I veneti votano online la loro indipendenza

Mentre la Lega si spacca e il Pd sceglie il suo candidato per le regionali, una consultazione digitale vuole decretare la nascita di un Parlamento realmente rappresentativo della gente
veneto

Mentre la divisione della Lega Nord tra la Lombardia ed il Veneto si è consumata a colpi di accuse e comunicati, tra Zaia e Tosi, fino a ratificarne la scissione definitiva, la corsa alle regionali a maggio 2015 si giocherà su tre fronti, perché ai due contendenti si è aggiunto anche il centrosinistra, considerato tra i probabili vincitori della tornata elettorale. Nel dibattito tra i vari contendenti, argomento centrale resta l'autonomia del Veneto voluta più o meno a varie tinte, a cui si aggiungono anche i movimenti indipendentisti.

Ma, i cittadini, colgono l'attuale scenario politico come sinonimo di confusione e disorientamento in quanto non sono ancora chiare le alleanze e quindi si stanno progressivamente e rapidamente allontanando dai partiti tradizionali, ritenuti causa della situazione attuale di crisi e non più in grado di dare le risposte anche ai più semplici bisogni. E mentre i capi litigano, la base utilizzando la tecnologia informatica, dal 15 al 20 marzo sta svolgendo delle elezioni digitali sostenute da VenetoSI (e dalle liste Life e Cittadini Veneti Federati), attraverso la piattaforma digitale plebiscito.eu. Solo domenica hanno partecipato alla consultazione ben 240mila votanti.  Finalità del voto online è l’elezione di un Parlamento che dovrebbe rappresentare a breve la nuova Repubblica Veneta, intesa come stato sovrano, federale ed indipendente; i risultati verranno proclamati a Treviso il 21 marzo 2015. Questa modalità partecipativa è la conseguenza del referendum digitale tenutosi lo scorso marzo 2014, nel quale i veneti avevano votato la loro indipendenza con oltre 2,1 milioni di voti; la fase di certificazione dei voti è giunta a termine secondo le tempistiche OSCE e verrà ratificata, presentata e fatta conoscere a livello internazionale il prossimo 28 marzo 2015 a Venezia, con la presenza dei commissari internazionali che hanno seguito e valutato tutti i lavori in modo scientifico. Da quel momento dovrebbero partire le fasi di riconoscimento della Repubblica Veneta, con le richieste fatte in modo progressivo ad altri stati. Tutto il percorso, sostengono gli organizzatori è svolto nel “rispetto della Legge 881/77 con la quale lo stato italiano ha ammesso il riconoscimento dell'autodeterminazione dei Popoli. La piattaforma digitale plebiscito.eu ha impresso un metodo moderno, rapido ed economico per permettere al popolo veneto di esprimersi”.

Tanti si chiedono cosa può fare da solo uno piccolo stato nel contesto mondiale?

Parag Khanna, studioso di strategie internazionali, consigliere della Casa Bianca, di celebrità dello spettacolo (Bono) ed autore di diversi bestseller, editorialista di CNN, BBC, CNBC e di molti altri network televisivi, si è spesso interrogato sul tema dell’evoluzione degli stati nazione nell’era della globalizzazione  e afferma che «stiamo vivendo un passaggio epocale: quello che ci porterà dalla Storia Occidentale alla Storia Globale con l'interdipendenza tra vari stati produttivi.  Nel momento in cui l’infrastruttura delle città permette a queste di bypassare il filtro degli stati nello stabilire relazioni internazionali, viene meno il ruolo di intermediazione di questi come stato nazione». Forti di queste teorie i veneti vedrebbero la loro regionesnodo internazionale di rapporti economici, politici e sociali in grado di operare una nuova politica di sviluppo e di benessere sano a livello globale di cooperazione. Intanto le consultazioni continuano e si attendono con impazienza gli esiti.

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