Consultazioni poetiche al telefono

Il teatro arriva in casa in una veste originale e inaspettata: una chiamata e dall’altra parte del telefono c’è un attore pronto ad ascoltare chiunque lo desideri e a recitare una poesia scelta in base allo stato d’animo di chi è dall’altra parte della cornetta

Alzare la cornetta del telefono e trovare dall’altra parte un attore, pronto ad ascoltare e a dedicare a chiunque lo desideri una poesia. È la cultura che non si ferma e si reinventa, che non vuole spezzare quel filo che lega attori, poesia, teatro e pubblico. Ed è anche la poesia come cura dell’anima, che può regalare un sorriso e far compagnia a chi, nuovamente, si trova chiuso in casa e si sente orfano del palcoscenico. Dal 2 novembre scorso è di nuovo attivo il progetto “Consultazioni poetiche al telefono”, un’iniziativa della Fondazione Teatro della Toscana, in partenariato con il Théâtre de la Ville di Parigi, che durante il lockdown dello scorso marzo ha riscosso un grande successo tra il pubblico.

Sei attori italiani: Giulia Bianchi Weber, Carolina Pezzini, Francesco Gori, Maddalena Amorini, Claudia Marino e Mattia Braghero, che fanno parte della Grande Troupe de l’Imaginaire diretta da Emmanuel Demarcy-Mota, si sono messi a disposizione per offrire ogni giorno un consulto gratuito sotto forma di poesia. Ne parliamo con Francesco Gori, attore atipico, che per la metà del suo tempo lavora nei musei di Firenze, occupandosi di mediazione culturale, rimettendo in scena eventi storici, e nell’altra metà del tempo si occupa di formazione attraverso gli strumenti del teatro. «Il progetto parte nel 2019, quando io e la mia collega Carolina Pezzini, siamo stati contattati dal Teatro della Pergola di Firenze, per realizzare le Consultazioni poetiche in presenza, dove un attore in camice bianco incontra lo spettatore, si consultano e alla fine l’attore stacca la sua “ricetta per l’anima”, una poesia da leggere e poi regalare al “paziente”». L’iniziativa doveva partire lo scorso marzo, durante la prima edizione di “Testo”, il Festival letterario di Firenze, poi è arrivato il lockdown, così le Consultazioni poetiche sono diventate telefoniche. Nel giro di pochi mesi le poesie sono arrivate in ogni parte del mondo coinvolgendo attori di tutta Europa e circa 10 mila Consultazioni sono state effettuate in 18 diverse lingue.

Per partecipare è necessario prenotarsi al link https://bookeo.com/consultationspoetiques, dove, specificando fascia d’età, telefono, mail, Paese e città, sarà possibile scegliere data, orario e lingua della conversazione. Le Consultazioni saranno eseguite gratuitamente dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 19, fino al 19 dicembre.

Attore e pubblico si raccontano e condividono uno stato d’animo: «Si tratta di un grande impegno – racconta Francesco –, con cura ascoltiamo chi è dall’altra parte della cornetta, cercando di entrare in empatia con la persona, leggere chi abbiamo davanti a noi, la maggior parte sono donne di tutte l’età, raramente ci sono uomini, si sa hanno più paura delle emozioni».

C’è chi ha perso un lavoro, chi è lontano dai propri cari, chi ha solo bisogno di essere ascoltato o di fare una chiacchierata, c’è chi ha perso un familiare e sta vivendo un lutto. Alla fine delle telefonata, l’attore sceglie una poesia, il brano di un libro, il testo di una canzone, come cura per l’anima e alcune volte gli attori possono dare una prescrizione poetica, un atto concreto che una persona può fare per prendersi cura di se stessa o degli altri: «Una poesia da imparare a memoria, un testo da leggere a un genitore che non c’è più o ad un figlio. Durante le chiamate, implicitamente ogni persona mi chiede qualcosa, io cerco solo di capire cosa può servire in quel momento».

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