Edith Stein e il Faust di W.J. Goethe: una lettura tra estetica, etica e pedagogia

Edith Stein scrive un saggio sul

Faust di Goethe probabilmente nel 1932 con intenti pedagogici. Secondo lei, infatti, educare significa da una parte formare all’uso della retta ragione e a quell’onestà intellettuale che permettono di giudicare mettendo fra parentesi precomprensioni e immagini del mondo precostituite, dall’altra aiutare a conseguire quella “formazione dogmatica” che consente di giudicare tutto alla luce del messaggio di salvezza. Quando si è raggiunto un tale livello di maturità intellettuale e conoscitiva, allora si può leggere e ci si può “appropriare” di qualsiasi opera – compreso il Faust di Goethe – anche in tempi “sospetti”, poiché si è divenuti capaci di lasciar parlare il testo e di accoglierlo per quello che è e che dice, e, al tempo stesso, di prendere le distanze da esso con profondo senso critico. 

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