Caro papà

Famiglie
Sono papà di un bimbo di sette anni. A parte il week-end, nei giorni lavorativi non ho tempo a disposizione per lui. Dopo dodici ore di assenza quotidiana, che spazi restano al papà per fare il genitore? come essere quella figura paterna che l’aiuta a crescere?. Sandro – Torino Col grande sviluppo industriale e tecnologico della società, dal dopoguerra in poi, il padre si è trovato a investire un numero sempre maggiore di energie per assicurare e migliorare lo status sociale della famiglia. Oggi gli studiosi evidenziano l’immobilismo della nostra società, dove troppi giovani hanno difficoltà a lasciare il nido materno, e sottolineano l’importanza della funzione che il padre svolge, non solo come produttore di reddito, ma anche di valori. Il suo ruolo nella vita di un figlio è insostituibile. Con l’affetto, l’attenzione e l’approvazione, il bambino cresce sicuro e sereno, aperto al futuro, al rapporto con gli altri e alla società. Impara a trasformare le sofferenze della vita in esperienze costruttive. Oggi anche molte madri hanno un tempo famiglia limitato, assorbito quasi completamente dall’azienda e fanno i salti mortali per crescere i figli in maniera sana ed equilibrata. Certamente anche portando avanti impegni e sacrifici del lavoro, i genitori svolgono un compito formativo, dando una bella testimonianza di responsabilità sociale. Occorre però poi approfittare di ogni occasione per stare insieme col figlio, a spese del telegiornale o del riposo. Anche pochi momenti di gioco o di dialogo, calandosi nel suo mondo immaginario o quotidiano, alimentano un rapporto profondo che ci fa essere sempre presenti nel loro cuore. I genitori educano con l’apporto di entrambi soprattutto attraverso la condivisione e il dialogo tra loro. Ed è ciò a cui puntare per investire le poche energie e tempo a disposizione. Per l’amore scambievole che circola, il bimbo impara che si è felici, rinunciando ai propri egoismi, accogliendo i bisogni dell’altro. Sente che il papà è tutto della mamma e viceversa e ciò crea l’equilibrio familiare. Se infatti per colmare un bisogno personale, si è troppo rivolti e possessivi verso di lui, gli impediamo di spiccare il volo. L’ansia interiore farò abbastanza? è poi un’occasione positiva di imparare ad affidarsi insieme al Padre universale e crescere nel rapporto con Lui. Ciò forma e rafforza l’identità personale di ciascuno ricercando dei valori e un progetto di vita. Infatti, l’uomo è come un liquido – dice lo psicologo Risé – la sua vita necessita di un intorno che gli dia forma. Chi la può dare? Se non sappiamo da dove veniamo è molto difficile capire dove dobbiamo andare. spaziofamiglia@cittanuova.it

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