La lady di ferro che sta per chiudere i conti col passato

Katinka Hosszú è tra i personaggi da copertina degli Europei di nuoto terminati domenica. E pensare che l’atleta ungherese, dopo le Olimpiadi di Londra del 2012, era stata sul punto di mollare tutto
Katinka

Londra, sabato 28 luglio 2012, prima giornata di gare delle ultime Olimpiadi estive. Nella London Aquatics Centre, la piscina che ospita le prove di nuoto, sta per andare in scena la finale dei 400 misti femminili. Tra le otto ragazze sui blocchi di partenza, anche una ventitreenne ungherese che è indicata dagli addetti ai lavori come la grande favorita per la conquista della medaglia d’oro. Parliamo di Katinka Hosszú, atleta con già due esperienze olimpiche alle spalle (Atene 2004 e Pechino 2008), balzata agli onori delle cronache durante i Campionati del mondo disputati a Roma nel 2009, manifestazione in cui vinse tre medaglie iridate, tra cui proprio l’oro nei 400 misti.

 

Katinka parte fortissimo, come da pronostico, chiude le prime due frazioni in testa (quelle in cui si gareggia a farfalla e a dorso), e si appresta a disputare da protagonista la seconda metà di gara (dove si nuota a rana e a stile libero). La nuotatrice ungherese pensa dentro di sé che il più sia fatto, che ormai si tratti solo di gestire il vantaggio. La prima medaglia olimpica della sua carriera sembra non poterle proprio sfuggire. Dopo pochi metri, però, ecco spuntare al suo fianco la statunitense Beisel e, subito dopo, una semisconosciuta ragazzina cinese di appena sedici anni, Ye Shiwen. La Hosszú è sorpresa, perde in un attimo tutte le sue sicurezze, e alla fine giunge addirittura quarta al traguardo, fuori da quel podio che alla vigilia pensava essere tranquillamente alla sua portata.

 

«Nella mia mente ero convinta di vincere l’oroÈ stata una delusione incredibile: volevo tornare subito a casa», ricorda oggi a quasi quattro anni di distanza. Alla fine Katinka disputò altre due gare individuali ai quei Giochi, non andando però aldilà di un ottavo e un nono posto. Sul volo di ritorno, Shane Tusup, suo marito dal 2008 (ma anche suo allenatore e manager), nel tentativo di farle vedere anche l’altro lato della medaglia, sforzandosi di farle capire che poteva comunque avere “un’altra occasione”, improvvisamente le disse: «Sai, questa potrebbe essere la cosa migliore che ti sia mai successa». Lei, masticando amaro, gli rispose che quella era la cosa più stupida che avesse mai sentito! E, una volta a casa, cadde in depressione, rifiutandosi di tornare in piscina ad allenarsi.

 

Per uno sportivo professionista, per un “campione”, fallire in occasione dell’avvenimento più importante della stagione, è davvero dura. Così, la reazione di Katinka al termine della sua terza Olimpiade conclusa ancora con zero medaglie, è molto più “normale” di quello che si potrebbe pensare dall’esterno. Lei e suo marito si ritrovarono così a vivere dei momenti veramente difficili, finché Shane un giorno decise di metterla di fronte ad uno specchio: «Guardati. Sei ancora viva, la tua famiglia ti ama, sei in buona salute, io e tutti quelli che ti vogliamo bene siamo ancora qui al tuo fianco. Ora sai come ci si sente a stare male, può succedere, ma se dovesse riaccadere non sarà così doloroso come adesso». Ecco, non sarà stato certo il discorso motivazionale più intenso del mondo, ma evidentemente ha funzionato.

 

Perché questa ragazza, che in questi anni oltre a gareggiare ha preso anche una laurea in psicologia, è ripartita più determinata che mai, e negli ultimi anni ha sovvertito alcune delle incrollabili certezze di questo sport. Stiamo parlando, infatti, di un’atleta talmente polivalente (oltre ai suoi amati misti si difende benissimo anche nelle prove a dorso, a farfalla e a stile libero) da non rinunciare a iscriversi, in ogni competizione cui decide di prendere parte, a un enorme quantità di gare. In sostanza, la Hosszú ha fatto delle gare il suo allenamento preferito, così da non avvertire poi un calo fisico (e soprattutto mentale) nelle manifestazioni più importanti. Katinka sembra non sentire mai la stanchezza. Da qui, l’appropriatissimo appellativo che ormai la accompagna da un po’ di tempo a questa parte: Lady di ferro.

 

Quando lunedì scorso l’atleta magiara ha fatto il suo esordio ai Campionati europei di nuoto, guarda caso proprio nella stessa piscina “olimpica” che tanti dispiaceri le procurò quattro anni addietro, ha subito ottenuto una convincente vittoria, proprio nei 400 misti. «Alle mie spalle ho tre anni e mezzo bellissimi – ha ricordato ai cronisti dopo la premiazione –, mi sono gustata ogni momento di questo viaggio. Il successo di oggi, in questa piscina, è un altro momento importante nel mio percorso di donna e di atleta perché mi permette di cancellare tutti i brutti ricordi nati proprio qui, durante le Olimpiadi del 2012». Poi, nei giorni successivi, sono arrivati anche il primo posto nei 200 dorso (martedì), e addirittura una tripletta di medaglie nel giro di nemmeno due ore giovedì: l’oro nei 200 misti, l’argento nei 100 dorso, e ancora l’oro nella staffetta 4×200 stile libero.

 

I Campionati europei terminati domenica nella capitale britannica hanno visto brillare molti campioni del nuoto continentale, tra cui anche diversi azzurri (17 in tutto i podi per i nostri rappresentanti, alla fine terzi nel medagliere complessivo dietro solo Ungheria e Gran Bretagna). Da Gabriele Detti (oro nei 400 stile libero e argento negli 800 e nei 1.500), a Luca Dotto (trionfatore nella gara regina, i 100 metri stile libero). Dalla solita “divina” Federica Pellegrini (al quarto titolo continentale consecutivo nei 200 stile libero), a quel Gregorio Paltrinieri (per lui due medaglie d’oro) che ormai sembra quasi volare sull’acqua e che non può più nascondersi: a Rio, nelle Olimpiadi di questa estate, sarà l’uomo da battere nei 1500 metri stile libero.

 

Tra le stelle di questi Campionati europei di Londra ha brillato però anche lei, la Lady di ferro del nuoto mondiale che proprio nella stessa piscina, quattro anni fa, stava per mollare tutto. Ma che, invece, ha saputo rimettersi in gioco e sfruttare al meglio la sua “nuova occasione”. Dopo questa trionfale rassegna continentale, Katinka guarda ora con fiducia ai prossimi Giochi di Rio, dove punta a colmare l’unica lacuna presente nel suo ricchissimo palmares che, al momento, tra Mondiali ed Europei in vasca lunga e vasca corta, conta ben 28 medaglie d’oro. Parliamo, ovviamente, della conquista di una vittoria a cinque cerchi. L’appuntamento è fissato per sabato 6 agosto, quando la ragazza ungherese proverà a regolare definitivamente i conti col proprio passato.

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