Coronavirus: consigli pratici per viaggiare sicuri

L’emergenza Covid-19 non è finita, ma sono ripresi i viaggi per lavoro e svago in Europa. Ecco alcuni consigli pratici per viaggiare in sicurezza

Tanta è la voglia di viaggiare in Italia e all’estero in questa estate 2020, dopo una lunga fase di confinamento dovuta alla pandemia di Covid-19. Ma, come dichiarato da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, «è importante essere vigilanti, abbiamo tutti un ruolo da giocare nella riduzione della diffusione del virus».

Il primo passo da fare, per chi intende viaggiare all’estero, è consultare Re-open EU, una piattaforma web attivata il 15 giugno dalla Commissione europea contenente informazioni essenziali che consentono di rilanciare in sicurezza la libera circolazione e il turismo nell’Unione europea (UE). Concepita per aiutare le persone a pianificare in tutta tranquillità viaggi e vacanze durante e dopo l’estate, la piattaforma Re-open EU fornisce informazioni in tempo reale su frontiere, mezzi di trasporto disponibili, restrizioni di viaggio, misure di sanità pubblica e di sicurezza, come ad esempio il distanziamento fisico o l’uso delle mascherine, nonché altre informazioni pratiche per i viaggiatori.

Re-open EU funge da punto di riferimento fondamentale per chiunque viaggi nell’UE, poiché concentra in un unico punto di accesso le informazioni aggiornate fornite dalla Commissione europea e dagli Stati membri. È possibile consultare le informazioni riguardanti ciascuno Stato membro dell’UE mediante una mappa interattiva che illustra gli aggiornamenti sulle misure nazionali applicabili e offre consigli pratici ai visitatori del paese interessato. La piattaforma, disponibile nelle 24 lingue ufficiali dell’UE, è facilmente accessibile su desktop e dispositivi mobili seguendo il link Re-open EU e inserendolo tra i favoriti

I consigli di viaggio sono di competenza nazionale e occorre verificare se le proprie autorità nazionali, ad esempio il Ministero degli Affari esteri, hanno emesso un’avvertenza di viaggio ufficiale riguardante la destinazione prevista. I consigli di viaggio vengono aggiornati costantemente in funzione dell’evolversi della situazione. I cittadini italiani possono informarsi sul sito web viaggiaresicuri.it del Ministero degli Affari esteri e registrare il proprio spostamento sulla piattaforma dovesiamonelmondo.it, utilissima per essere contattati in caso di necessità.

Ecco alcuni suggerimenti per viaggiare sicuri, in Europa, ai tempi del coronavirus. Per viaggi in aereo e treno, se possibile, comprare i biglietti e fare il check-in online per evitare assembramenti; rispettare il distanziamento sociale durante le fasi di deposito e ritiro dei bagagli, controlli di sicurezza e imbarco; è possibile che ci siano meno passeggeri a bordo degli aeromobili e che venga chiesto di sedersi a distanza dai passeggeri che non fanno parte della propria famiglia; in caso di difficoltà nel mantenere le distanze di sicurezza, potrebbe esserti chiesto di indossare una mascherina; potrebbe essere impossibile acquistare prodotti come cibo e bevande a bordo. Per viaggi in bus, le compagnie di trasporto potrebbero installare barriere protettive, per esempio tra i passeggeri e l’autista; potrebbe essere chiesto di salire a bordo usando la porta posteriore; i conducenti dovrebbero aprire automaticamente le porte ad ogni fermata per evitare che i passeggeri tocchino pulsanti o maniglie. Inoltre, stazioni, porti e aeroporti dovrebbero garantire pulizie e disinfezioni regolari e fornire prodotti igienizzanti a bordo dei mezzi. Ancora, dovrebbe essere garantita una ventilazione adeguata su tutti i mezzi di trasporto. Infine, i passeggeri possono scegliere tra rimborso o tragitto alternativo per i viaggi cancellati; se la compagnia di trasporto offre un voucher, si dovrebbe avere comunque diritto a richiedere un rimborso.

La normativa europea stabilisce che, se un biglietto (aereo, ferroviario, per autobus/pullman e traghetto) o un pacchetto turistico viene cancellato, i viaggiatori hanno il diritto di scegliere tra dei voucher o il rimborso in denaro. Confermando questo diritto, la Commissione europea mira al tempo stesso a garantire che i buoni diventino un’alternativa valida e più attraente rispetto al rimborso per i viaggi annullati nel contesto dell’attuale pandemia, che ha comportato un grave onere finanziario anche per gli operatori turistici.

La Commissione europea ha definito un quadro comune che stabilisce i criteri per il ripristino sicuro e graduale delle attività turistiche e lo sviluppo di protocolli sanitari per alberghi e altre forme di alloggi, per tutelare la salute sia degli ospiti che dei lavoratori. Tali criteri, che ciascuno Stato membro deve poi implementare, comprendono prove epidemiologiche, un sistema sanitario con capacità sufficiente per rispondere alle necessità della popolazione locale e dei turisti, un sistema solido di sorveglianza e monitoraggio, capacità di effettuare analisi e tracciamento dei contatti.

Gli ospiti di alberghi e altri tipi di alloggi devono rispettare le distanze di sicurezza quando si trovano in aree comuni. Inoltre, bisogna rispettare le misure di prevenzione e controllo dell’infezione, per esempio tossire o starnutire usando un fazzoletto o coprendo bocca e naso con il gomito, lavarsi le mani e usare la mascherina. Le strutture turistiche dovrebbero fornire agli ospiti informazioni e linee guida chiare prima dell’arrivo e stabilire un piano d’azione nel caso di contagio all’interno della struttura dove si soggiorna. Inoltre devono garantire pulizie regolari, disinfettare le superfici che vengono toccate di frequente e assicurare un buon sistema di ventilazione. Infine è importante assicurare che lo staff delle strutture turistiche abbia conoscenze di base sulla prevenzione del contagio e sul controllo dell’infezione.

Infine, gli Stati membri dell’UE, sostenuti dalla Commissione europea, hanno concordato un protocollo per garantire l’interoperabilità transfrontaliera delle app volontarie di tracciamento dei contatti, in modo che i cittadini possano essere avvertiti di una potenziale infezione da coronavirus quando viaggiano nell’UE attraverso la propria app di tracciamento.

 

 

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