La Spagna “svuotata” offre nuove opportunità

Holapueblo, una piattaforma web spagnola per mettere in contatto progetti imprenditoriali e villaggi in cerca di nuovi abitanti. In una Spagna interna che rappresenta il 60% del territorio (lontano dalle grandi città sovraffollate), si inaugurano nuove iniziative per attirare persone e lavoro  
Spagna svuotata AP Photo/Alvaro Barrientos

Spagna. Il più delle volte si pensa il fenomeno migratorio come circoscritto al movimento di persone che da Paesi poveri, per la guerra o per altri motivi, arrivano nel nostro. Forse per il tipo di notizie che leggiamo, sentiamo o vediamo, inconsciamente assimiliamo le migrazioni in modo molto negativo e causa di tanti problemi, dimenticando che all’interno di ogni Paese, anche all’interno della nostra Europa, migrare è normale e in tanti casi una necessità. Di questo non si trova notizia, pur sapendo che il motivo che spinge qualsiasi persona a migrare, sia di qua sia di là, è sempre lo stesso: un buon lavoro per vivere dignitosamente.

La Spagna, pur essendo il secondo Paese dell’Ue per dimensione e il quarto per popolazione (9,17% della popolazione dell’Ue), collocandosi subito dopo Germania, Francia e Italia, occupa invece il 16mo posto come densità di popolazione: 93,4 abitanti per Km2. Cioè, è in gran parte un territorio spopolato, bisognoso non solo di migranti esterni, ma anche di spostamenti interni, perché tra la densità di popolazione di Madrid (844) e quella di Castilla-La Mancha (25) c’è una notevole distanza, conseguenza storica di politiche che non hanno saputo gestire il conflitto tra popolazione urbana e rurale, e favorendo la migrazione verso le grandi città… in cerca di lavoro.

È da qualche anno che il concetto di “Spagna svuotata” (España vacía) si adopera per attirare l’attenzione dell’iniziativa pubblica e privata sui territori (oltre il 60% del totale) sempre più “svuotati”, cioè, che hanno perso popolazione.

Una preoccupazione questa cresciuta durante la pandemia, quando si è verificata invece una certa fuga dalle città verso il mondo rurale. Tra queste iniziative vale la pena di soffermarsi sul progetto AlmaNatura (almanatura. com), nato 22 anni fa da un gruppo di giovani contrari all’imperativo di dover migrare per trovare lavoro. Oggi sono costituiti in una società di consulenza con sede in un piccolo paesino del sud della Spagna. Il loro scopo: riattivare le comunità rurali negli ambiti dell’istruzione, della salute, dell’uso della tecnologia e soprattutto nell’occupazione, perché “senza lavoro, non c’è vita nei villaggi”, dice Juan José Manzano, direttore del progetto. E la soluzione passa per il concetto di innovazione: «Dopo oltre 60 anni, vedendo come l’ambiente rurale si deteriora, perde produttività, perde le imprese e perde vita, l’innovazione si è imposta al centro dell’attenzione. Se non c’è innovazione, non avremo la possibilità di continuare quello che i nostri nonni hanno iniziato». Attualmente, AlmaNatura si rivolge ad oltre 6 mila persone e a circa 200 villaggi, a cui offre servizi di riattivazione rurale.

In seno a questa iniziativa, nel 2019 è nata la piattaforma Holapueblo, allo scopo di “connettere le persone che vogliono rendere realtà il loro progetto imprenditoriale in una zona rurale con villaggi in cerca di nuovi abitanti”. Con il sostegno economico della Rete elettrica spagnola e della Posta (correos.es), viene messo in contatto chi ha un progetto con i villaggi che si offrono di accoglierlo. Nella seconda edizione dell’iniziativa, ora in corso, partecipano 70 piccoli comuni di 24 diverse province in grado di offrire buona connettività internet, offerta abitativa, assistenza medica e un centro educativo.

Un esempio: Mercedes ed Esteban, una coppia argentina, si sono stabiliti in un paese di appena 300 abitanti. Producono calzature artigianali che poi vendono attraverso il web (cardosantocueros. es). «Forse qualche anno fa – spiegano – c’erano molti più calzolai artigianali di quanti ce ne siano oggi, ma era più difficile mostrare il tuo lavoro. Ora il nostro lavoro può arrivare ovunque nel mondo. Viviamo in un paese molto piccolo eppure, grazie alla tecnologia, stiamo vendendo in tutto il mondo».

 

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