Celebrare Chiara Lubich per incontrarla personalmente

Il 7 dicembre 2019 si aprirà il centenario dedicato alla fondatrice dei Focolari, con una mostra internazionale che da Trento sarà replicata in tutto il mondo. «Ricordare Chiara Lubich – ha affermato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio – significa dire che è stata un personaggio storico. Aveva un cuore pieno di santità, ma non era un santino. Non è stata una cristiana di sagrestia, ma ha amato e guardato il mondo»

«Abbiamo un motto per questo centenario: “celebrare per incontrare”, che penso dica bene lo spirito con cui andiamo a vivere quest’anno in memoria di Chiara Lubich. Noi non vogliamo ricordare Chiara. Non vogliamo celebrare Chiara. Noi vogliamo incontrare Chiara e lo vogliamo fare perché siamo sicuri che è viva. È viva nello spirito che ci ha donato, nell’Opera che ha fondato e nella quantità innumerevole dei suoi seguaci sparsi in tutto il mondo. Tutti avranno la possibilità, attraverso questo anno, di incontrarla personalmente». Maria Voce, presidente dei Focolari, ha presentato con queste parole ai giornalisti della stampa estera l’anno dedicato alla fondatrice del Movimento, Chiara Lubich, per la quale si è da pochi giorni concluso il processo diocesano di beatificazione. Nata il 22 gennaio del 1920 e scomparsa il 14 marzo del 2008, è ritenuta una delle figure femminili più influenti del Novecento in ambito spirituale, culturale, sociale e nel dialogo tra religioni e culture differenti.

Nel corso della conferenza stampa moderata dalla giornalista Paola Severini Melograni, Voce ha illustrato le principali tappe del centenario, che comprenderà numerosi eventi in programma in tutto il mondo nel corso del 2020 e comincerà il 7 dicembre. Una data che non è stata scelta a caso. Il 7 dicembre del 1943, infatti, Chiara Lubich si consacrò a Dio e quel giorno viene considerato l’inizio del Movimento dei Focolari. In questa data sarà inaugurata la mostra internazionale “Chiara Lubich, città mondo”, curata da Anna Maria Rossi e Giuliano Ruzzier, allestita presso la Galleria Bianca di Piedicastello a Trento  e promossa dalla Fondazione museo storico del Trentino, diretta da Giuseppe Ferrandi, e dal Centro Chiara Lubich. La mostra troverà spazio anche nelle sale di Palazzo Scopoli, a Tonadico, nel comune di Primiero San Martino di Castrozza, dove nell’estate del ’49 Lubich ebbe delle illuminazioni sul carisma dell’unità e sul futuro del Movimento.

La Mariapoli a Primiero fra il 1949 il 1959 con Chiara Lubich e i focolarini
La Mariapoli a Primiero fra il 1949 il 1959 con Chiara Lubich e i focolarini

Successivamente, la mostra sarà replicata in diverse capitali del mondo: da San Paolo del Brasile a Nairobi, da Città del Messico a Gerusalemme, a Sidney, Algeri, Mumbai… Tanti altri gli appuntamenti in programma, che sarà possibile scoprire sui siti www.focolare.org e www.centrochiaralubich.org.

«Queste celebrazioni riguardano Chiara, la sua figura, la sua persona. Questa prima mostra personale – ha affermato Maria Voce – è importante perché ce la presenterà dalla nascita fino ai giorni ultimi della sua vita, che però non sono gli ultimi perché la sua vita continua e continuerà speriamo per sempre. A tutti noi Chiara ha lasciato un messaggio di fraternità, di unità, di comunione e lei lo ha vissuto in prima persona», entrando in contatto e stringendo rapporti con tutte le persone che ha incontrato nei tanti viaggi che ha fatto nel mondo, «senza lasciarsi fermare da nessuna differenza di cultura, religione, sesso o etnia, perché fin dalla prima scintilla ispiratrice del suo Movimento è stata convinta che Dio è padre di tutti e che tutti sono fratelli. Ha dedicato la vita e continua a dedicarla attraverso i suoi figli affinché nel mondo tutti si riscoprano fratelli e finalmente si possa costruire quella famiglia dei figli di Dio fatta di fraternità universale».

