I figli dell’Africa crescano nella pace e nella prosperità

L’Italia intende avviare degli accordi per fermare i migranti nei loro Paesi, ma occorre impedire che si inneschi un meccanismo ancora più perverso di sfruttamenti e ricatti. Il Continente ha invece risorse e forza morale per dare un futuro migliore per i suoi popoli
ansa migranti

Il sole splende e il vento culla appena le onde. Quindi riprendono le traversate del Canale di Sicilia per i migranti traghettati da trafficanti sempre più accaniti.Ma possiamo bloccare tutta questa gente prima che parta? In effetti pare che qualcosa si stia muovendo.

Il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione – in una bella intervista di Alessandro Milan – ha spiegato che a livello internazionale i temi sono molto complessi perché da tempo l’Italia intende avviare degli accordi per fermare i migranti in Africa.

Con l’Egitto e la Tunisia la questione è stata definita e da questi Paesi i trafficanti non salpano più da molto tempo.Però in Libia il quadro politico è frazionato, non ci sono interlocutori attendibili e i tempi della stabilità sono lontani.

Quindi la trattativa si è spostata più a sud, nei paesi di raccolta dei migranti che dal Niger e dal Sudan pagano altri trafficanti per attraversare il deserto prima di arrivare in Libia.

Con il Niger qualche accordo è già avviato, afferma Manzione. Il Sudan invece sta affrontando le elezioni, quindi occorre aspettare che passino questi giorni prima di ragionare con il governo che si andrà ad insidiare. Aspettiamo che Manzione possa darci altri chiarimenti sull’andamento e sulla conclusione di queste trattative.

Non dimentichiamo tuttavia che Paesi quali Niger e Sudan, già molto travagliati per guerre, dittature, sfruttamenti per giacimenti di materie preziose, carestie, conflitti etnici, non hanno al primo posto nella loro agenda il tema delle migrazioni in Sicilia e Calabria. Si può credere che chiederanno un caro prezzo all’Italia e all’Europa per intervenire sul tema. Si innescherà così un meccanismo ancora più perverso di sfruttamenti e ricatti che non è altro che il risultato di decenni di traffici e commerci (anche legali) che rendono l’Africa ancora più schiava di quanti hanno soldi per pagare le sue ricchezze.

Adesso l’Italia e l’Europa si muovono in via d’urgenza e dovranno sottostare ad accordi che forse saranno ben discutibili.

Ma l’Africa ha ben altro potenziale da esprimere. Dovrà trovare, prima o poi, la forza morale già mostrata in altre occasioni – anche recenti – pur di dare un futuro di pace e di prosperità a molti dei suoi giovani figli che, per ora, possono solo fuggire.

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