Il paese della felicità

Passando per piazza del sorriso a Loppianolab si scopre un piccolo mondo nel quale imparare ad amare e a condividere sin da piccoli. Ai grandi, invece, Città Nuova propone il nuovo libro di Michele De Beni, Educare, la sfida e il coraggio
Il paese della felicità - Loppianolab

Loppianolab, cantiere dove si costruisce la fraternità e dove si guarda con speranza alle sfide del futuro prossimo, non poteva escludere dal proprio orizzonte, quelli che di questo futuro saranno indiscussi protagonisti: i più piccoli, che sin da oggi iniziano ad essere, a piccoli passi, costruttori di un mondo nuovo.
Ed ecco che “Il paese della felicità”, ospitato nel salone “San Benedetto” nella cittadella di Loppiano, in provincia di Firenze, diventa dunque non solo uno spazio di gioco e di animazione per il variegato mondo dei più piccoli, bensì un vero e proprio “laboratorio di fraternità” di cui essi sono allo stesso tempo protagonisti e destinatari.
 
“Piazza del sorriso”, “Vicoli dei miracoli”, “Via del bosco”, “Palazzo del ghiaccio”, sono solo alcuni nomi scelti per realizzare una vera e propria “città in miniatura” nella quale, attraverso il gioco, i bambini sono educati a vivere con amore le situazioni di ogni giorno.
 
Thomas è uno degli animatori e supervisori di questo progetto in cui i bambini non sono “parcheggiati” in attesa che tutto finisca, ma si rendono attivi realizzatori di un vissuto che li riguarda molto da vicino. «Nel paese della felicità – afferma – non manca niente: abbiamo attrezzato anche una cucina, una fabbrica con lavori artigianali, un ospedale per far riflettere i bambini su come vivere il dolore e presentare loro attraverso delle immagini come alcuni bambini della loro età hanno saputo affrontare la sofferenza mettendosi a servizio degli altri!»
 
Thomas ci racconta poi di come tutto questo percorso, preparato da loro con l’aiuto di animatori e di veri professionisti tra cui medici, cuochi, operai, risponda alla domanda “come essere felici?” «Certamente si può essere felici – spiega – non solo ricevendo, ma anche donando, ecco allora che troviamo un piccolo supermercato dove i piccoli vengono invitati a “fare la spesa” per delle persone anziane o malate che non possono più muoversi; un poliziotto propone loro poi un piccolo “percorso a ostacoli” per ricordarsi che nella vita ci sono delle difficoltà da vivere e da superare, e ancora, a turno, i ragazzi più grandi vengono invitati a prendersi cura di quelli più piccoli. Ovviamente il gioco resta per loro un approccio fondamentale e nel “paese della felicità” non mancano momenti di gioia collettiva; mi piace sottolineare anche la presenza del “parco”, con al centro il “dado dell’Amore”, per imparare sin da piccoli “l’arte di Amare”, l’edicola e un mercatino con i lavori artigianali che i bambini hanno realizzato durante l’anno».
 
Mentre nella mattinata di sabato un gruppo più ristretto si è dedicato alla “costruzione” di questi spazi, nel pomeriggio “il paese” ha preso vita accogliendo tutti i piccoli cittadini per far vivere loro questo percorso, conclusosi poi con un a grande festa insieme.
 
Animazione dunque, ma anche educazione, perché sin da piccoli si impara a costruire un mondo in cui non è più l’egosimo a farla da padrone, ma la fraternità e l’Amore, che trova la sua concretezza nei piccoli eventi di ogni giorno: quando la mamma o il papà ci chiedono una mano, quando dobbiamo chiedere scusa e quando dobbiamo dare il perdono, quando dobbiamo stare vicini a chi è meno fortunato di noi o quando si gioca insieme!
 
Passeggiando tra gli spazi di questo “paese” ci accorgiamo inoltre dell’attenzione che i piccoli mettono nell’ascoltare prima e nel realizzare poi quanto viene loro proposto: essi, resi protagonisti della loro storia personale e sociale, imparano a dare il meglio di sé, ricambiando l’Amore con l’Amore, riempiendo le giornate di tutti con gesti di certo non eclatanti, ma mai insignificanti, di sorrisi, e perché no anche di piccole rinunce e sacrifici pur di conquistare la vera felicità!


Un programma ricco di appuntamenti per i più piccoli, dunque, nella consapevolezza che è necessario investire tempo, energie e creatività sulle nuove generazioni, il nostro futuro.
 
È la strada per uscire dalla crisi attuale. Il saggio di Michele De Beni, EDUCARE, la sfida e il coraggio (Città Nuova, pp. 136, € 13,00) invita a ripartire proprio dall’educazione per una coraggiosa azione controcorrente, di cambiamento.
 
De Beni propone una lettura della questione e una strategia educativa che individua nella promozione della cultura del rispetto, del dialogo e della reciprocità la chiave di volta di una pedagogia della relazionalità, la sola capace di promuovere un nuovo, autentico “Rinascimento” della nostra civiltà.

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