I lavori di casa

Ed ora la nostra coppia è alle prese con il restauro della futura abitazione, tra intonaci, tracce e piastrelle, per un lavoro da fare rigorosamente di propria mano...
Dipingere pareti

4 giugno
A quanto pare, è emergenza abitativa: siccome andremo a vivere nella casa che è stata dei nonni di Davide, va ristrutturata; ma purtroppo molte delle ditte che abbiamo contattato non sono disposte a finire il lavoro entro settembre, contando le ferie di mezzo. Per cui dovremo fare noi buona parte dell'opera, nonostante i miei scetticismi: Davide è fiducioso, dice che lui e suo papà l'hanno fatto già. Chiaramente voglio anch'io dare una mano, per quanto tutti stiano cercando di tenermi alla larga dal fare danni: sono convocata per domani a “grattare i muri” (non so che cosa voglia dire: al massimo sapevo che bisognava dipingerli, ma grattarli no, secondo me si rovinano). Mi hanno detto di portare cappello, occhiali e mascherina: staremo a vedere perché.
 
5 giugno
Ho scoperto che “grattare muri” significa togliere con una spatola il vecchio intonaco, per poter poi mettere quello nuovo. Mai visto così tanta polvere in vita mia, sembrava di essere a novembre in Val Padana, quando la nebbia si taglia col coltello. In una giornata intera sono riuscita a scartavetrare una sola parete, e i miei poveri muscoli hanno già mobilitato i sindacati per lo sciopero generale. Quando mi sono tolta i vestiti per terra è caduto almeno mezzo kg di polvere di intonaco, e nonostante i tre giri di shampoo sembro ancora un troll, tanto i capelli sono ispidi. Domani pretendo di essere assegnata ad altro incarico.
 
6 giugno
Sono stata accontentata. Sicuramente non avrò più nessun dubbio riguardo alla posizione di interruttori e prese di corrente nella nostra casa, perché mi hanno fatto scalpellare via la malta in eccesso e tranciare i tubi da tutte quante le “cassette” (ho scoperto che si chiamano così) dove poi andranno collocati. È un lavoro più concettuale, perché bisogna stare attenti a non distruggere tutto con una scalpellata troppo potente, ma considerata la mia struttura fisica è un rischio che non corro. Piuttosto il problema è stato che, non avendo mai usato un taglierino in vita mia, ho rotto tutte le lame disponibili in casa nei primi dieci minuti. Davide è corso in ferramenta a prenderne altre borbottando qualcosa a proposito dei «soliti studenti di lettere che non hanno mai lavorato», ma non ho ben capito cosa.
 
10 giugno
Oggi ci siamo dati alla tinteggiatura delle pareti. Non è difficile e non me la sono cavata male, a parte il fatto che adesso dispongo di maglietta e pantaloncini a pois bianchi. Davide però si era dimenticato di spiegarmi che, anche se è solo tinta bianca, bisogna darla sempre nella stessa direzione, e adesso abbiamo la parete della camera che – a parte l'assenza di colore – ha un che di pop art. Ho sempre creduto che a Davide piacesse, ma questa volta non mi è sembrato troppo entusiasta.
 
15 giugno
Oggi ho imparato a posare piastrelle. Non ci ho messo molto a capire come si fa, l'unico problema è che non ho molto occhio per metterle dritte, così quando sono arrivata rasente al muro si è visto che non erano proprio parallele rispetto alla parete. Davanti alla perplessità di Davide ho proposto di coprire il tutto con un mobile, ma non è possibile perché lì c'è una finestra. Meno male che eravamo ancora in tempo a sollevare le piastrelle e rimetterle; ad ogni modo, sono stata esonerata da ulteriori lavori di manovalanza.

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