Il mare italiano è davvero più pulito?

Il ministero della Salute rassicura. Migliora la qualità: nel 2012 c’è stato un aumento del +4,6 per cento rispetto all’anno precedente. Ma i dati non sono tutti positivi
Arbatax

Il mare è pulito! Godiamoci l’estate tranquilli e spensierati in spiaggia. Il ministero della Salute ha pubblicato il Rapporto annuale sulla qualità delle acque di balneazione: nel 2012, il 96,6 per cento delle acque risulta a norma, cioè rispetta la direttiva europea 2006/7/CE, con un incremento del 4,6 per cento rispetto al 2011. Il rapporto si basa sui dati forniti dalle regioni su 5509 punti di balneazione in tutta Italia, di cui 4880 costieri e il resto (629) acque interne, cioè lacustri o fluviali.

L’Italia è il Paese europeo con la percentuale più alta di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee. Il Belpaese risulta dietro a Cipro e Lussemburgo, che hanno il cento per cento di punti di balneazione eccellenti, ma si colloca anche dietro Malta, Croazia, Germania, Grecia e Portogallo.

La classificazione delle acque è definita sulla base delle concentrazioni di enterococchi intestinali ed escherichia coli. Sessantuno acque di balneazione (1,3 per cento) sono risultate non conformi al valore obbligatorio per gli escherichia coli. Un aumento dello 0,9 per cento rispetto allo scorso anno (erano 21 nel 2011). Solo un punto di balneazione è stato chiuso durante tutta la stagione balneare rispetto alle 133 (2,7 per cento) nel 2011.

Nel rapporto del ministero è stata inoltre stilata una classifica in merito a un’analisi eccellente, buona o sufficiente dell’acqua. L’85,1 per cento dei punti di balneazione è risultato eccellente, mentre il 10,9 è risultato buono o sufficiente. Per quanto riguarda le acque costiere, l'86,3 per cento è eccellente e il 10,2 buono o sufficiente, mentre quelle interne sono eccellenti nel 75,5 per cento dei casi e buone o sufficienti nel 16,1.

Se spacchettiamo il dato a livello regionale, solo due hanno il cento per cento di acque conformi a un livello eccellente, ovvero Emilia Romagna e Veneto. I punti di balneazione peggiori toccano invece all’Abruzzo (per le zone costiere) e al Lazio (per le zone interne).

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin è ottimista: «Non solo c'è stato un miglioramento, ma siamo praticamente tra i primi in Europa per la balneabilità delle acque marine e anche per lo stato delle acque interne».

Durante la presentazione in conferenza stampa del rapporto delle acque di balneazione, è stato presentato dal ministro anche il portale delle acque del ministero della Salute (www.portaleacque.salute.gov.it), con l’applicazione per dispositivi mobili (smartphone e tablet), attraverso il quale il cittadino può avere informazioni sulla balneabilità delle nostre acque, marine, lacustri e fluviali, relative alla stagione balneare in corso. «I cittadini, grazie alla disponibilità di informazioni sempre aggiornate – spiega il ministro – possono avere piena conoscenza dello stato delle acque che intendono utilizzare e, al tempo stesso, mettendo in pratica il principio dell’empowerment, rappresentare una leva affinché le autorità preposte adottino tutte le misure di gestione necessarie per migliorare la qualità delle nostre acque».

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