Famiglia, cosa c’è da festeggiare?

È l'ossatura della società, ma l'emergenza da coronavirus l'ha fortemente provata e le istituzioni, lamenta Gigi De Palo (Forum associazioni familiari), non la sostengono. In occasione della 26º Giornata della Famiglia il papa chiede di pregare affinché cresca lo spirito di amore, di rispetto, di libertà. Temi affrontati anche nel focus di Città Nuova "Lui, lei e il Covid 19", di cui è possibile rivedere la registrazione.

Le famiglie italiane sono preoccupate e stanche. Se potessero, sciopererebbero. Ne è sicuro Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, per il quale finora «il Governo non ha ascoltato il grido di dolore dei nuclei familiari, specie quelli con figli. Ma restare sordi a questi bisogni vuol dire non rendersi conto della gravità della situazione».

La pandemia da coronavirus non è ancora finita e i sacrifici – in termini di rinunce, restrizioni, condivisione degli spazi e privazioni – si fanno sentire. La base sociale ed economica del Paese continua a reggere, ma è in sofferenza e ha bisogno di sostegno. Secondo un sondaggio del portale Guidapsicologi.it il lungo isolamento che ci ha visti chiusi in casa durante il lockdown ha provocato molti problemi. I principali riguardano disagi personali, problemi di coppia e rapporti poco sani nelle famiglie.

Per risanare davvero la società, per ripartire sul serio, bisognerebbe concentrarsi sulle difficoltà personali e familiari che continuano a stressarci, preoccuparsi, demoralizzarci, facendoci spesso vedere un futuro nebuloso e inquietante.

«Nell’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri è stato previsto l’infermiere di famiglia. Sarebbe opportuno pensare anche ad uno psicologo di famiglia. Aiuterebbe molto sia nei casi di crisi, ma soprattutto nei casi di violenze» ha commentato Marco Livia delle Acli nel corso della diretta Facebook “Lui, lei e il Covid 19” organizzata dal Gruppo editoriale Città Nuova con la partecipazione degli psicologi e psicoterapeuti Angelo Alessi e Iñaki Guerrero Ostolaza e di Francesca Squarcia, avvocato del Tribunale apostolico della Rota romana. Un appuntamento utile per capire meglio ciò che viviamo, personalmente e a livello familiare, per provare a fare il primo passo dopo una discussione, per metterci nei panni dell’altro, per imparare a dominare l’ira quando sta per scoppiare.

Della famiglia ha parlato oggi anche papa Francesco, che introducendo la messa mattutina a Santa Marta ha detto: «Preghiamo perché cresca lo spirito di amore, di rispetto, di libertà». La famiglia, aveva detto in un’altra occasione il papa, «insegna a non cadere nell’individualismo e a equilibrare l’io con il noi. È lì che il “prendersi cura” diventa un fondamento dell’esistenza umana e un atteggiamento morale da promuovere, attraverso i valori dell’impegno e della solidarietà».

Elementi necessari per ripartire e provare a ricominciare dopo la lunga convivenza forzata che ha messo alla prova molte famiglie evidenziando la necessità dell’ascolto, del dialogo, della chiarezza, dell’importanza di “imparare a disattivare le emozioni” più esplosive, come la rabbia e la paura.

Ma a stressare le famiglie sono anche le preoccupazioni economiche: la disoccupazione, la difficoltà di reinventarsi, il rischio fallimento, l’incertezza. Ecco perché il Forum delle associazioni familiari continua ad avanzare proposte precise e concrete di sostegno, sollecitando politiche più incisive  di conciliazione lavoro-famiglia e per i bisogni scolastici degli studenti e lamentando una discriminazione fiscale delle famiglie.

Purtroppo, spiega De Palo, «i 26 milioni di famiglie italiane, che hanno saputo rispondere senza polemiche e con responsabilità alle misure di contenimento per l’emergenza sanitaria, non possono scioperare e, nonostante tutto, dovranno continuare a fare gli ammortizzatori sociali di un Paese che sembra non volerle vedere. Dobbiamo prendere atto che il nostro non è un Paese a misura di famiglia».

Dell’ossatura sociale del nostro Paese si continuerà a parlare anche oggi pomeriggio. In occasione della 26ma Giornata internazionale della Famiglia, infatti, alle 17.30 sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Forum delle Famiglie si potrà seguire un evento che vedrà intervenire il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, Elena Bonetti, ministro per la Famiglia, Giancarlo Blangiardo, presidente dell’Istat, e lo psicoanalista Massimo Recalcati. L’evento precede l’assemblea generale del forum, che si svolgerà sabato 16 maggio.

Dunque, nella giornata della famiglia, cosa c’è da festeggiare? Sicuramente l’esistenza di una rete di rapporti che cresce e oltrepassa le mura domestiche e che diventa “paracadute” d’emergenza quando si perde un affetto, un lavoro, si cerca una bussola, un aiuto concreto. Le famiglie sono quelle che reggono i singoli ma anche il peso dei problemi sociali e pure nell’emergenza coronavirus stanno dando il meglio di sé. L’importante è non dimenticarle, ma continuare a sostenerle adeguatamente, in tutti i modi possibili, con una particolare attenzione quando ci sono figli, disabili e persone malate.

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