Clima, le promesse di 67 Paesi

Pochi fatti, molte parole, ma qualche passo in più. Questa la sintesi del vertice Onu per l’azione climatica che ha visto 30 leader mondiali riunirsi nel palazzo di vetro di New York dopo la celebre COP21 di Parigi del 2015

L’incontro – 23-24 settembre – è stato indetto dal segretario Generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, per analizzare gli forzi messi in campo dai vari Paesi e tentare di riallineare gli impegni con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

La scelta di non aspettare la prossima Conferenza delle Parti (la COP25 in Cile il prossimo dicembre) è dovuta al precipitare degli eventi catastrofici degli ultimi mesi.

Intanto dal summit di New York le Nazioni Unite affermano che «67 paesi, 102 città e 93 imprese si sono impegnate a raggiungere zero emissioni entro il 2050».

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Non possiamo esultare per un traguardo ad altissimo livello ma il mondo si sta svegliando. «Settanta paesi hanno annunciato che aumenteranno i loro contributi nazionali determinati entro il 2020 – afferma il segretario generale Onu concludendo il vertice sul Clima –. Oltre 100 leader del settore privato si sono impegnati ad accelerare il loro passaggio alla green economy. Oggi in questa sala – ha precisato – il mondo ha visto chiare ambizioni e iniziative concrete. Il mondo si sta svegliando. La pressione sta aumentando, e azione per azione, la corrente sta cambiando».

Tra gli altri impegni, Guterres ha citato l’International Development Finance Club, che ha annunciato la mobilitazione di mille miliardi di dollari in finanziamenti per l’energia pulita entro il 2025 in 20 Paesi meno sviluppati.

Un impegno concreto arriva anche dal mondo finanziario: 130 banche, un terzo del settore bancario globale, hanno aderito all’allineamento delle proprie attività agli obiettivi dell’accordo di Parigi sullo sviluppo sostenibile.

Papa Francesco ha fatto giungere ai partecipanti un videomessaggio in cui parla di sfide, soluzioni, impegno troppo “fluido” da parte degli Stati e incoraggia a sfruttare le opportunità che ancora ci sono per salvare il pianeta sofferente. Onestà, coraggio, responsabilità: sono tre le parole chiave secondo il papa per affrontare i cambiamenti climatici prima che sia troppo tardi. «Anche se la situazione non è buona e il pianeta ne soffre – ha ribadito Francesco –, la finestra per un’opportunità è ancora aperta. Ancora. Ancora siamo in tempo. Non lasciamo che si chiuda. Con onestà, responsabilità e coraggio dobbiamo mettere la nostra intelligenza al servizio di un altro tipo di progresso, più sano, più umano, più sociale e più integrale (Laudato si’, 112), che sia capace di mettere l’economia al servizio della persona umana, di costruire la pace e di proteggere l’ambiente».

Il segretario Generale Onu aveva chiesto un miglioramento degli attuali Ndc (Contributi determinati a livello nazionale) che contenesse, oltre agli obiettivi climatici, anche un impegno a non costruire nuove centrali a carbone e un abbandono graduale dei sussidi ai combustibili fossili. A rispondere all’appello però sono state solo 77 nazioni, la maggior parte piccoli Paesi in via di sviluppo che rappresentano appena il 6,8% delle emissioni globali, con un piano per le zero emissioni al 2050. Altre 70 nazioni hanno promesso invece che aumenteranno i loro contributi nazionali determinati entro il prossimo anno. Gli Stati più inquinanti – Stati Uniti, Cina e India – non hanno comunicato nessun piano.

A sorpresa il presidente americano Donald Trump si è presentato al vertice. Non avrebbe dovuto partecipare all’incontro pur essendo al Palazzo di Vetro per un incontro sulla libertà religiosa a livello globale. Ma per Guterres il bicchiere è mezzo pieno: «Inizio a vedere che anche i governi hanno capito di dover agire. Abbiamo ancora emissioni in crescita, non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo. I cambiamenti climatici stanno correndo più velocemente di quanto facciamo noi. Ma per la prima volta vedo sempre più paesi accettare l’idea di dover essere carbon neutral nel 2050».

United Nations 2019 Climate Action Summit

Anche l’attivista svedese di 16 anni, Greta Thunberg, ha partecipato all’evento. «L’ecosistema sta collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa, e tutto ciò di cui voi parlate sono soldi, favole e crescita economica – ha affermato –. Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia. Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai. Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».

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