Kenya: musulmani rischiano la vita per i cristiani

Un bus che viaggiava da Nairobi verso Mandera City, nel nordest del Kenya, è stato attaccato dai fondamentalisti di  al Shabaab , intenzionati a uccidere i passeggeri di fede cristiana ma quelli di fede islamica si sono opposti. Bisogna dar spazio ai segnali di ribellione della popolazione verso la follia terrorista contrastando facili e strumentali classificazioni 
bus ansa

Un’amica  mi ha mandato il link di un quotidiano italiano con la  notizia che in Kenya, ieri, un gruppo di cristiani è stato salvato da passeggeri musulmani che viaggiavano sulla stesso bus.

Probabilmente l’hanno letta anche altri, ma senza dubbio non ha avuto la rilevanza che meritava. Dopo i fatti di Parigi (Beirut e Bomako) ho ripetuto varie volte quanto si sta vivendo oggi: la strategia della paura che viene abilmente orchestrata e la ripetuta richiesta da parte degli organi di stampa e dei media occidentali per un segno da parte dei musulmani per la condanna dei terroristi, in particolare ISIS. La notizia non ha avuto la rilevanza mediatica che ci si sarebbe attesi. Eppure sono musulmani che hanno rischiato la vita per cristiani.

 

 

Questi musulmani, infatti, non corrispondono al modello di terroristi che i media sono impegnati a disegnare ad ogni pie’ sospinto. Loro hanno salvato la vita ai cristiani e non sono degni di nota perché non servono a creare paura, tensione e guerra. Se i nostri beneamati media in cui crediamo ciecamente e, a dire il vero, con intelletto piuttosto ottuso avessero a cuore davvero il ‘bene comune’ una notizia del genere avrebbe meritato la prima pagina e servizi su servizi, interviste, talk show… per tranquillizzare la gente, per eliminare paure a sospetti. Ma così non è stato. E questo conferma quanto da tempo affermo su questo blog: esiste una strategia precisa per portare all’odio e alla guerra.

 

Invece il gesto dei musulmani kenyoti è stato eroico. «Ammazzateci tutti musulmani e cristiani, oppure lasciateli andare». Con questo gesto, che la Stampa definisce, di estremo coraggio e lucida follia un gruppo di kenioti musulmani ha evitato l’ennesima carneficina di civili cristiani ad opera del gruppo jihadista somalo Al Shabaab. Durante l’assalto, in preda al panico, due kenioti, la cui confessione religiosa è ignota, hanno provato a scappare e sono stati uccisi. L’autista e altri due passeggeri sono stati feriti, ma non sembrano in pericolo di vita. 

 

La Stampa di Torino racconta l’accaduto con dettagli importanti. «La comitiva si trovava a bordo di un autobus nei pressi di El Wak, Nord del Kenya, a pochi chilometri dal confine con la Somalia, quando i guerriglieri hanno assaltato l’automezzo e hanno intimato ai passeggeri di scendere. Cristiani da una parte, musulmani dall’altra, in un rituale diventato ormai tragicamente comune in questa parte d’Africa. Inginocchiati, con un mitra alla nuca e ormai rassegnati alla morte, i kenioti cristiani, che stavano tornando a casa da Nairobi per celebrare il Natale, sono stati miracolosamente graziati dalla reazione inattesa dei connazionali musulmani, che si sono frapposti tra loro e i terroristi come scudi umani. Un gesto che ha messo in fuga i guerriglieri, basiti e frustrati da tanto coraggio». 

 

 

Quello che questi musulmani hanno fatto è un atto eroico, hanno rischiato la vita per loro connazionali cristiani. Sono stati capaci di spezzare la catena dell’odio e della violenza. Siamo in grado di farlo anche noi, soprattutto coloro che continuano a guidare le redini dei nostri media?

 

dal blog dell'autore di Città Nuova 

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