Fuga in campagna

Una tendenza ancora tutta da verificare vuole che non poca gente cittadina preferisca ormai una residenza in campagna.

Eludere il confinamento non è stato facile, eppure c’è chi vi è riuscito trasferendosi in campagna. In Spagna, la regione di Castilla La Mancha, la patria di Don Chisciotte, limitrofe con Madrid, in pochi giorni, all’inizio della pandemia, ha conosciuto un aumento dei contagi sproporzionato alla sua densità di popolazione, occupando il terzo posto per incidenza (818 ogni 100 mila abitanti) dietro Madrid (996). Cifre troppo vicine, se si pensa che nella regione di Madrid, con una densità di 833 abitanti per km quadrato (oltre 5 mila in alcuni punti della capitale) la “distanza sociale” sia più complicata che a Castilla La Mancha, con 26 abitanti per km quadrato.

Il sospetto che una certa fuga di persone fosse avvenuta c’era, e la conferma è arrivata con la verifica nel sistema elettronico delle ricette spedite nelle farmacie. Siccome la sanità è competenza regionale, la tessera sanitaria è diversa da una regione all’altra, il che rende possibile rintracciarne l’origine. Risultato: mentre nei mesi di marzo e aprile 2019 erano state spedite oltre 95 mila ricette a persone di altre regioni nella Mancha, nel 2020 sono state oltre 400 mila, delle quali oltre 350 mila solo di Madrid. Si capisce che lo “stato di allarme” decretato il 15 marzo abbia trovato tante persone lontane da casa, ma le 200 mila ricette spedite a gente di Madrid in Castilla La Mancha nel mese di aprile, quando era vietato muoversi tra regioni, dimostrano che un bel numero di persone era riuscita comunque a eludere i controlli della polizia e a raggiungere la propria “seconda abitazione”.

Il fenomeno della “fuga”, in parte per paura, in parte per scomodità (è più sopportabile il confinamento in una casa con giardino), ha suscitato l’interesse di quelli (pochi) che auspicano un “ritorno alla campagna”, particolarmente sentito nella “Spagna svuotata”. I gruppi difensori di questa posizione vedono come effetto della pandemia la possibilità di “un mondo diverso”, se il cambio di abitudini convincesse davvero tanti a scappare dalle grandi città. Qualcosa in questo senso si sta già muovendo. Il portale immobiliare Idealista.com, leader in Spagna nella compra-vendita di case e appartamenti, ha costatato che durante i mesi di confinamento la domanda di case fuori dalle capitali di provincia è cresciuta dal 38,8% al 41,4%. Sono solo 2,3 punti di differenza, ma in certe province arriva ai 14 punti.

Sono tanti i cambiamenti sperimentati in poco tempo, e sta pesando non poco il dover trascorrere le giornate intere in spazi disegnati quasi solo per dormire. La necessità di mantenersi distanti gli uni dagli altri, il poter tele-lavorare, la paura di future pandemie o nuove ondate di questa del Covid-19 e altri fattori forse annunciano un cambio di paradigma: dall’urbano al rurale. Almeno così la pensano quelli (ancora pochi) di Rural Citizen 2030  convinti che si debba «cogliere l’occasione offerta dalla situazione senza precedenti che stiamo vivendo per affrontare le sfide del mondo rurale». Impossibile non è, ci vuole tempo e volontà politica.

 

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