Come si classifica per la qualità della vita?

La ricerca del quotidiano di Confindustria conferma il primato della città di Bolzano e gli ultimi posti per le provincie del Sud. Un’istanza riconoscere tra i parametri di valutazione, le relazioni, i rapporti, la fraternità e il dialogo
bolzano

La ricerca annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle province italiane vede quest’anno primeggiare Bolzano,con Milanoche sale al secondo posto (era all’ottavo l’anno scorso), seguita dalla “cugina”Trento, Firenze,Sondrioe, udite, udite Olbia-Tempio. La valutazione è il risultato disei aree principali: tenore di vita, servizi e ambiente, affari e lavoro, ordine pubblico, sviluppo demografico e tempo libero. Completano latop tenCuneo, Aosta, Sienae Ravenna, che dal primo posto dello scorso anno scende al decimo posto.

Agli ultimi posti si classificano solo province del Mezzogiorno, certificando ancora una volta il grande distacco esistente tra nord e sud del Paese.

Il fanalino di coda è Reggio Calabria (110° posto) preceduta daVibo Valentia, Caserta,Tarantoe Palermo. Roma è scesa alsedicesimo posto, perdendo quattro posizioni, e conferma il periodo di difficoltà – ben note – della Capitale.

La ricerca attribuisce un primato anche per ciascuno dei sei capitoli dell’indagine: che desterà qualche “sorpresa” InTenore di vita abbiamo prima Milano, inAffari e lavoroc’èPrato, perServizi Ambiente e Salutela più efficiente risultaMonza e Brianza, nel capitolo Demografia svetta Olbia Tempio, inOrdine pubblicola più “tranquilla” risulta Nuoroe nelTempo libero, e qui tutto più che normale, Rimini. In classifica generale Milano ha guadagnato posizioni soprattutto grazie agli indicatori del benessere (pensioni e Pil), dei servizi e delle opportunità di svago, mentremeno beneva sul fronte della sicurezza (cosa che coinvolgetutti i grandicentri o ad alta attrazione economica o turistica).

Secondo il quotidiano “giallo”le province che hanno guadagnato più posizioni rispetto al 2014 sono Como,Ascoli Piceno, Cagliari mentre quelle che hanno vistopeggiorare maggiormente la qualità di vitaper i propri cittadini risultanoPerugia, Pordenone e Treviso (26).

Ma rimane in punta di lingua una domanda: questi parametri di valutazione sono veramente indicativi della qualità della vita?

Anche in questo caso vale l’ammonimento di papa Francesco che dice che spesso rischiamo di leggere la storia alla rovescia, per esempio, quando essa ci sembra determinata dall’economia di mercato, regolata dalla finanza e dagli affari. E invitava a farsi “scombinare le carte”. Ora probabilmente non occorre uno sforzo di lettura così vasto per una classifica che fotografa, forse quasi obiettivamente dei fenomeni “quotidiani” di vita. Ma non sarebbe male valuterà anche le relazioni, i rapporti, la fraternità e il dialogo tra i parametri della Qualità della Vita.

Chissà se il giornale di Confindustria, ci prenderà sul serio……

 

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