Dai cattolici cinesi 56 mila dollari per i terremotati

Arrivano segni concreti di aiuto anche dalla Chiesa cinese. Un simbolo tangibile della mondializzazione delle tragedie, ma anche della reciproca attenzione
Cina Ansa

È forse un piccolo aiuto simbolico, quello che la Chiesa cinese ha voluto dare ai terremotati del reatino e dell’ascolano. È andata così: venerdì sera tre sacerdoti cinesi mi hanno telefonato per chiedere aiuto per contattare il Consiglio vaticano del Cor Unum di Roma. Avevano in effetti raccolto circa 350 mila RMB (corrispondenti a 56.451 dollari statunitensi) per i terremotati del Centro Italia. Mons. Dal Toso, presidente del Consiglio vaticano per la solidarietà, lunedì mattina ha detto di aver ricevuto la comunicazione. Ringrazia la Chiesa cinese per una raccolta che è stata fatta su iniziativa dell’organismo Jinde Charities di Hebei, una grande città a 250 km da Pechino.

 

Il Jinde Charities ha potuto far da tramite con la Chiesa cinese per i fondi raccolti in diverse diocesi cinesi: Chengdu, Nanjing, Xiamen, Xianxian, Suzhou e Shantou. La prima è la diocesi dove nel 2008 si è registrato un terribile sisma che ha fatto circa 70 mila morti e 4 milioni di senzatetto. Un terremoto di 7.9 punti della scala Richter, mentre quello dell’Appennino s’è fermato a 6.0. Anche due altre fondazioni hanno dato il loro contributo. Paul Han, noto opinionista, scrive nel suo blog che la Cina vuole ora dimostrare la sua solidarietà ai terremotati in Centro Italia perché 8 anni fa è arrivato l’aiuto del mondo intero per il grave terremoto subito. Sanno cos'è una sofferenza di questo tipo.

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