Fuori e dentro il Parlamento. Qual è la posizione del M5S?

Intervista al deputato Danilo Toninelli, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, per capire la posizione del Movimento dopo il referendum e di fronte al governo Gentiloni  
Luigi Di Maio (s) e Danilo Toninelli, in occasione della conferenza stampa "I say no to save Italy's future" indetta dal M5s sul referendum del 4 dicembre, Roma, 17 ottobre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Dopo la terribile settimana romana, che ha visto sotto accusa la sindaca 5stelle Virginia Raggi per l’arresto del capo di Gabinetto Raffaele Marra, le dimissioni del capo della Segreteria politica Salvatore Romeo, del vicesindaco Daniele Frongia e dell’assessore all’ambiente Paola Muraro, e le perquisizioni in Campidoglio per accertamenti sulle nomine dirigenziali, il garante del Movimento Beppe Grillo sposta il focus sul piano nazionale e attacca Matteo Renzi.

 

Lo fa rispondendo all’ex premier che alla Direzione nazionale del Partito Democratico è tornato a proporre il ripristino del Mattarellum e ha parlato del Movimento come di un’azienda privata: “Ancora tu – tuona Grillo – oggi da segretario del Pd a dire cosa deve fare il Parlamento per la legge elettorale. Tu che hai lasciato un disastro nel Paese, morale, economico e istituzionale. (…) Avevi promesso di lasciare la politica e invece hai messo lì come tuo avatar Gentiloni e sei sempre segretario del Pd a insultare il MoVimento 5 Stelle e gli italiani”. Un attacco a tutto campo quello di Grillo che chiede a Renzi di farsi da parte ed andare subito al voto.

 

In effetti i grillini si stanno già organizzando e auspicano un ritorno alle urne in primavera.  “Stiamo preparando i nostri eventi nelle piazze e ci sono delle novità importanti che riguardano le nostre idee di paese, soprattutto in tema di energia” dice a Città Nuova il deputato 5 Stelle Danilo Toninelli, Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali.

 

Ma la scadenza non è ancora in agenda e nel frattempo c’è un nuovo governo con cui confrontarsi. La fiducia all’esecutivo Gentiloni il Movimento 5 Stelle non ha voluto accordarla: “Avete silenziato il Paese con un governo che è un insulto a tutti gli italiani che hanno votato No il 4 dicembre” ha affermato in Aula al Senato la nuova capogruppo Michela Montevecchi, facendo eco a Grillo, per il quale semplicemente “Gentiloni non esiste”. Ma quale sarà allora la strategia del Movimento da qui al voto?

 

Lo abbiamo chiesto proprio a Danilo Toninelli: “Non è nel nostro DNA fare ragionamenti di strategia, noi cerchiamo di cogliere i fatti avvenuti e comportarci di conseguenza. Il fatto eclatante avvenuto è che il voto enorme di quasi il 70% degli italiani ha portato 20 milioni di italiani a bocciare una nuova Costituzione perché era evidentemente sbagliata, e a bocciare anche un’idea di Paese che voleva portare avanti Renzi e il suo governo. Noi prendiamo atto di un NO alla nuova Costituzione al nuovo governo a diciamo che non c’è altra via ora che rispettare il voto popolare che – lo dicono anche i sondaggi –  è un voto di non-governo e di andare a votare. Purtroppo ci siamo trovati di fronte ad un governo che ha paura di perdere al voto e quindi lo ha scacciato in avanti per ricreare delle condizioni di favore per se stesso e solo poi andare a votare”.

 

E la vostra posizione sull’Italicum: va modificato, conservato? In passato siete stati molto critici.

“La posizione è prima di natura politica. Questo Parlamento ha votato e approvato – c’ha messo quasi due anni – una legge elettorale che è chiamata Italicum e che è stata definita la più bella legge del mondo che mezza Europa ci avrebbe copiato. Ma quando si è accorto che avrebbe fatto vincere il Movimento 5 Stelle ha pensato di cambiarla. Questa stessa legge è ora sottoposta al vaglio di costituzionalità della Corte Costituzionale, grazie anche ai ricorsi fatti dal pool di avvocati anti-Italicum e sottoscritti dal M5S. Questo significa che oggi questo Parlamento che ha creato un immane caos istituzionale non ha più la legittimità politica per mettere mano alla legge elettorale ma lo può fare solo la Corte Costituzionale. Quindi non si può più parlare di merito, entrare nel dibattito per la stesura di una nuova legge elettorale, ma si deve lasciare questo compito ad un nuovo Parlamento che può essere eletto solo ed esclusivamente con la legge elettorale che esce dalla Corte Costituzionale e che noi abbiamo chiamato “Legalicum”.

