Il giorno dei poveri

Se vogliamo comprendere il senso della storia e degli ultimi tempi, non dobbiamo guardare al cielo e alla terra ma i tanti Lazzari che abitano alle porte dei banchetti, dei potenti in cerca delle briciole. Il diritto evangelico dei poveri nella chiesa   e il dovere evangelico della chiesa verso i poveri e gli esclusi
Il papa durante l'udienza con i senzatetto l'11 novembre 2016 in occasione del Giubileo

Se vogliamo comprendere il senso della storia e degli ultimi tempi, non dobbiamo guardare al cielo e alla terra ma i tanti Lazzari che abitano alle porte dei banchetti, dei potenti in cerca delle briciole. Il diritto evangelico dei poveri nella chiesa   e il dovere evangelico della chiesa verso i poveri e gli esclusi.

 

Nel fine settimana di san Martino 2016 papa Francesco ha celebrato il giubileo delle persone socialmente escluse. Nella giornata di venerdì 11 novembre ha fatto la catechesi seguita sabato dalla celebrazione della eucarestia. Niente di retorico e ripetitivo ma una comprensione grande del Vangelo degli ultimi tempi,dei tempi escatologici

Al cuore di questo tempo drammatico siamo chiamati a scegliere. Dice papa Francesco: «che cosa resta, che cosa ha valore nella vita ,quali ricchezze non svaniscono ? Sicuramente due: il Signore e il prossimo. Queste due ricchezze non svaniscono. Questi sono i beni più grandi da amare. Tutto il resto – il cielo, la terra le cose più belle anche questa basilica –passa; ma non dobbiamo escludere  dalla vita, Dio e gli altri».

 

Il papa non si ferma ad un generico prossimo, ma il prossimo indicato da papa Francesco sono innanzi tutto e prima di tutto le persone escluse, gli esclusi, quelli che Dio sceglie e ama in modo privilegiato e che Dio stesso proclama beati, felici,perche di esse ,degli esclusi è il regno di Dio.

Essi sono la carne di Cristo, sono i primi evangelizzatori, perché Dio per primo ha evangelizzato la loro vita esclusa e abbandonata. Per questo papa Francesco presenta il giubileo come il loro giubileo: «oggi cari fratelli e sorelle, è il vostro giubileo e con la vostra presenza ci aiutate a sintonizzarci sulla lunghezza d’onda di Dio ,a guardare quello che guarda lui. Egli non si ferma all’apparenza (1 Sam.7), ma rivolge lo sguardo sull’umile  e su chi ha lo spirito contrito (Is,66,2) sui tanti poveri Lazzari di oggi. Quanto ci fa male fingere di non accorgerci che Lazzaro viene escluso e scartato (Lc.16,19-21). E voltare la faccia a Dio, è voltare la faccia a Dio. È un sintomo di sclerosi spirituale quando l’interesse  si concentra sulle cose da produrre  invece sulle persona da amare».

 

Dio guarda Lazzaro e vuole che i discepoli del suo figlio Gesù imparino a guardare i Lazzari della storia, che abitano alle porte dei banchetti, dei potenti in cerca dei briciole.Se vogliamo comprendere il senso della storia e degli ultimi tempi, non dobbiamo guardare al cielo e alla terra, ma a Lazzaro. Dio si incarna in Lazzaro, Dio guarda a Lazzaro e nello sguardo di Dio abita il nostro sguardo di discepoli verso Lazzaro, «perché non si può stare tranquilli in casa, mentre Lazzaro giace alla porta;non c’e’ pace in casa di chi sta bene, quando manca la giustizia nella casa di tutti».

 

Ecco la chiesa dei poveri, che «apre gli occhi al prossimo, soprattutto al fratello dimenticato ed escluso, al Lazzaro, che giace davanti alla nostra porta .Lì punta la lente di ingrandimento della chiesa». Ecco la chiesa povera, che da Lazzaro ha imparato la povertà di Gesù, che “da ricco che era si è fatto povero ,per arricchirci della sua povertà,” (2 Cor.8,9) e ha imparato la via della conversione  “dagli orpelli,che distraggono ,dagli interessi e dai privilegi ,dagli attaccamenti al potere e alla gloria ,dalla seduzione dello spirito del mondo”.

 

Papa Francesco sostiene, riprendendo Paolo VI nel discorso di apertura della seconda sessione del Concilio, che i poveri e gli esclusi  appartengono  alla chiesa per diritto evangelico,dunque per il diritto che Dio pone nel Vangelo, ma aggiunge immediatamente :«per diritto  ,ma anche per dovere evangelico ,perché è nostro compito prenderci cura  della vera ricchezza che sono i poveri».

 

Essi sono la perla preziosa di Dio, coloro che nella storia Dio privilegia e predilige, dichiarandoli felici nel mistero delle beatitudini. Qui fonda l’agire della chiesa, di quella chiesa povera e dei poveri che ha il compito di prendersi cura della vera ricchezza, che sono i poveri.

Il papa conclude, proponendo “la giornata dei poveri”, secondo la testimonianza del diacono Lorenzo: «egli prima di sostenere un atroce martirio ,per amore del Signore ,distribuì  i beni della comunità ai poveri,da lui qualificati come veri tesori della chiesa».

 

È evidente il contesto eucaristico del “giorno dei poveri”, che è sigillato dal martirio del diacono Lorenzo. Nel giorno dei poveri la chiesa si prende cura di loro in modo specialissimo . Guardiamo i volti di coloro che erano presenti alla eucarestia giubilare del papa.

 

Questi volti consegnavano a chi guardava la profondità di un dolore e di una prova, di una esclusione e di un fallimento,ma tutto era attraversato   e redento dall’amore di Gesù senza limiti,venuto per guarire una chiesa malata  e lontana dai poveri e per portare nel segno di Lazzaro la piena condivisione di cuore e di vita degli esclusi della sua chiesa di Roma.

Il Giorno dei poveri, come e giorno di Dio e giorno dei fratelli. Giorno di conversione, di condivisione e di comunione.

Non si tratta di fare della sociologia o di costruire una chiesa come un’efficiente Ong ma di comprendere.C’e’ un diritto evangelico dei poveri nella chiesa   e c’e’ un dovere evangelico della chiesa verso i poveri e gli esclusi. Ecco il banchetto dei poveri, di cui parla Luca. Al centro di questo mistero sta Gesù, messia povero e dei poveri, venuto a cercare ciò che era perduto, a ristorare gli affaticati e oppressi,a evangelizzare i poveri,vivendo nella debolezza la sua missione .

 

Questo giorno indica a noi, discepoli del Signore, il senso del nostro viaggio, della nostra storia ma anche dei nostri fallimento e della nostra penitenza, e diventa come una lampada per i nostri passi e indica la via della croce,che è la via dei poveri e degli esclusi e di cui i poveri sono al tempo stesso depositari ,ma anche attori primi .

Il giorno del Signore è il giorno dei poveri, del loro incontro con lui, per vivere senza disperare il tempo della guerra, delle diseguaglianze e delle ingiustizie, che spesso spezzano il cuore dei poveri.

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