Kenya: Ruto vincitore delle presidenziali

A 6 giorni dalle elezioni presidenziali a suffragio universale, la Commissione elettorale keniota ha proclamato, per poi spaccarsi, la vittoria di William Ruto con un risicato 50,49%. Come prevedibile, i sostenitori del rivale Raila Odinga contestano la vittoria di Ruto.
William Ruto (AP Photo/ Sayyid Abdul Azim)

La Commissione elettorale indipendente del Kenya ha proclamato martedì 9 agosto William Ruto vincitore delle elezioni presidenziali con il 50,49% dei voti espressi, contro il 48,86% di Raila Odinga.

Ma come capita spesso, diversi membri della Commissione si sono dissociati da questi risultati. I kenioti hanno aspettato 6 giorni prima di conoscere il nome del vincitore che sostituirà l’attuale presidente Uhuru Kenyatta. William Ruto, ex vicepresidente, è stato quindi dichiarato vincitore. Secondo i dati proclamati da Wafula Chebukati, presidente della Commissione elettorale indipendente, William Ruto ha raccolto 7,17 milioni dei voti espressi, ed a Raila Odinga sono stati attribuiti 6,94 milioni di voti.

William Ruto vince quindi questa votazione particolarmente stretta fin dal primo turno, con un vantaggio molto esiguo. Le elezioni, che si sono svolte senza incidenti, sono state però contrassegnate da una partecipazione al ribasso: circa il 65% dei 22,1 milioni di elettori si è recato alle urne il 9 agosto, contro il 78% nelle precedenti elezioni del 2017.

A 55 anni, William Ruto diventa dunque il quinto presidente del Kenya, succedendo a Uhuru Kenyatta, che dopo due mandati, dal 2013, non aveva più diritto a candidarsi per il terzo. È anche il primo appartente alla popolazione kalenjin ad essere eletto presidente dopo vent’anni, succedendo a due presidenti della comunità kikuyu. «Lavorerò con tutti i leader» politici, per un paese “trasparente, aperto e democratico”, ha detto Ruto subito dopo l’annuncio della sua vittoria.

Kenia (AP Photo/Ben Curtis)
Kenia (AP Photo/Ben Curtis)

Purtroppo, come spesso accade nel continente africano, ci sono state tensioni e l’opposizione ha contestato i risultati… Manifestazioni localizzate e violente sono esplose la sera stessa in cui i risultati sono stati annunciati. Sono stati dati alle fiamme dei pneumatici per bloccare le strade nella baraccopoli fedele a Raila Odinga, il leader dell’opposizione sostenuto in queste elezioni presidenziali dal presidente uscente Uhuru Kenyatta.

Già lunedì 15 agosto a mezzogiorno, poche ore prima della proclamazione dei risultati, la Commissione elettorale, molto elogiata per la sua professionalità durante tutto il precedente iter elettorale, si è disintegrata. Quattro dei sette membri della Commissione hanno annunciato in anticipo che avrebbero respinto i risultati. Riferendosi alla “natura opaca del procedimento”, la vicepresidente della Commissione elettorale, Juliana Cherera, ha dichiarato: «Non possiamo assumerci la responsabilità dei risultati che saranno annunciati».

Raila Odinga, il candidato per la coalizione Azimio La Umoja (Ricerca dell’unità), afferma che i risultati attribuiti dai suoi avversari a William Ruto non sono validi. Il presidente della Commissione elettorale keniota ha aggiunto: «A nostro avviso, non c’è né un vincitore, né un vincitore legalmente e validamente dichiarato, né un presidente eletto». Per l’esiguità dei margini o per timore delle conseguenze?

Odinga (candidato per la quinta volta in un’elezione presidenziale) ha detto che perseguirà «tutte le possibilità legali e costituzionali” per contestare i risultati. «Lo faremo in relazione dei numerosi vizi rilevati nelle elezioni», ha aggiunto.

In caso di ricorso, il più alto organo giudiziario in Kenya ha quattordici giorni per prendere la sua decisione. Se ci fosse una cancellazione del voto, come nel 2017, la nuova elezione dovrebbe avvenire entro sessanta giorni. Numerosi osservatori temono una possibile conflagrazione del Kenya, come avvenne nelle elezioni del 2007, quando più di 1.100 persone furono uccise negli scontri post-elettorali.

Di fatto, i sostenitori di Raila Odinga, in particolare quelli della sua comunità di origine, il Luo (12% della popolazione), sono scesi in strada a protestare dopo l’annuncio dei risultati, particolarmente in alcuni distretti della capitale, Nairobi, e a Kisumu, la principale roccaforte dell’opposizione a Ruto.

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