Governo Draghi: giovani, lavoro e uscita dalla crisi

Città Nuova propone lunedì 8 febbraio 2021, dalle ore 18.30, un dialogo on line sulla pagina Facebook di Città Nuova, tra “Comunità di Connessioni”, realtà nata dalla scuola di politica promossa dal gesuita p. Francesco Occhetta, e Kritica economica, gruppo di studenti e ricercatori che si riconoscono nel pensiero keynesiano di critica al modello neoliberista.
Draghi, il lavoro e i giovani

Mario Draghi terminerà, probabilmente, entro il 12 febbraio il giro di consultazioni per sciogliere la riserva e definire, così, un nuovo governo che, in pochi giorni, dovrà approntare la versione definitiva e dettagliata del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da presentare alla Commissione europea entro fine aprile 2021.

L’incarico affidato, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al prestigioso ex governatore della Bce è l’ultima occasione per  non perdere la possibilità storica e irripetibile di accedere a 209 miliardi di euro (tra prestiti a tassi agevolati e sussidi diretti) necessari per dare attuazione al programma Next Generation Eu.

Lo stesso Mattarella ha definito lo scenario catastrofico (sanitario, sociale ed economico) di un possibile ricorso alle urne in questo momento decisivo del nostro Paese, dopo la rottura, ad opera del partito Italia Viva, della maggioranza politica che ha sostenuto il governo Conte 2.

La scelta di Draghi era nell’aria da tempo e si è concretizzata in un momento che non permette alternative credibili.  Come ha spiegato il Quirinale, non si tratta solo di presentare il Piano, ma di discuterlo con la Commissione europea entro ulteriori 2 mesi e poi attendere l’approvazione del Consiglio Europeo entro un altro mese.

È quindi assai probabile  che “le forze politiche in Parlamento” accoglieranno l’invito del presidente Mattarella a conferire «la fiducia a un Governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica».

Un governo di emergenza, quindi, che prevede la partecipazione di un largo schieramento di partiti tra loro opposti per assicurare una solida maggioranza su alcuni punti condivisi.

Si palesa, così, la centralità dell’economista Mario Draghi, della sua visione che in pochi possono vantare in campo macroeconomico. Ed è su tale impostazione che si registrano opinioni molto diverse. Anche nel campo del mondo dell’economia civile, con pareri contrastanti, ad esempio, tra Leonardo Becchetti, che sottolinea l’attenzione di Draghi ai rapporti tra etica ed economia, e Luigino Bruni che parla di un «Paese commissariato dai tecnici, come se in politica i tecnici esistessero veramente, come se la tecnica non fosse il secondo nome dei poteri economici e finanziari».

Il criterio, come sempre, resta quello di entrare nel merito delle scelte e decisioni che il nuovo possibile governo andrà a compiere. La direzione di marcia si può intuire dalle declinazioni delle tesi espresse da Mario Draghi sul Financial Times del marzo 2020, ma un discorso considerato importante è anche quello, incentrato sulle nuove generazioni, tenuto, nell’agosto 2020, dall’ex capo della Bce all’inaugurazione del Meeting di Rimini. L’ evento culturale, cioè, che, negli anni precedenti, ha dato grande spazio, tra gli altri, alla visione manageriale di Sergio Marchionne, ex ad di Fca, scomparso nel 2018.

Per restare sul tema “giovani” affrontato da Draghi a Rimini, è chiaro che esiste, con le risorse europee, la possibilità di affrontare il problema dell’eccessiva disoccupazione giovanile esistente in Italia. Ma non si possono ignorare le differenti analisi sulle cause del fenomeno e dei possibili rimedi. Se ne è offerto una panoramica nell’inchiesta sul lavoro al centro della rivista Città Nuova di febbraio 2021 che continua nel focus dedicato su cittanuova.it.

Occorre “conoscere per deliberare”, per citare una lezione cara al presidente del consiglio incaricato. Soprattutto in un momento così difficile dove si teme la fine del blocco dei licenziamenti da pandemia e già sono evidenti i segni dell’impoverimento di parte della popolazione e la crescita dell diseguaglianza.

È in tale contesto che si pone il confronto promosso, lunedì 8 febbraio 2021, da Città Nuova nel dialogo tra due realtà interessanti del mondo giovanile alle prese con casi concreti come l’applicazione del job act, la precarietà, il ruolo delle agenzie interinali, ecc.

Da una parte l’associazione “Comunità di connessioni” nata dall’esperienza della scuola di politica promossa dal gesuita p. Francesco Occhetta nel segno della competenza e dell’orientamento all’impegno per il bene comune. A tale tipo di formazione cattolica si fa spesso riferimento nelle ricostruzioni della biografia di Draghi.

Dall’altra parte Kritica economica, un gruppo di studenti e ricercatori che si riconoscono nel pensiero economico keynesiano come criterio di analisi e proposta di soluzione dei problemi della società attuale. Maestro di tale scuola di pensiero in Italia è stato Federico Caffè, punto di riferimento per un’economia alternativa al paradigma liberista prevalente fino alla prima crisi mondiale del 2007/2008. Caffè è stato professore di Mario Draghi nella facoltà di economia della Sapienza di Roma.

Lunedì 8 febbraio coincide con il giorno di incontro di Mario Draghi con le parti sociali. La foto della locandina che invita al dialogo vuole offrire il criterio di partire dalla realtà, come la manifestazione dei giovani precari della sanità davanti la sede della Camera dei Deputati, espressione, con il Senato, della sovranità popolare.

 

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