La legalità è il tema dell’edizione 2013

Comincia il conto alla rovescia in vista dell'inaugurazione del laboratorio per l'Italia. Lasciamo la parola ad alcuni dei protagonisti che saranno presenti alla manifestazione. Partiamo da Paola Vacchina presidente dell'Ente di istruzione e formazione professionale delle Acli
Paola Vacchina presidente dell'Ente di istruzione e formazione professionale delle Acli

In un laboratorio gli elementi che si mescolano o si mettono sugli scaffali in attesa di nuovi esperimenti sono i più vari, talvolta devono provocare reazioni, altre volte invece devono rimettere in equilibrio le varie componenti. È certo però che i prodotti finali di queste sperimentazioni differiscono dai prodotti messi a contatto inizialmente.

Loppianolab, giunto quest'anno alla quarta edizione, ha fatto di questa modalità di lavoro la sua tipicità: niente risposte preconfezionate, ma un intreccio di idee, proposte, esperti e semplici cittadini che provano ad elaborare percorsi civili da riprodurre poi nelle piccole e grandi città di provenienza in risposta ad emergenze, disagi, richieste pressanti della comunità. L'edizione 2013 sarà incentrata sul tema della legalità: nei diversi laboratori convergeranno magistrati, giornalisti, politici, economisti e, appunto, persone comuni che vogliono capire per costruire insieme una prospettiva di Paese più solidale, più attenta a chi è debole. 

Accompagnamo il conto alla rovescia in attesa dell'inaugurazione, fissata per il 20 settembre, con le voci di alcuni protagonisti che ritroverete anche sulla rivista Città Nuova. Partiamo da Paola Vacchina, valdostana, presidente dell'Ente di istruzione e formazione professionale delle Acli. Laureatasi in Giurispudenza a Torino, ha dedicato gran parte del suo impegno sociale alla progettazione sociale ed alle tematiche della formazione. Iscritta alle Acli dall'inizio degli anni '90, è stata fondatrice della "Scuola di Politica". Dal 2004 è membro della presidenza nazionale Acli, di cui è anche stata vice presidente. Ecco il suo contributo: «Il tema della legalità è davvero centrale e il fatto che abbiate coinvolto nella riflessione tanti mondi e diverse sensibilità evidenzia il vostro impegno a sottolineare che è una cruciale questione del Paese. Altrimenti passa nei ragazzi e nei giovani la convinzione che gli esempi da imitare per fare strada nella nostra società siano i disonesti e gli approfittatori. Apprezzo anche l’opportunità che date ai diversi esperti di sperimentare la fecondità di un incontro in cui si dialoga e si collabora. Ce n’è bisogno!

«Mi complimento per il titolo generale di questa edizione: lo ritengo geniale e lungimirante. Come al solito, voi stupite sempre per la capacità di capovolgere le problematiche e vederle in modo diverso, senza una lettura offuscata dagli approcci tradizionali. Si avverte che l’occhio della vostra cultura discende da un carisma. Siete infatti pienamente consapevoli dei drammi e delle vicende contemporanee, ma non vi fermate all’analisi delle difficoltà, perché vi preme essere costruttivi, ovvero intenti a cercare il bandolo della matassa da cui ripartire per costruire legalità e rilanciare il Paese. Diffondete così una speranza incarnata, fondata su ragioni reali e non velleitarie.

«Infine, la vostra scelta della formula dei laboratori consente ai partecipanti di essere tutti protagonisti e non semplici destinatari di messaggi e proposte da parte degli esperti. L’ulteriore originalità è che i laboratori sono permanenti, perché le persone presenti sono attive nelle loro città tutto l’anno e restano collegate in rete».

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