 

“Quindi (si dovrà) prendere il Legalicum che è autoapplicativo alla Camera e applicarlo al Senato e andare a votare direttamente. Poi se avremo la maggioranza noi del M5S cercheremo di approvare la nostra legge elettorale che è stata votata da decine di migliaia di iscritti al Movimento. Ma questo Parlamento ha già fatto troppi disastri ed abbiamo la certezza che se questa maggioranza si rimette a fare una legge elettorale non lo farà in Parlamento ma nelle solite stanze di partito, la farà piovere in Parlamento con numeri drogati da un premio di maggioranza incostituzionale, riuscirà ad approvarla e creerà un altro pasticcio immane. E quindi la cosa che temiamo – ma che certo avverrà se una legge elettorale simile sarà approvata – è che i prossimi parlamentari verranno eletti con una legge elettorale che certamente sarà ancora una volta sotto il vaglio di costituzionalità perché sarà uguale all’Italicum o al Porcellum, perché il loro modo di ragionare è quello, e quindi avremo ancora un Parlamento sospeso in attesa di un vaglio di costituzionalità. Ripeto, l’unico modo per evitare che ciò accada è prendere la legge che esce dalla Corte, applicarla anche al Senato e andare a votare”.

 

Beppe Grillo ha annunciato un forte impegno extra-parlamentare del Movimento. Nel concreto come si tradurrà?

“Rimarremo in Aula come presidio per bloccare e denunciare di fronte a tutti i cittadini italiani le nefandezze che certamente saranno, ripeto, soprattutto sulla legge elettorale, che lo hanno già detto sarà “anti 5stelle”. Dall’altra parte stiamo costruendo concretamente il programma di governo del Movimento 5 Stelle, scritto nero su bianco, fatto da tutti gli iscritti al Movimento e dagli esperti che ci stanno dando una mano, e noi andremo nelle piazze a valorizzare e a diffondere il nostro programma di governo”.

 

Rispetto al lavoro fatto fino ad oggi, continuerete a fare proposte in Parlamento, per quanto durerà questa legislatura, o reagirete a quelle degli altri partiti? 

“Per noi la legislatura è finita e la nostra presenza in Parlamento è per renderla il più breve possibile e per evitare che facciano altri danni ad una democrazia già malandata. Tutte le nostre forze saranno dedicate al programma e alla costruzione delle squadre di governo, delle competenze scientifiche che ci saranno alle spalle, esperti, professori, tutti coloro che vorranno aiutarci con indipendenza intellettuale. In Parlamento sono tate depositate centinaia di proposte, non ne hanno mai valutata una, e allora le nostre proposte le faremo in un’altra legislatura perché questa maggioranza non ha mai dimostrato di avere la ben che minima dignità di volerle ascoltare”.

 

Rispetto alla formazione delle liste, quali sono i criteri di candidatura alle prossime Parlamentarie, ci sono precondizioni da rispettare?

“Semplicemente ripeteremo il modello cha abbiamo sempre utilizzato e che è molto semplice e ha pochi requisiti: non aver fatto due mandati, non esser iscritti a nessun partito e avere la fedina penale pulita. Tutti quelli che si saranno iscritti e porteranno documenti che testimoniano questo potranno tranquillamente candidarsi”.

 

Per quanto riguarda il coinvolgimento della Rete, ci sarà un cambiamento rispetto a quanto fatto finora? Quanto peso avranno le indicazioni degli attivisti e degli iscritti, e come verrà gestita la mole di informazioni che verrà dalla Rete?

“Il cuore del modo di fare politica del Movimento 5 Stelle è in mano agli attivisti. Quello che io deciderò in quanto iscritto al Movimento insieme ad altri centinaia di migliaia di iscritti andrà a costituire il programma. Infatti qui viene eletto il portavoce non di una persona ma il portavoce di una idea che è il programma che verrà eletto. Quindi noi faremo sempre più votazioni online su contenuti che saranno vincolanti per tutti quelli che andranno a sedere nelle istituzioni pubbliche o che ricopriranno incarichi pubblici”.

 

Se ne parla da tempo, come verrà scelto il candidato premier del Movimento 5 Stelle? C’è già una indicazione di base, si parla di Di Maio, Di Battista, o di una senatrice…

“Il candidato premier sarà individuato nella stessa maniera in cui saranno individuati tutti i candidati del Movimento 5 Stelle per il Parlamento, quindi con la scelta lasciata in totale libertà agli iscritti, il metodo è lo stesso, gli iscritti decidono e accadrà quello che esce dalle votazioni degli iscritti”.

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