Camerun, elezioni senza entusiasmo

Voto legislativo e comunale in una relativa calma; ma la partecipazione al doppio scrutinio è stata piuttosto bassa
AP Photo/Sunday Alamba, File

I camerunensi hanno votato senza molto entusiasmo, questa è la realtà. Il principale partito di opposizione (Mrc) guidato da Maurice Kamto, molto atteso, aveva deciso di boicottare il voto. Gli altri schieramenti dell’opposizione, già indeboliti da dissensi interni, hanno esitato a lungo se ritirarsi o meno.

Il Cpdm (il partito al potere da 33 anni!) è così quasi assicurato di vincere di nuovo, rinnovando l’attuale schiacciante maggioranza parlamentare (148 seggi su 180).

Maurice Kamto, che ha trascorso quasi nove mesi in prigione per aver partecipato a marce di protesta contro la legittimità della sua sconfitta presidenziale del 2018, ha così invitato i camerunesi a boicottare il voto di domenica. Secondo la sua opinione, lo svolgimento di queste elezioni è stato un errore, poiché nelle regioni nordovest e sudovest – gli scontri tra terroristi ed esercito hanno ucciso più di 3 mila persone in due anni e più di 700 mila persone sono sfollate –, in maggioranza anglofone, il voto è stato falsato. In effetti in queste due regioni, afflitte da attacchi di gruppi separatisti, i seggi elettorali sono rimasti quasi vuoti e le strade deserte.

A Buea, la capitale della regione sudoccidentale, la polizia e i soldati, dispiegati in gran numero in città, sono stati quasi i soli a votare in determinati uffici, come spiega un osservatore della società civile. Sono stati segnalati numerosi incidenti nelle aree anglofone: sparatorie a Buea, Kumba, Muyuka e nei quartieri di Bamenda, nella regione nord-occidentale. E un seggio elettorale è stato dato alle fiamme a circa 30 km di distanza, nella località di Bafut.

«Come può lo Stato garantire che le elezioni siano sicure nelle regioni nordovest e sudovest, quando certe città non sono più accessibili nemmeno via strada?», sostiene un osservatore indipendente di una di queste regioni, mercoledì durante un incontro con la commissione elettorale a Yaoundé. C’è stata anche preoccupazione per la sicurezza degli uffici del nord, dove gli attacchi del gruppo jihadista Boko Haram si sono intensificati negli ultimi tre mesi.

Paul Atanga Nji, ministro dell’Amministrazione territoriale camerunense, ha accolto con favore la (a suo dire) massiccia partecipazione degli elettori e ha affermato che tutto è avvenuto «nella calma e nella trasparenza in tutto il Paese». Tuttavia, diversi sfollati di lingua inglese a Yaoundé, che desideravano rimanere anonimi, hanno affermato di aver cercato di iscrivere alle liste elettorali senza successo.

La novità di queste elezioni comunali è che i municipi da ora in poi otterranno un maggior grado di autonomia grazie al disegno di legge sul decentramento adottato alla fine di dicembre. Questa disposizione ha anche portato alla creazione di uno statuto speciale per le due regioni di lingua inglese, che ora saranno in grado di sviluppare le loro politiche pubbliche nei settori dell’istruzione e della giustizia. Sta di fatto che la popolazione, il 75% dei quali ha meno di 35 anni, ha conosciuto solo Paul Biya come presidente della Repubblica: 86 anni, al potere da 37.

 

 

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