Dare corpo e anima a “Maria dei focolarini”

La bellezza non si identifica con canoni estetici esteriori, forme, colori, suoni. È un movimento che parte dal profondo, un linguaggio che si trasmette al di là dei sensi. È un rapporto che unisce e porta verso e dentro dimensioni non immaginate prima. La “confessione” dello scultore Benedetto Pietrogrande lo rivela e ci dice come un carisma (dono del Dio “bellezza”) illumina l’arte e la rende espressione di ciò che le parole non sanno dire.

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