Il messaggio di Chiara Lubich è oggi particolarmente importante per tutti i particolarismi, le divisioni, i muri che si ergono, le frontiere che si cerca di costruire e che invece, ha sottolineato Voce, «noi cerchiamo di abbattere e siamo convinti che si possano abbattere. Che l’anno del centenario serva per questo».

Giovanni Paolo II e Chiara Lubich
Giovanni Paolo II e Chiara Lubich

«Il tempo è un po’ birichino e un po’ bastardo, perché o riduce le grandi figure ai santini o le impolvera o le fa dimenticare. Ricordare Chiara Lubich – ha affermato Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ma anche amico della fondatrice dei Focolari –, significa dire che è stata un personaggio storico. Aveva un cuore pieno di santità, ma non era un santino. Era una donna vera, vulcanica, una trentina che si è aperta al mondo. In una storia del cristianesimo del Novecento fatta in gran parte di uomini, in cui alle donne era lasciato qualche angolo di mistica o qualche esperienza di carità, Chiara è stata una donna che ha fatto la storia a tutto tondo: mistica, carità, ma anche politica, cambiamento della vita, passione. Io così l’ho conosciuta».

Riccardi ha ricordato anche la sua «grande capacità di rapporto personale, di amicizia». «L’unità – ha aggiunto – è la cifra con cui capire la sua esistenza». Coetanea di papa Giovanni Paolo II, Chiara Lubich aveva «maturato il suo carisma, se così posso dire, nel cuore della II guerra mondiale, in un mondo profondamente diviso e lacerato dal dolore della guerra. Chiara – ha aggiunto Riccardi – non è stata una figura interna alla chiesa». Vi era, sì, radicata. Agiva, certamente, in unità con la Chiesa, ma era protesa verso gli altri. «Non è stata una cristiana di sagrestia, ma ha amato e guardato il mondo».

Al Movimento dei Focolari, Riccardi ha rivolto un suggerimento: una precauzione da tener presente «quando usiamo la parola celebrazione  e giustamente Maria Voce parla di “incontro”». Il rischio delle celebrazioni, ha spiegato utilizzando un vecchio adagio, «è che “fatta la festa, gabbato lu santo”. Dobbiamo avere il coraggio di riscrivere la storia di Chiara Lubich nel suo tempo», così capiremo, ad esempio, «come l’avventura di mandare i focolarini nell’Est europeo sia stato un contributo alla caduta del muro» di Berlino.

«Sono sicuro che quest’anno farà crescere la figura di Chiara e non la rimpicciolirà, in un nuovo incontro col nostro tempo. Questo centenario è un servizio all’umanità e al pensiero un po’ inaridito del nostro tempo». Papa Giovanni Paolo II scriveva che il mondo soffre soprattutto per mancanza di visione, «io- ha concluso Riccardi – credo che il mondo può rifiorire per una visione, che è quella di Chiara Lubich».

E proprio sulla fondatrice dei Focolari è in uscita una biografia curata dallo storico del Cnr Maurizio Gentilini, dal titolo “Chiara Lubich, la via dell’unità tra storia e profezia”. L’autore, estraneo al Movimento dei Focolari, ha spiegato che per il testo ha applicato «l’approccio storico-critico alla figura di Chiara e alla sua vicenda biografica. Ho fatto tesoro di una massima di uno che della lettura sapienziale della storia se ne intendeva parecchio, cioè Giorgio La Pira. Lui diceva che per leggere la storia nel senso anche evangelico ci vuole un occhio carnale, legato al metodo scientifico, che analizzi e confronti le fonti e poi tragga le sue sintesi, e poi ci vuole un occhio teologale, capace di leggere l’intervento della Provvidenza, ovvero il dito di Dio operante nella storia». Gentilini ci ha provato, mettendo in luce le intuizioni carismatiche di Chiara Lubich in un testo che sarà presentato in anteprima il 30 novembre alle 16.30 a Roma, presso l’auditorium del centro congressi Europa dell’Università cattolica del Sacro cuore, in largo Vito 1.

 

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