa più bella? Tornare a casa stanco ma felice, perché LibRibelli è un luogo libero che rende liberi».

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