La Germania alla guida dell’Unione europea

Dal 1° luglio 2020 la Germania assume la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, con l’ambizione di lavorare insieme agli altri Paesi per la ripresa dell’Europa
Hannibal Hanschke/Pool Photo via AP

Il 1 ° luglio 2020 la Germania assume la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea (Ue) per 6 mesi, durante i quali la Germania presiede tutte le riunioni del Consiglio e tutti gli organi preparatori come commissioni e gruppi di lavoro. La Germania apre il cosiddetto trio di presidenze, precedendo il Portogallo e poi la Slovenia.

La Germania si trova a guidare l’Ue nuovamente in un momento di crisi, come accaduto nel 2007, durante la cosiddetta crisi costituzionale europea, quando l’entrata in vigore della Costituzione europea, firmata da tutti i capi di Stato, era stata bloccata a seguito di un referendum in Francia e nei Paesi Bassi. Allora, la presidenza tedesca ha negoziato un compromesso che è poi diventato il trattato di Lisbona.

Il programma della presidenza della tedesca del Consiglio dell’Ue si concentra sul superamento della pandemia di Covid-19, in particolare sulle misure per fermare la diffusione del virus, rilanciare l’economia europea e rafforzare la coesione sociale in Europa. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, sostiene che questa crisi pandemica abbia mostrato «quanto è fragile il progetto europeo», sollecitando una maggiore cooperazione nella gestione delle crisi.

In particolare, il programma si basa su alcuni principi guida: un’Europa più forte e innovativa, un’Europa giusta, un’Europa sostenibile, un’Europa di sicurezza e valori comuni, un’Europa forte nel mondo. La Germania intende favorire la solidarietà e la coesione tra gli Stati membri, con l’obiettivo generale di lavorare insieme per rendere nuovamente forte l’Europa e gettare le basi per un futuro di successo.

La Germania si trova ad affrontare altre questioni particolarmente importanti: la conclusione della Brexit, prevista entro la fine dell’anno, il bilancio europeo 2021-2027 in via di negoziazione e la crisi demografica in Europa, che molti ritengono il problema più grave e sottovalutato che il nostro continente deve affrontare, tema già presente nell’agenda dell’ultima presidenza di turno dell’Ue della Croazia.

Ancora, tocca alla Germania guidare la mediazione per raggiungere un accordo con i cosiddetti Paesi frugali (Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia), che chiedono il rimborso della maggior parte possibile degli aiuti stabiliti nel Recovery Plan, quel pacchetto di stimoli dell’economia grazie al quale la Commissione europea prevede uno stanziamento di 750 miliardi di euro, di cui 500 sotto forma di sovvenzioni e altri 250 sotto forma di prestiti, finanziati da obbligazioni della Commissione europea.

Inoltre, di fronte alla pressione migratoria sull’Ue, è ancora necessario riformare il sistema europeo della richiesta di asilo, mentre bisogna decidere quando avviare la Conferenza sul futuro dell’Europa, il cui lancio era inizialmente previsto il 9 maggio 2020. Invece la proposta di un salario minimo europeo, presente sui tavoli negoziali, sebbene significativa a causa della crisi socio-economica sviluppatasi con la pandemia, durante la presidenza della Germania non può che sostanziarsi in un avvio di discussione.

Altri temi restano sullo sfondo, come la protezione del clima, anche approvando una legge europea sulla protezione del clima e anticipando la cosiddetta neutralità climatica dell’UE dal 2050 al 2030, nonché  l’indipendenza dell’Europa nell’area digitale. Infine, la Germania non intende trascurare la questione delle relazioni con l’Africa, vista come il continente del futuro, in uno spirito di partenariato, nonché la proposta di tenere un vertice tra UE e Cina.

Il motto della prossima presidenza tedesca è “Insieme per la ripresa dell’Europa“, mentre il logo, un nastro di Möbius, simboleggia un’Europa innovativa unita nella solidarietà. L’auspicio è che possa davvero essere così. Secondo alcuni studi,

 

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