Il dialogo sociale come contributo di pace (Evangelii Gaudium 238-241)

Una società giusta si costruisce attraverso il soggetto "popolo", non tramite una classe o l'élite. La fede è la luce di una testimonianza credibile di vita riconciliata
Educare al dialogo

*238-241 – Dialogo sociale

Nel capitolo quarto dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, dal titolo “La dimensione sociale dell’evangelizzazione”, al punto IV si incontra l’espressione: «Il dialogo sociale come contributo per la pace», punto tutto intriso della personalità del papa, già ampiamente rivelatasi.

Leggiamo spesso e puntualmente la parola "dialogo", necessario «per adempiere un servizio in favore del pieno sviluppo dell’essere umano e perseguire il bene comune». Dialogo che deriva «da quella luce che le è offerta dalla fede». E in virtù di questa fede è necessario, sostiene il papa, dare testimonianza credibile di una vita riconciliata.

Solo con queste premesse il dialogo e il contributo alla pace che ne scaturisce possono essere autentici. Abbiamo ben presente la dinamica che guida Francesco e quindi non meraviglia affatto l’invito a non dimenticare la preoccupazione di una società giusta che si costruisce secondo il pontefice attraverso il soggetto popolo, gente, comunità e non classe, frazione o peggio élite.

Il progetto non può contare su pochi, anche se “illuminati”, ma si deve appropriare di un sentimento collettivo. Un esplicito invito a mollare le vele e rischiare il vento del mare aperto piuttosto che la comodità del porto sicuro. Ce n’è per tutti e ovviamente in questo scenario non poteva mancare la politica con la sua forma di governo che deve improntare – repetita juvant – un dialogo politico e creazione del consenso anche al fine di «perseguire lo sviluppo integrale di tutti. Questo ruolo, nelle circostanze attuali – e il papa sa leggere molto bene non tanto le cronache, ma il cuore degli uomini – esige una profonda umiltà sociale».

Infine un concetto che appare come una netta inversione di rotta: la Chiesa non ha soluzioni politiche, al limite le informa attraverso la proposta, sempre con chiarezza, di valori fondamentali dell’esistenza umana. C’è molto da fare…

Paolo De Maina
pedagogista, funzionario al Comune di Roma

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