L’Aquila ricorda gli 8 anni dal sisma

Hanno partecipato in 6mila alla fiaccolata a cui si sono unite anche delegazioni di Accumoli, Amatrice e della Terra dei fuochi. Ancora ferma la ricostruzione delle scuole. Stessa sorte per Paganica.
L'Aquila foto di Giuseppe Di Stefano

Da otto anni de L’Aquila si dice che sia il più grande cantiere d’Europa. Le puoi vedere, infatti, le grandi gru, levarsi sulla città a decine anche solo passandoci dall’autostrada. Ma è anche vero che quei grandi bracci meccanici sono sempre fermi e non scompaiono da 8 anni, a significare quanto la ricostruzione sia altrettanto lenta.

Eppure sono passati otto anni  da quel 6 aprile 2009, quando alle 3:32 una scossa di terremoto di 5,9 della scala Richter cambiò il volto della città e dei molti paesi limitrofi. Ma questa data serve a ricordare soprattutto le 309 vittime. 1.600 sono stati i feriti e 70mila sfollati, compresi i 13mila studenti fuori sede.  8 le giovani vittime alla Casa dello Studente, ormai divenuto il luogo simbolo del terremoto. Case, palazzi e chiese distrutte e cumuli di macerie ancora non smaltite.

Agli appuntamenti commemorativi di quest’anno il motto-guida è una frase del Dalai Lama: “Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere”. Al centro degli appuntamenti la fiaccolata a cui hanno partecipato in 6mila che si è svolta la sera del 5 aprile a cura dai Comitati dei familiari delle vittime. Dopo una sosta presso la Casa dello Studente il corteo – a cui hanno partecipato anche delegazioni da Accumoli, Amatrice e dalla Terra dei fuochi -, è arrivato in Piazza Duomo. L’arcivescovo metropolita de L’Aquila, mons. Petrocchi, ha presieduto la celebrazione e la veglia di preghiera che si è protratta fino alle 3.32, quando i rintocchi della campana del Suffragio hanno ricordato per 309 volte ognuna delle vittime del sisma.

Tra gli altri appuntamenti previsti, la premiazione il 4 aprile, al concorso  per le migliori tesi di laurea in Italia sul tema della prevenzione sismica presso l’Aula Magna del Gran Sasso Science Institute a L’Aquila.

L'Aquila
L’Aquila foto di Giuseppe Distefano

Ricostruzione. Si parla in questo giorni soprattutto della ricostruzione post-sismica di Paganica, che con 10mila abitanti è di fatto la più grande frazione del capuologo. Secondo i dati dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, su 77 istanze di recupero edilizio, i consorzi hanno 35 progetti e di questi solo 16 sono stati cantierizzati. Nel centro storico gli unici interventi effettuati riguardano solo la messa in sicurezza degli edifici.

Scuole. Ad oggi, sono ancora migliaia i bambini che a L’Aquila vanno a scuola nei musp (moduli per uso scolastico provvisorio). Una scuola su due ha riaperto e quelle dichiarate inagibili non sono state ricostruite. Per il 6 aprile l’uscente sindaco Massimo Cialente ha lanciato l’invito ai dirigenti scolastici a promuovere iniziative di riflessione per non dimenticare.

La solidarietà tra i comuni terremotati non è venuta meno. Il 4 aprile, infatti, i bambini della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado di Amatrice sono stati ospiti della stazione di Campo Imperatore per una giornata sulla neve. Hanno partecipato a lezioni collettive di sci e fatto una visita guidata presso l’Osservatorio Astronomico INAF. Un gesto possibile grazie alla generosità di molti: del Comune de L’Aquila, dell’Osservatorio Astronomico INAF di Campo Imperatore e di altri enti pubblici e privati.

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