I vespri di Bartolomeo I nel battistero di Firenze

Il patriarca di Costantinopoli recita la preghiera serale assieme al cardinale Betori, in uno dei luoghi simbolo della città e varcano insieme la Porta del Paradiso della cattedrale a testimonianza di un cammino di avvicinamento tra le chiese
Palazzo Vecchio a Firenze

Firenze non finisce mai di stupire per la sua  apertura ecumenica: chi avrebbe  immaginato che a 15 giorni dalla venuta di Papa Francesco, il 25 ottobre ebrei e cristiani si sarebbero trovati nel Salone dei 500 a Palazzo Vecchio per declamare i Salmi e  che a poche ore di distanza, nel bellissimo battistero di san Giovanni Battista appena restaurato, (con risorse raccolte con una campagna di crowdfunding a cui hanno risposto migliaia di cittadini e alcune aziende)  cristiani di varie denominazioni sarebbero   confluiti per recitare i Vespri alla presenza di un ospite di eccezione: sua santità Bartolomeo I patriarca di Costantinopoli.

Questa preghiera corale è stata annunciata dal manifesto in cui campeggia l'immagine del Davide di Michelangelo, sullo sfondo Palazzo Vecchio mentre il titolo recita "I salmi di David… uscire, annunciare,  abitare, educare,trasfigurare…".

L'amicizia ebraico cristiana di Firenze, la prima fondata in Italia, "ha scoperto" che i cinque verbi su cui rifletteranno i delegati della Chiesa italiana nel 5° Convegno Nazionale Ecclesiale dal 9 al 13 novembre, sono anche efficaci chiavi interpretative per leggere i Salmi, testo biblico comune per tutte le Chiese cristiane e con i fratelli ebrei.

I Salmi accuratamente selezionati sono declamati da lettori della Comunità Ebraica di Firenze e delle Chiese cristiane della città oltre che da associazioni e movimenti della Chiesa Cattolica.

Le cinque sequenze sono intercalate da intermezzi musicali con gli strumenti che gli stessi Salmi indicano: la musica sacra e la sacralità della lingua ebraica, trasformano il Salone che ha visto le più significative vicende della storia di Firenze , in un luogo di preghiera. In questo contesto anche gli affreschi e le statue imponenti, aiutano a riflettere sul "nuovo umanesimo in Gesù Cristo": tema che guiderà i lavori dei Delegati della Chiesa italiana a Firenze.

In Battistero  il Patriarca  di Costantinopoli, sua Santità Bartolomeo I, dopo la recita dei vespri insieme al  cardinale Giuseppe Betori  rivolge ai presenti, fra cui numerose personalità  ortodosse convenute per incontrarlo, un breve, ma significativo saluto in cui ricorda la tensione all'unità già presente nel  concilio di Firenze del 1400, fino ad arrivare agli straordinari incontri del suo predecessore Athenagoras I con il Papa Paolo VI.

Non si può non ricordare alcune tappe recenti che hanno visto Bartolomeo I protagonista di un cammino d’unità su più fronti: la dichiarazione congiunta con Papa Francesco redatta a conclusione del pellegrinaggio a Gerusalemme, il 25 maggio; la sua presenza in Vaticano, l’8 giugno 2014, assieme al presidente Abu Mazen e al presidente Shimon Peres, per pregare con il Papa per la pace in Terra Santa.

Il cardinale Giuseppe Betori rivolge un caloroso saluto al Patriarca sottolineando i temi a lui cari: la bellezza, e questo sotto uno dei più bei mosaici bizantini rifulgente d'oro e di grandi significati teologici di cui è ricca la tradizione orientale. E poi la salvaguardia del "creato" di cui Bartolomeo I è noto come leader spirituale del movimento cristiano per l’ambiente. Il suo pensiero è stato riportato ampiamente da Papa Francesco nell’enciclica "Laudato Si’'.

Dopo uno scambio di doni i due primati varcano insieme la "Porta del Paradiso", aperta per l'occasione ed entrano nella Cattedrale per pregare nella cappella dove sono conservate le reliquie di san Giovanni Crisostomo, un padre e dottore della chiesa dei primi secoli.

L'atmosfera gioiosa e solenne di questo incontro fa sperare che l'impegno  sottoscritto  dalle rispettive Chiese “verso l’unità per la quale Cristo Signore ha pregato il Padre.

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