Liberamente Veronica, 30 giorni senza social

I tempi attraversati da coronavirus, un agente patogeno invisibile, sono occasione per ritrovare il gusto delle relazioni. Per questo motivo abbiamo pensato di mettervi in diretto contatto con i nostri autori della collana Passaparola. Sono loro che vi leggeranno un brano del loro libro. Cominciamo da Liberamente Veronica di Fernando Muraca. La rubrica si chiama "Parola d'autore" perché richiama l'espressione parola d'onore. La parola dei nostri autori è una garanzia di credibilità. I loro romanzi sono veri, vitali, autentici.  

10.800 secondi. 360 minuti. 6 ore. È il tempo che ogni giorno Veronica, 15 anni, trascorre sui social. Ma c’è vita senza connessione, senza chat, senza realtà virtuale? Veronica decide di accettare la sfida della sua insegnante, che lei affettuosamente e segretamente chiama la Balena Bianca. Trenta giorni infiniti senza social durante i quali la giovanissima comincia a muovere i primi passi nel mondo, registrando il comportamento degli altri, ma soprattutto ciò che prova senza lo smarthphone. L’impresa la mette alle corde. Come si vive una relazione se non puoi chattare con il tuo ragazzo? Il libro può essere usato come un manuale per disintossicarsi dai social e dalle relazioni virtuali che come imparerà presto la protagonista in molti casi sono “inutili passatempi” per scoprire la bellezza di emozioni nuove nel dialogo con gli altri e la libertà di essere se stessi. «Quando ascolti una persona – leggiamo a pagina 133 – dal vivo, senti le sue emozioni, il respiro, le pause e questo ge­nera domande, ti fa cambiare programma, spaziare. La voce umana, quando ci interagisci direttamente e sen­za filtri, emoziona in modo diverso».

Il libro è un diario di bordo di Veronica, alle prese con continue piccole crisi quotidiane che la ragazza deve superare trovando una soluzione alternativa all’uso del cellulare. È un viaggio «nelle emozioni – scrive Angela Iantosca nell’introduzione – che ricorda a chi è nato prima dell’avvento del cellulare ciò che eravamo e che permette ai giovanissimi nati con il cellulare di scoprire ciò che potrebbero essere, al di fuori e al di là di quello schermo nel quale si consuma troppa vita».

Ascoltiamo allora un brano letto dall’autore Fernando Muraca, regista e scrittore e soprattutto papà.

 

 

 

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