La Bibbia giorno e notte

Bibbia
Avete visto il film Nativity? C’è una scena ripetuta un paio di volte: una donna anziana raccoglie i bambini del villaggio in una capanna e narra l’episodio del profeta Elia che incontra il Signore sul monte Oreb, nel fruscio d’un lieve venticello. I bambini, che avevano sentito mille volte il racconto, lo ripetono a memoria in cantilena. Così è nata la Bibbia. Non negli studi degli scribi, che vergavano diligentemente lettere su papiri e pergamene. Ma all’ombra delle palme, quando ci si riposava dalla calura del giorno; di sera, seduti in cerchio attorno al tepore d’un focolare; di notte, affascinati dal tremolante luccichio delle stelle; riposandosi dagli estenuanti viaggi lungo il pietroso deserto egiziano; nelle misere scuole dei villaggi della terra promessa; sotto i salici, nell’esilio di Babilonia. Per più di mille anni il testo sacro d’ebrei e cristiani s’è formato nei racconti del popolo d’Israele tramandati di voce in voce, con ritornelli e rime per facilitare la memorizzazione. Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto recita un salmo. Sono i racconti d’un popolo che ha incontrato nella propria storia il Dio vivente. La trasmissione, la replicazione, la rielaborazione nel corso dei secoli, e poi la stesura per iscritto, di questo evento unico e grandioso ha dato forma a quella che oggi chiamiamo la Bibbia. Questo nome viene dal greco biblìa, che significa libri, perché essa è composta da tanti libri, diversi in genere e contenuto. Per i cristiani è formata di due parti dette testamenti, l’Antico (o il Primo) e il Nuovo. Nella Bibbia, però, non c’è scritto quali libri la compongono. Per i cristiani, questa decisione è stata presa dalla Chiesa assistita dallo Spirito Santo e confortata dalla tradizione, come si dice, che ne ha fissato l’indice, cioè il canone. Esso varia leggermente tra cattolici e protestanti. Per gli ebrei, la Bibbia ebraica, che più o meno equivale al nostro Primo Testamento, si chiama invece Tanakh, dalle iniziali t-n-k dei titoli ebraici delle sue tre sezioni: Legge (Torah), Profeti (Nevim), Agiografi (Ketuvim). C’è un dato interessante: mentre noi cristiani generalmente ci riferiamo alla Bibbia denominandola Sacra Scrittura, gli ebrei la chiamano Sacra Lettura, Migrà, per rievocare il carattere primordialmente vocale della parola di Dio. Dobbiamo inoltre ricordare che anche il Nuovo Testamento è stato scritto sulla base d’una solida, se non così estesa nel tempo, tradizione orale. Ora un degno onore a questa tradizione vocale viene dato dalla straordinaria iniziativa La Bibbia giorno e notte. Da domenica 5 ottobre a sabato 11 ottobre, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma verrà tenuta la lettura di tutta la Bibbia, Primo e Nuovo Testamento, per sette giorni e sei notti senza interruzioni e commenti. L’evento sarà trasmesso integralmente da Rai Educational 2, mentre Rai Uno trasmetterà la prima e l’ultima ora. Saranno circa 139 ore senza interruzione, durante le quali più di 1200 lettori – di ogni età, categoria sociale ed appartenenza religiosa – si alterneranno per leggere i 73 libri della versione cattolica che vanno dalla Genesi all’Apocalisse, in un turbinìo di circa 800 mila parole. Ogni lettore leggerà per 6 o 7 minuti, mentre ogni 90 minuti le letture saranno intervallate da dieci minuti di musica. Lo scarno allestimento nella basilica, con al centro il solo leggio e il libro, vorrà sottolineare la sacralità e la centralità della Parola di Dio. A dare il calcio d’inizio all’evento sarà proprio papa Benedetto XVI, che dal Vaticano leggerà il primo capitolo della Genesi, quello sulla creazione del mondo: In principio Dio creò il cielo e la terra… . Sarà seguito da Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, che leggerà in ebraico in diretta dalla Sinagoga romana; poi la parola andrà a rappresentanti del cristianesimo riformato e ortodosso. Per il Movimento dei focolari, parteciperà come lettrice anche la presidente, Maria Voce, l’8 ottobre alle ore 21,31. Ogni confessione religiosa sceglierà il suo testo: la versione Cei per i cattolici, la Bibbia ebraica per gli ebrei e una interconfessionale per riformati e ortodossi. Il papa ha accolto con grande gioia l’impostazione ecumenica del progetto. Dall’alfa all’omega: dopo sette fittissimi giorni, la conclusione sarà affidata al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato Vaticano, che leggerà il capitolo 22 dell’Apocalisse, fino alla parole conclusive: Vieni, Signore Gesù… . Un’iniziativa importante, che – speriamo! – stuzzichi un pochino la voglia d’avvicinarsi a questo testo straordinario, troppo spesso, nella nostra Italia, lasciato sugli scaffali delle librerie a prendere polvere.

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