Dio e il dolore innocente

Come spiegare il dolore innocente nella nostra vita? come “giustificarlo” all’interno di una visione cristiana dell’esistenza? È la domanda che da sempre l’uomo si pone. L’economista Leonardo Becchetti e lo scienziato Alessandro Giuliani si confrontano sul tema nel libro Cristiani ragionevoli (Città Nuova).

Leonardo Becchetti: […] La pietra d’inciampo dell’uomo nella ricerca del senso del suo esistere e di Dio è sempre il dolore “innocente”, ovvero il male non causato dall’uomo. Almeno per quanto ne sappiamo e riuscia­mo a capire entro la frontiera delle nostre conoscenze del mo­mento.

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Dobbiamo però distinguere tra il dolore “innocente”, inte­so come non provocato da colui che lo subisce, e male “inno­cente”, inteso come non provocato da nessun essere umano. Solo il secondo è vera pietra d’inciampo nella ricerca di Dio perché il primo è la conseguenza della grandissima e terribile libertà dell’uomo e del fatto che Dio la prende sul serio e non ci tratta come marionette guidate dall’alto con dei fili, anche se qualche volta mi sono domandato se (e credo che) interven­ga in momenti particolarmente delicati della storia per evitare catastrofi irreparabili per l’umanità (ha convinto Krusciov a tornare indietro da Cuba? e, se lo ha fatto, è stato un limi­te alla nostra libertà?).

Ad ogni modo, il problema del male innocente ritorna e diventa dibattito pubblico soprattutto in occasione di grandi calamità naturali.

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An­che qui possiamo affermare che con la sua intelligenza e le conquiste progressive della tecnologia l’uomo possiede oggi sempre più strumenti per difendersi dal male “innocente” (non provocato da altri esseri umani) anche se, purtroppo, solo proporzionalmente alla sua disponibilità economica. Un terremoto della stessa intensità in Giappone può non provoca­re nessun morto, diversamente dalle decine di migliaia in aree più povere prive di meccanismi di allarme e di infrastrutture in grado di resistere alla calamità. Ecco perché qualche tem­po fa è partita la campagna «Climate Justice» che sottolinea il forte legame che la possibilità di ridurre il male innocente crea oggi tra sostenibilità ambientale e giustizia sociale grazie allo sviluppo di nuove tecnologie. Siamo abituati a pensare che ci sia sempre un dilemma tra una maggiore crescita che riduca la povertà, anche a costo di accettare maggiore inquinamento, e un ambiente più pulito

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Fatte tutte queste puntualizzazioni e precisazioni, il pro­blema del male innocente (anche se in entità e proporzioni ridotte) rimane insormontabile.

Alessandro Giuliani: L’esperienza del male innocente è il punto “caldo” di ogni religione e il Cristianesimo, pur senza darne una risposta razionale (impossibile, del resto, fuori da un’ot­tica di vita oltre la morte), inserendo il Figlio di Dio al centro esatto del problema, facendogli insomma sperimentare di per­sona tale male innocente, è l’unica fede che a tale dolore offra un senso altissimo.

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Dicevo che il punto più alto di risposta al male nel Cristianesimo è proprio assumere una vista alternativa.

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Ma torniamo ai fondamenti: il Figlio di Dio che sceglie consapevolmente la via del dolore ci parla di un’umanità ferita ma che ha in sé la possibilità della riscossa, di dare un senso e quindi risolvere il problema del male innocente in una dimen­sione superiore a quella della ragione ma, attenzione, non per questo irrazionale.

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Il guaio dell’Illuminismo (che, a differenza di te, non con­sidero un balzo dell’intelligenza umana ma un ripiegamento) è stato proprio quello di assolutizzare un solo aspetto della ragione, quello “calcolante”. Insomma, detto in poche paro­le, i philosophes hanno fatto l’errore tipico degli scienziati da quattro soldi: quello di pensare che si potesse calcolare tut­to e che quanto usciva dal campo di ciò per cui si aveva una spiegazione fosse semplicemente falso.

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qui mi preme soprattutto sottolineare come la modernità sia stata duramente segnata da questi “matematici” (in senso lato, qui si intendono gli adoratori della ragione calcolante) e che la lunga catena di genocidi dalla Vandea fino alla Cambogia sia una diretta emanazione del pensiero illuminista che è arrivato a intronizzare a Notre Dame una statua della Dea Ragione, dando evidenza fattuale all’inizio di una nuova religione senza amore. Lo so che questo è un pensiero che il sentire odierno chiama “divisivo”, ma tutto sommato la persona di cui stiamo parlando, il Dio incarnato, ha esplicitamente detto che avreb­be portato una “spada” per dividerci, addirittura in seno alle nostre famiglie.

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L’enorme importan­za data alla ragione umana (non la sua idolatria) è uno dei cavalli di battaglia del Cristianesimo e probabilmente la sua differenza più importante rispetto ad altre tradizioni religiose, ed è proprio dalla ragione secondo me che bisogna partire per fornire un’opposta “interpretazione dei fatti”.

Leonardo Becchetti: C’è da dire che è proprio prendendo sul serio le esperienze personali nel loro impasto di ragione ed emozione che si può pensare a una risposta. Di fatto, l’esperienza del Dio incarnato del Cristianesimo non può che essere persona­le; solo chi non ha mai avuto una ragazza che ama e da cui è amato ci può chiedere di spiegare in termini generali perché vale la pena innamorarsi. A favore dell’esistenza di Dio mi vie­ne in mente lo stupore che ho provato di fronte all’immagine del mio cuore che batteva durante un ecocardiogramma. Mi rendevo conto che dentro di noi c’è un motore acceso che per tutti gli anni della nostra vita non smette mai di funzionare.

Quando per strada vediamo un’automobile lasciata con il motore acceso, la prima cosa che ci viene in mente è che qual­cuno l’ha costruita e che un guidatore poco attento alla soste­nibilità ambientale non ha spento il motore. […]

È il famoso argomento che gli apologeti del Settecento usavano per fornire prove a favore dell’esistenza di Dio (e faccio ben attenzione a non usare la pa­rola «provare» in senso matematico) quando sostenevano che a nessuno, trovando un orologio in una radura, viene in mente che l’orologio sia prodotto del caso e non sia stato invece co­struito da qualche mente intelligente.

 

Leonardo Becchetti, Alessandro Giuliani, CRISTIANI RAGIONEVOLI. Oltre i luoghi comuni della scienza e dell’esistenza (Città Nuova, 2018), pp. 136, € 14,00

 

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