Eurovision, un festival per unire gli Europei

Questo Festival fu creato da Marcel Bezençon nel 1956, ispirandosi al Festival di Sanremo. Il tentativo era di riunire i popoli europei martoriati dalla guerra intorno ad un unico evento
Foto Ap

È il Festival della musica più seguito al mondo, con circa 200 milioni di telespettatori. Partecipano diversi stati europei e non solo. Il Contest è diviso in 3 serate (quest’anno il 10, il 12 e il 14 maggio), 2 semi-finali dove vengono scelti i 10+10 artisti/paesi migliori tramite una votazione del pubblico e di una giuria tecnica di ogni Stato partecipante.

Oltre a questi si aggiungono i cosiddetti “Big 5” tra cui l’Italia, la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania che cantano direttamente in Finale. E poi c’è il paese ospitante, che di solito è il vincitore dell’edizione precedente, che va direttamente in Finale, anche se non fa parte dei 5 Paesi elencati poco fa.
Il bello di questo Festival è che si possono sentire canzoni di diversi generi musicali in diverse lingue. L’Eurovision è un mondo che unisce le nazioni, dove regna la diversità, la tolleranza, l’amore per la musica. È un modo per conoscere la musica e gli artisti dei vari paesi partecipanti.

Questo Festival fu creato da Marcel Bezençon nel 1956, ispirandosi al Festival di Sanremo. Il tentativo era di riunire i popoli europei martoriati dalla guerra intorno ad un unico evento. Inizialmente i partecipanti erano solo 7 e il Contest era molto diverso rispetto a quello di oggigiorno, a partire dall’ “obbligo” di cantare nella propria lingua, al sistema della votazione e così via.

Ogni anno il numero di partecipanti continuava ad aumentare, soprattutto a partire dalla fine della Guerra Fredda e quindi dal crollo del muro di Berlino, che ha portato la nascita di nuovi Stati europei. Ad esempio, se prima partecipava la Jugoslavia come paese unico, ora al suo posto sono ben 6 i Paesi partecipanti dai Balcani.

Così anche dalla caduta dell’Unione Sovietica sono nati diversi stati che successivamente hanno deciso di partecipare a questo evento di portata mondiale come i paesi Baltici, i paesi del Caucaso, l’Ucraina, la Moldavia e, fino all’anno scorso, anche la Russia.
L’Eurovision, come altre diverse organizzazioni mondiali, partecipa al pacchetto delle sanzioni contro il governo russo proprio per far capire che la musica non tollera la guerra, in quanto rappresenta una forma di libertà di espressione. All’Eurovision si compete, con la voce dell’artista e la sua performance, non con le armi e mai “contro” gli altri Paesi: la votazione del pubblico esclude addirittura la possibilità di dare il proprio voto al proprio Paese.

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