Enciclica sulla fraternità: una luce oltre il tunnel

Un percorso molto interessante quello promosso dalla Fondazione Toniolo sull’enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”: una serie di appuntamenti trasmessi da Radio Incontro, la radio di Pisa, e che possono essere seguiti anche sul sito della Fondazione stessa
Fraternità

Fraternità. L’idea che ha messo in moto il percorso di riflessione sull’ultima enciclica di Bergoglio è quella di tenere viva l’attenzione su una proposta rivoluzionaria, quella della fraternità, appunto, che papa Francesco, anche con questo documento, ha rivolto al mondo intero. «Con l’enciclica – commenta Stefano Biondi, tra gli organizzatori delle serate – Francesco ci ha donato una mappa di uscita nella quale è segnato l’unico cammino possibile. Vale per ciascuno di noi personalmente e anche collettivamente ma soprattutto lo dobbiamo ai giovani ai quali siamo debitori di tutto e ai quali non dobbiamo togliere la speranza e i sogni di un mondo migliore, ma anche di una Chiesa migliore, bella e rinnovata dal Vangelo vissuto “sine glossa”».

Tre sono gli appuntamenti che hanno avuto luogo finora. Nella prima tappa il teologo Don Severino Dianich e il giornalista Michele Zanzucchi hanno introdotto alla lettura del documento di papa Francesco. Nel secondo appuntamento il vescovo di Pescia, Mons. Roberto Filippini, e il direttore della Caritas Diocesana Don Emanuele Morelli hanno introdotto alla lettura del secondo capitolo del documento. La terza serata ha visto un approfondimento dal titolo “La luce in fondo al tunnel”: intervista di Aurora Nicosia al prof. Ivo Lizzola, docente di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli studi di Bergamo. È intervenuto l’arcivescovo di Pisa, mons. Giovanni Paolo Benotto che, in conclusione ha evidenziato come ciascuno di noi è pienamente sé stesso non in una prospettiva di solitudine, ma di comunione, di relazione piena. Un dialogo a più voci che ha coinvolto anche alcuni dei presenti a condividere riflessioni ed interrogativi profondi sulla capacità, ad esempio, di lasciarsi alle spalle la paura per non tarpare alle future generazioni le ali della speranza; oppure su come fare a combattere quelle strutture di peccato che generano sia briganti che vittime, in riferimento alla parabola del buon samaritano riportata nell’enciclica; e ancora, su come continuare a coltivare i sogni nonostante la tentazione della stanchezza e della frustrazione?

Il dialogo è stato molto ricco ed articolato (e può essere rivisto per intero anche a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=Y0RQ84Ay3dY). Se volessimo provare a riepilogare i concetti emersi potremmo citare alcune “parole chiave”: cammino, generatività, impegno in prima persona, relazioni, spiritualità, amicizia sociale, responsabilità condivisa, coscienza, incontro, dimensione pedagogica, prossimità, gratuità, lavoro culturale, politica alta, fatica, interiorità, rapporti intergenerazionali, fragilità, reciprocità, profezia, sacrificio, credibilità, tessitura, partecipazione, progettualità.

Prossima tappa il 29 gennaio alle 18. A dialogare sul tema “Artigiani di pace” il prof. Pierluigi Consorti, docente di Diritto Canonico, e il vescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita.

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