Chiesa in dialogo, un confronto

Nel corso di LoppianoLab, incontro alla “Vinea mea” per un momento di approfondimento sulla vita e la formazione dei presbiteri promosso dalla rivista di vita ecclesiale Gen's
Loppiano

Il pomeriggio di venerdì 3 ottobre ci siamo trovati alla “Vinea mea” per un momento di approfondimento sulla vita e la formazione dei presbiteri: un avvenimento promosso dalla rivista di vita ecclesiale Gen's. Nella rinnovata struttura sono convenute sacerdoti, consacrati e laici interessate all’argomento a cui verrà dedicata l’Assemblea straordinaria dei Vescovi italiani che si svolgerà nel novembre prossimo ad Assisi.

Relatore principale è stato mons. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo de L’Aquila, il quale ha presentato un intervento di ampio respiro sulla necessità di non dare per scontati alcuni elementi che, solo se tenuti presenti, danno solidità alla formazione ricevuta. Per esercitare infatti in modo positivo la responsabilità di una comunità, e cioè l’esercizio della paternità in comunione con il presbiterio e il Vescovo, è decisivo che la persona abbia sviluppato in modo adeguato altre dimensioni, come la figliolanza, la fraternità e la sponsalità. Solo insieme si ha una formazione integrale, dal punto di vista umano, cristiano e presbiterale, perché “il mondo cambia se siamo noi a cambiare”.

Una prima reazione all’apprezzato intervento, che avremmo il desiderio di pubblicare sulla rivista “gen’s” promotrice dell’evento, è stata quella di Daniela Ropelato, docente all’Istituto Universitario Sophia. Ha collegato quanto ascoltato alla prospettiva di Loppianolab che ha scelto di approfondire i temi della politica, della cittadinanza e della formazione. Ha evidenziato una certa similitudine tra politici e sacerdoti: entrambi devono saper creare la comunità. Infatti, se manca questo sentirsi in rete tra le persone, l’essere e agire come parte di un popolo, risultano insufficienti anche i migliori procedimenti. La situazione odierna quindi ci sollecita a vivere il “noi” che si esprime nella Chiesa, ma anche nella vita pubblica.

Nella sala c’erano diversi preti ma anche molti laici, in un clima bello e positivo, che è cresciuto nella pausa, durante la quale oltre a prendere un caffè e confrontarsi su quanto ascoltato, alcuni hanno chiesto di visitare gli ambienti rinnovati.

Si è ripreso con un momento di dialogo. Sono intervenuti don Markus della Svizzera, da un anno studente a Sophia. Egli ha evidenziato l’urgenza di luoghi in cui sperimentare il “noi” della Chiesa imparando a farlo vedere. Sandro che ha sottolineato l’urgenza di prendere sul serio la crisi relazionale nella società. Gianni che ha sottolineato la necessità di incontrare preti che fanno sentire la presenza di Gesù. Giovanni che ha suggerito come tra preti e laici dovrebbe crescere stima e collaborazione. Franco che ha detto come l’azione pastorale ha la famiglia come oggetto, ma anche soggetto. Luigi che ha ricordato come nella Pastores dabo vobis si dica che i preti sono uomini della relazione, capaci di costruire ponti tra le persone.

Un dialogo interessante che ha offerto ulteriori elementi. Mons. Petrocchi ha precisato l’urgenza per il clero di luoghi in cui con un vero tirocinio apprendere la vita di comunione che impedisce di cadere nell’intellettualismo. Un ambiente in cui per una formazione integrale si vive la Chiesa-comunione, e questo fa sì che la dimensione missionaria ne sia la logica conseguenza perché il “bene si diffonde da sé”.

Come logica conseguenza di tutto ciò, don Carlo Seno ha indicato la Vinea mea come casa e scuola della comunione.

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