Firenze, a riveder le stelle con Dante

Dante illustrato: un omaggio per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Alla Galleria degli Uffizi. La Divina Commedia illustrata da Federico Zuccari
Dante - Galleria Uffizi

Dante sommo poeta. È iniziato l’Anno Dantesco e Firenze è partita alla grande. Gli Uffizi sul loro sito (wwww.uffizi.it) hanno già postato la mostra virtuale delle illustrazioni della Commedia.

Quali? Le più ampie prima dell’800 quando Gustave Dorè, Amos Nattini ed altri si impegnarono in una divulgazione la più completa possibile delle tre Cantiche. Qui si tratta di un evento eccezionale. 88 fogli di carta gialletta tracciati a matita rossa e nera, cm. 57 x 42, gelosamente custoditi – perché delicatissimi – nel Gabinetto dei disegni e delle stampe del museo. Dall’Inferno al Purgatorio e al Paradiso vengono disegnate le scene più rappresentative, che appartenevano ad un unico codice, inserite tra i versi del poema con i commenti dello stesso illustratore, cioè Federigo Zuccari.

Chi era costui? Forse chi entra in Santa Maria del Fiore a Firenze e osserva la cupola affrescata da un immenso Giudizio universale non sa che l’autore è proprio lui, Federico, grande decoratore, per esempio di Palazzo Farnese a Caprarola (dove si girano tutte le fiction storiche o meno che devono rappresentare il Vaticano, da La grande bellezza a I due papi, eccetera).

Formidabile disegnatore, dal tocco michelangiolesco, Federico, mentre si trovava in Spagna fra il 1586 e l’88 ha illustrato appunto la Commedia. Ed eccole qui le immagini, digitalizzate in alta definizione e organizzate in un percorso a tappe che permette di ammirarle per la prima volta nella loro interezza e in ogni dettaglio.

Certo, le immagini dell’’Inferno colpiscono subito per vari motivi. Le anime sono chiaramente nude, di una nudità che sta tra Raffaello e Michelangelo – i grandi modelli dei pittori “manieristi” del tempo -,  i portali sono superdecorati con grottesche fantasiose e mostruose, Dante e  Virgilio indossano abiti classicheggianti.

Ma l’aspetto forse più interessante è l’occhio dello Zuccari che nello stesso foglio presenta più scene, quasi accompagnandoci nel viaggio. Nel canto V, ad esempio, quello di Paolo e Francesca, accanto ai lussuriosi in volo tempestoso, pone al centro Minosse che si avvinghia la coda ai fianchi, secondo quanto scrive Dante ma con la memoria alla medesima scena dipinta da Michelangelo nel Giudizio della Cappella Sistina.

Immensa e fascinosa è la figura di Lucifero triforme, caricatura mostruosa della divina Trinità cristiana: un gigante possente nello spazio, mentre accanto le figurine accucciate di Dante e Virgilio tentano l’uscita “ a riveder le stelle” (che è il titolo della mostra).

Ma le sorprese non mancano affatto nel viaggio virtuale che diventa reale per la nostra fantasia, la memoria e la gioia di partecipare in qualche modo ad un autentico film in costume sui versi immensi di Dante. Da non perdere.

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