Buchmesse 2014

Si è aperta ieri a Francoforte la Fiera internazionale del libro, il più importante evento editoriale dell'anno. Tra gli editori italiani, è presente Città Nuova con le sue novità e le sue idee.
Francoforte

Si è inaugurata ieri la sessantaseiesima edizione della Fiera internazionale del libro – per gli addetti ai lavori, Buchmesse – in programma a Francoforte dall’8 al 12 ottobre. Si tratta del più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e l’evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria all’estero. I primi tre giorni sono riservati ad un pubblico di addetti ai lavori: editori, distributori, agenti letterari. Gli ultimi due, aperti a tutti.

Nell’era di internet anche questo appuntamento inizia a perdere un po’ del suo smalto. Lo scambio dei diritti avviene ormai attraverso l’invio di mail. I costi per la partecipazione sono altissimi. E da qualche anno, per la crisi economica e culturale diffusa, la produzione editoriale appare meno effervescente e innovativa e sempre più difficilmente offre stimoli e idee.

Ma la Buchmesse rimane comunque una vetrina prestigiosa dove “conta chi c’è”. Lo confermano anche i numeri che sono da capogiro: 7100 gli espositori di 103 diversi Paesi; 171.790 i metri quadrati della Fiera, con la Finlandia ospite d’onore. Oltre 200 gli editori italiani presenti. Alla manifestazione l’editoria libraria italiana verrà rappresentata da un Punto Italia di 274 metri quadrati realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dall’ICE e dal Ministero per lo Sviluppo Economico, in cui saranno presentati ed esposti circa 1300 titoli di 47 editori italiani.

Si partecipa alla Fiera certamente per vendere e acquistare diritti ma anche per cogliere “l’aria che tira”, intercettare tendenze e mode, capire dove va il mercato,  fare il punto della situazione sull’editoria mondiale tra criticità, problemi, nuovi scenari. Al centro del dibattito, ancora una volta l’e-book; un mercato, quello del digitale, che secondo le stime, è destinato a crescere. Si parlerà, ancora una volta, purtroppo, di crisi della lettura. E l’Italia registra un primato negativo: è infatti attualmente penultima nell’Unione Europea per i livelli di lettura.

Tra gli espositori presenti anche Città Nuova. Da Francoforte, Lucia Velardi, responsabile della Direzione Letteraria della Casa Editrice, spiega su quali titoli punta quest’anno Città Nuova.

«Da tempo proponiamo nei nostri incontri con gli editori esteri le novità editoriali soprattutto nell’ambito della letteratura spirituale e della saggistica divulgativa. Tra i titoli che presenteremo La congiura di Hitler di Mario Dal Bello (dalla collana Misteri svelati)  che in un racconto avvincente e storicamente fondato svela il piano pensato e progettato da Hitler per rapire Pio XII; Dalle periferie del mondo al Vaticano, nel quale il Cardinale Joao Braz de Aviz in dialogo con Michele Zanzucchi racconta la sua vita e l’impegno ecclesiale; Mamme e papà, l’attesa di un bambino sull’educazione prenatale e I detti di apa Pafnunzio  di Fabio Ciardi che in una prosa raffinata offre spunti di riflessione spirituale.

«Titoli che nel nostro mercato nazionale hanno registrato una positiva accoglienza da parte del pubblico e che proveremo a lanciare in altri mercati. Ma nell’edizione 2014 della Buchmesse allargheremo la nostra proposta alle pubblicazioni accademiche e della  saggistica di riferimento. Metteremo in campo le novità della collana Idee su argomenti attuali e orginali: Religioni e relazioni internazionali di Pasquale Ferrara sull’incidenza delle religioni nelle dinamiche della politica mondiale e Accountability di Anna Ascani sul rapporto eletto-elettore, luogo decisivo per rifondare la nostra democrazia; Il conflitto generativo di Ugo Morelli nel quale si offre una visione originale e positiva del conflitto che caratterizza le nostre relazioni nel quotidiano».

Ci sono aree linguistiche e culturali con le quali più intensi sono gli scambi editoriali?

«Sicuramente c’è una naturale sintonia culturale con l’area francese, tedesca e latinoamericana. Meno facile quella con l'area anglofona. Stiamo lavorando per entrare anche in questo mercato».

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