La piaga degli incidenti stradali

Intensificati controlli e prevenzione. Accordo tra Anci e Ministero dell’Interno per una strategia nazionale di intervento. Attenzione speciale ai giovani alla guida, tra alcol, droga e cellulare

Il numero di incidenti stradali e di vittime della strada riportati dalla cronaca, soprattutto nel periodo delle festività natalizie, ha fatto accendere nuovamente i riflettori su un problema che coinvolge, in Italia, anche moltissimi giovani. Un problema che, per l’incidenza nella vita delle persone coinvolte e delle loro famiglie, si impone all’attenzione e chiede risposte. Attualmente, ai rischi prodotti dal consumo di alcol o droghe, si è aggiunto quello dovuto alla distrazione causata dai cellulari durante la guida.

Una vera e propria emergenza, cui il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha inteso dare risposta sottoscrivendo, insieme al presidente dell’Anci Antonio Decaro, un Accordo quadro per rafforzare la sicurezza stradale, che prevede l’affidamento del controllo della viabilità urbana alle polizie locali e la presenza di pattuglie soprattutto nei pressi di discoteche e luoghi di aggregazione.

Il ministro ha anche inviato a tutti i prefetti una direttiva per rafforzare i controlli delle forze di polizia nei tratti stradali maggiormente esposti a rischio incidenti. In sinergia con le amministrazioni locali, i prefetti dovranno anche sviluppare misure per garantire la sicurezza, quali il miglioramento della segnaletica, dell’illuminazione e degli attraversamenti. Viene, inoltre, richiesta una “puntuale” rilevazione statistica degli incidenti al fine di evidenziarne le cause e le dinamiche ricorrenti. Entro il prossimo 20 gennaio, i prefetti dovranno presentare una relazione al Viminale.

I risultati di questo primo monitoraggio saranno poi utilizzati per un confronto tra le diverse Amministrazioni che avranno il compito di predisporre una strategia nazionale di intervento. Al centro dell’attenzione, secondo il ministro Lamorgese e il presidente Decaro, c’è la necessità di predisporre un piano di prevenzione che riesca a coinvolgere, oltre alle autorità locali, le associazioni dei gestori dei locali di intrattenimento per sensibilizzare i giovani sulle possibili conseguenze del mettersi alla guida sotto gli effetti dell’alcool e della droga e per proporre diverse iniziative: mettere a disposizione dei giovani nei locali etilometri usa e getta e mettere in sicurezza i parcheggi e le aree di collegamento con i locali.

L’Accordo quadro prevede il coinvolgimento immediato delle polizie locali delle quattordici città metropolitane e dei capoluoghi di provincia che possono organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore. Per le altre amministrazioni, il coinvolgimento avverrà progressivamente, a partire dagli enti locali con popolazione superiore ai centomila abitanti. Sarà istituito un tavolo tecnico con i rappresentati del Dipartimento della Pubblica sicurezza e dell’Anci, per favorire lo scambio di informazioni tra le sale operative delle forze di polizia e delle polizie municipali. L’attuazione del protocollo intende valorizzare il ruolo della Polizia locale e consentirà di utilizzare risorse delle forze di polizia per il controllo del territorio, rafforzando anche la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.

Un accordo per lavorare in sinergia. «Siamo convinti dell’utilità di affidare alle polizie locali la sicurezza stradale, come previsto da questo accordo – afferma il presidente Anci -. Ma è indispensabile che i Comuni, che hanno bisogno di più personale per assicurare questa funzione, ricevano garanzie dallo Stato: il successo di questo protocollo dipenderà da una collaborazione piena tra Comuni e Ministero sia in tema di organici degli agenti locali, sia rispetto all’accessibilità delle banche dati».

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