Libri: una legge contrastata

Approvata all’unanimità l’iniziativa legislativa che intende favorire e sostenere la lettura, oltre a salvare le piccole librerie. Ma i lettori pagheranno di più.

La legge per sostenere la lettura è stata approvata all’unanimità dal Senato: 406 voti a favore, nessuno contrario, 61 astenuti. Una tale convergenza di tutti i partiti su una proposta di legge è proprio cosa rara. Secondo il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, i punti di forza sono: tax credit per le librerie, nascita della capitale italiana del libro, promozione nelle scuole, sconto massimo del 5% per sostenere le piccole librerie. Ma allora perché sono così numerosi i contrari a questa legge?

LibriUn Paese che non legge
I dati statistici ci dicono che solo il 40% degli italiani legge almeno un libro all’anno. Tutti gli altri non leggono mai! Il secondo dato impressionante è il divario tra Nord e Sud. Il nostro Paese è spaccato in due: la frequenza di lettura al Nord (48,8%) è il doppio che al Sud (23%). Ne consegue che, se è vero che per imparare a pensare, a meditare, a ragionare in profondità è necessario leggere libri (soprattutto di carta), allora siamo messi proprio male. Infatti dati allarmanti arrivano dalle rilevazioni Invalsi sulle competenze dei giovanissimi. Contemporaneamente chiudono tante librerie (passate da 3.544 nel 2012 a 3.299 nel 2017), strozzate dalla riduzione dei clienti e dalla concorrenza dei negozi online che recapitano i libri direttamente a casa, con sconti del 15%. A fronte di questa situazione, una legge sul libro era proprio necessaria. Vediamola nei dettagli.

Libri esposti a FrancofortePro
La legge prevede innanzitutto un Piano nazionale per incentivare la lettura. Poi istituisce la Carta della cultura (100 euro) per le famiglie svantaggiate, raddoppia gli incentivi fiscali per le librerie, istituisce l’albo delle librerie di qualità e la Capitale italiana del libro (ogni anno a partire dal 2020, sulla base dei progetti presentati dalle città). Prevede la digitalizzazione del patrimonio, incentivi per le biblioteche scolastiche e per la lettura a teatro, oltre ad agevolazioni per la donazione di libri. Infine, lo sconto massimo che possono praticare i negozi online tipo Amazon viene ridotto dal 15% al 5%, mentre per le case editrici passa dal 25% al 20%.

LibriContro
«Non sono un tecnico ma se tutti gli addetti ai lavori, a cominciare dagli editori, ritengono che questa legge ostacoli la diffusione del libro, forse bisognerebbe ascoltarli». Così la pensa Antonio Scurati, premio Strega 2019 per il libro M. il figlio del secolo. Il motivo principale della contrarietà di tanti, soprattutto degli editori, è la riduzione degli sconti. È vero che uno sconto del 15% invoglia i lettori a comprare i libri presso i negozi online (tipo Amazon), con consegna direttamente a casa, penalizzando le librerie. Ma è anche vero che riducendo gli sconti alla fine si penalizzano proprio le famiglie e i lettori, che in Italia sono già così pochi, e che dovranno spendere di più per comprare i libri. Il prezzo di una novità ormai si aggira sui 20 euro, per cui il rischio è che i lettori, invece di tornare alle librerie, smettano proprio di comprare libri. Secondo i contrari alla legge, ci sono tanti altri modi per aiutare le piccole librerie, senza penalizzare i lettori.

Chi ha ragione? Il tempo lo dirà. Nel frattempo nel 2019 l’editoria italiana per la prima volta dal 2010 è cresciuta, come numero di copie vendute e fatturato. Mentre, rispetto a dieci anni fa, le vendite sono così variate: librerie dal 78,2 al 66,2%, store online dal 3,8% al 26,7%. Senza contare la pirateria, che in questo campo vale più del 20% del mercato.

Il primo articolo della legge appena approvata, recita così: «La Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 3 e 9 della Costituzione, favorisce e sostiene la lettura quale mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini». Speriamo che questa legge sia solo l’inizio di un percorso di riflessione e azione nel campo della lettura, così decisivo per la formazione di cittadini capaci di partecipare in prima persona alla vita politica, culturale e sociale del Paese.

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